Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






venerdì 9 settembre 2011

Girobike sul Porzus

Bella uscita in bici stamattina a godere di una splendida giornata di sole senza grossi stress di ritmi e velocità. Vado in direzione Attimis con l'intenzione di salire di nuovo sul Porzus. Si tratta di una salita non lunghissima ma con pendenze importanti nel primo tratto che sono anche superiori all'11%, senza respiro. La giornata è molto soleggiata ma fino all'abitato (3 case) di Porzus pedalo sempre nell'ombra. Nei primi 4 km riesco, con mia sorpresa, a salire senza utilizzare l'ultimo rapporto. La strada impenna per un centinaio di metri poi torna ad essere abbordabile. Raggiungo quota 900 con soddisfazione, purtroppo non ho molto tempo a disposizione per cui scelgo la via di ritorno per Canebola, affronto la discesa con tranquillità. Da Faedis mi concedo un momento di spinta posizionato sulle prolunghe, vado anche abbastanza bene, le gambe girano bene e riesco anche a spingere un buon rapporto. Per un momento ho un piccolo rimorso: non aver sfruttato questa gamba per tirar fuori un altro bel risultato. Ma così è andata e va bene così.

giovedì 8 settembre 2011

Correre per fuggire

Vado a correre. Parto. Corro con l'unico obiettivo di fuggire. Sfuggire alla malinconia di pensieri negativi, fuggire da una realtà deludente che mi vede impotente di cambiarla. Sono sciocchezze ma che lasciano tanto dispiacere. Arrivo al Parco e da lontano vedo l'amico Loris in compagnia, sono certo che con loro mi distrarrò. Purtroppo sono al termine dell'allenamento. Saluto e vado, mi incammino sull'ippovia. Le mie gambe sono riluttanti come al solito in partenza, i pensieri ne approfittano e mi stanno al fianco, entrano nel cervello. La natura attorno cerca di distrarmi, mi attraversa la strada uno scoiattolo, nell'ansa del Cormor all'altezza di Pagnacco ci sono volatili che urlano in preda a non so quale istinto. Un cane di un simpatico passeggiatore mi affianca, mi tiene compagnia per qualche centinaio di metri poi lo allontano rispedendolo al legittimo proprietario. Ritorna l'eco del verme che rode. La mia corsa non è sufficiente, il pensieri tengono tranquillamente il passo di 4'55'' al km. Immagino che alla distanza non saranno abituati e quindi cederanno prima o poi; proverò a fiaccarne la resistenza e intanto vado, mi allontano dalla partenza. La decisione è presa: farò 21 km.
Quando è tempo di invertire la rotta e tornare sui miei passi so di avere un leggero dislivello favorevole. Aumento il ritmo. Provo ad immaginare il rettilineo finale sulla Unter den Linden di Berlino, guardo lontano l'Olimpiastadion di Monaco di Baviera, volgo il pensiero alla partenza di Hopkinton a Boston; la distrazione dura minuti poi ritorna il tarlo.
Bisogna alzare il ritmo, trasformare questo lungo lento in progressivo; alzo di una decina di secondi. Il mio respiro diventa più affaticato ma il cervello si rilassa e sento che anche i pensieri negativi ansimano, fanno fatica a tenere il passo. Mi galvanizzo. Ancora più forte Antonio, vai che te ne dimentichi. Ripasso dallo scoiattolo, è ancora lì a lavorare per la scorta invernale, si spaventa, ora il mio passo è più spedito. Ora sì, sto correndo, la mia fuga raggiunge il suo obiettivo, sono concentarto solo di essa. Riesco persino a pensare che il vecchio obiettivo di una Maratona sotto le 3 ore sarà di nuovo fattibile. Sono sereno, accellero, le gambe girano. Vai Antonio, corri forte i pensieri si sono staccati, hanno tolto il disturbo. Il progressivo non lo tengono. Corro, aumento. 4'35'' ....4'30''... 4'20''... sudo ma ho margine. Guardo il mio Garmin che mi segna sempre una media più elevata. Corro, ansimo, la mia frequenza è alta, non la vedo ma la sento. Sono sotto i 4'15''...è il ritmo dell'UNDER THREE HOURS, lo tengo, riesco ancora ad aumentare. Drrrriiin LAP numero 20 manca solo un km, spariamo tutto. Corsa spinta, sollevare le gambe, aumentare la frequenza, coordinare la respirazione, spingere spingere. Aumentare ancora, il rush finale. Drrriiin LAP 21, l'ultimo sprint per chiudere una Mezza. Stop fermo il cronometro.
Ho finito al massimo, potevo durare ancora ma non ho tempo a sufficienza. Cammino 300 m ripensando alla mia fuga...ma da cosa fuggivo? Ah siiiiii. Fuggivo ma negli ultimi 6 km lo avevo anche dimenticato, la corsa mi aveva preso. I pensieri negativi erano stati sopraffatti, GUARDARE AVANTI, GUARDARE OLTRE, PENSARE POSITIVO, PORSI NUOVI OBIETTIVI è questa la soluzione. Non riusciranno a condizionarmi saprò reinventarmi un progressivo che li fiaccherà.
"Da dove viene la forza per arrivare alla fine della corsa" "Viene da dentro" citazione da MOMENTI DI GLORIA.

mercoledì 7 settembre 2011

Conclusa la stagione Triathlon

Dichiaro definitivamente conclusa la stagione 2011 del Triathlon che dal punto di vista agonistico si è concretizzata in sole 4 gare ma dal punto di vista degli allenamenti è stato l'aspetto preponderante da gennaio a questa parte. Questo l'elenco delle gare alle quali ho partecipato:
  • Triathlon OLIMPICO di Caldaro
  • Triathlon LUNGO di Candia
  • Triathlon OLIMPICO di Bardolino
  • IRONMAN Austria a Klagenfurt
Basta l'elenco per far capire che mi sono espresso solo su distanze medio lunghe. La motivazione è presto detta: la mia assoluta inadeguatezza in acqua mi penalizza troppo nelle brevi distanze,
mentre quando la gara si estende per più ore e il nuoto diventa meno determinante riesco a ridurre il gap con gli altri compagni di gara (ma questo è il meno) ma divento anche più efficiente e riesco a recuperare sia in bici che di corsa.
Le esperienze sull'OLIMPICO sono state sicuramente migliori dello scorso anno con miglioramenti notevoli ma scontati.
La gara di Triathlon lungo di Candia è forse stata quella meglio interpretata e che in assoluto mi ha dato le sensazioni migliori e tutto sommato quella che più mi si addice.
Discorso a sè merita l'IRONMAN. Un sogno divenuto realtà che è stato "un percorso lungo 6 mesi" nei quali non mi sono risparmiato, dove ho messo testa e gambe per arrivare preparato al massimo fisicamente ma anche pronto a soffrire. Il risultato mi ha premiato dal punto di vista del riscontro cronometrico, 11:01' non l'avrei sognato; ho fatto almeno 30' meglio di quanto potevo immaginare. Sono soddisfatto di come ho interpretato la gara, di come ho distribuito le forze, delle sensazioni provate.
Ora sono passati dei mesi, il giudizio è a freddo e forse più ponderato.
Il prossimo anno di IRONMAN molto probabilmente ne correrò 2 (a Klagenfurt sono già iscritto) il secondo è "opzionato". Ho margini di miglioramento, non nel nuoto (schiappa sono e schiappa rimarrò), nella bici qualcosa si può limare ma soprattutto nella Maratona posso fare di meglio. Quella di Klagenfurt non mi è piaciuta, ho commesso qualche errore ma dovrei aver tratto insegnamenti.
La prossima annata qualcosa cambierà perchè le condizioni esterne saranno diverse, sarò anch'io diverso nell'approccio ai lavori che comunque saranno sempre e principalmente finalizzati al comandamento che mi ha sempre ispirato: PRIMO DIVERTIRSI.
Qualche rammarico? Si, ce ne sono un paio ma forse saranno anche questi un insegnamento importante.
Ed ora si pensa solo alla MARATONA fino a dicembre, la bici (che continuerò a utilizzare sempre) servirà solo per rimanere in movimento.

martedì 6 settembre 2011

Un weekend di fuoco

Il primo weekend di settembre segna per me come ogni anno la fine delle ferie estive e coincide spesso con uno spassosissimo, faticoso, divertente susseguirsi di allenamenti. Si inizia venerdì ad ora di pranzo con l'approccio in bici ad una salita che da tanto mi frullava per la testa ma che mai avevo tentato di affrontare. Si tratta del Matajur, una scalata con 1000 m di dislivello circa che partendo da Savogna porta fino al Rifugio Pelizzo senza mai dare tregua anche se non presenta picchi proibitivi. Si tratta pur sempre però di 15 km da affrontare con il massimo impegno. Il panorama non è tra i più belli che abbia mai visto anche perchè in cima è molto nuvoloso e minaccia temporale. Sono costretto ben presto ad utilizzare l'ultimo rapporto a disposizione ma questo non mi crea "problemi" tanto l'unico obiettivo è raggiungere la cima. Il premio è gratificante lassù in cima, la fatica viene premia ed un nuovo traguardo personale è raggiunto. Questa uscita si chiude con 55 km. Una breve pausa e si riprende la bici per un giretto, stavolta quasi pianeggiante e in relax, in compagnia di altri 50 km. Sabato mattina con la compagnia di Luca Pascolo e Antonio Sette si affronta una nuova uscita in bike per scalare da Tolmezzo la Sella Chianzutan a quota 950 m s.l.m.; anche in questo caso 15 km di salita ma molto più tranquilla e momenti per respirare. Un grande ringraziamento a Luca per avermi tenuto compagnia lungo la salita che altrimenti sarebbe stata mooolto più dura. 121 k con 2000 di dislivello. Domenica appuntamento per un lunghissimo di corsa con alcuni amici da fare a Faugnacco di Martignacco sfruttando il percorso e i servizi offerti da una marcia Fiasp di cui conosco bene il percorso. Alla partenza ci ritroviamo con Giovanni Maddalena e Andrea Marchiol, si aggiungono all'ultimo momento anche Giovanna e Ugo tentati dalla mia offerta. Il primo giro di 12 km scorre tra chiacchere e racconti, Andrea come al solito scalpita ed ogni tanto bisogna richiamarlo all'ordine; il ritmo comunque non si discosta molto dal 5' al km preventivato. I ristori sono la manna dal cielo perchè la giornata è calda ma soprattutto molto umida. La Maratona di Berlino si avvicina, bisogna ritrovare il feeling con la distanza, sentire la fatica, provare le reazioni ad essa dopo le 2 ore di corsa. Giovanna e Ugo rallentano (ma termineranno comunque i 30 km ad un ritmo di soli pochi secondi sopra i 5), noialtri 3 procediamo. Si parla di meno, inutile negare che la corsa è impegnata anche se Giovanni corre molto sciolto e probabilmente potrebbe alzare. Anche Andrea ci abbandona (ma anche lui conclude il suo trentello). Si va io e Giovanni. Il ristoro al 27° km è la nostra salvezza, sono veramente assetato; prendo 4 bicchieri di acqua e riparto convinto che il vero allenamento inizia ora. Non ci sono dubbi che Giovanni mi verrà dietro quindi neanche mi pongo il problema di comunicargli che ora si va in progressione. Al 28° alzo il ritmo di 15'' e lo tengo per 3 km, le gambe rispondono. Provo belle sensazioni d'altra parte il finale del lunghissimo mi ha sempre appassionato e ancora di più adesso che ho "mollato" un pochino. Al trentesimo ripassiamo dalla zona traguardo ma come concordato proseguiamo per altri due km per terminare il nostro allenamento a 32. Alzo ancora, siamo su asfalto per cui la risposta delle gambe alle sollecitazioni è più pronta (in gran parte il percorso era sterrato con ampi tratti erbosi) ...4'30'' con facilità. Suona il Garmin...31 km. Ci spetta l'ultimo. Su su su, progredire progredire. L'ultimo lap segna 4'22''. Good job Giovanni. 32 km a 4'52'' di media con questo percorso e questo caldo sono un ottimo viatico per Berlino. Arriviamooooooooo

venerdì 2 settembre 2011

Resoconto di agosto

Dopo una lunga pausa riprendo a scrivere con la promessa a me stesso di essere più assiduo con questo appuntamento.
Il mese di agosto è stato praticamente privo di gare se si eccettua una 10 km di corsa capitata per caso a San Donato di Lecce mentre ero in ferie e la Camignada che essendo una corsa in montagna "quasi-estrema" non puà essere catalogata come gara vera e propria.
Ricchissimo invece di allenamenti anche se non sono finalizzati ad una gara particolare. Si tratta di uscite funzionali al divertimento e alla pratica sportiva fine a se stessa come benessere fisico e mentale. Qualcuno si porrà l'interrogativo se i carichi che sopporto possano essere "divertimento"...per quanto mi riguarda lo sono ...sarò fatto male.
Nella corsa alcuni allenamenti degni di nota per la buona progressione e un "lunghetto" di 26 km, Berlino è vicina e la forma non potrà essere quella dello scorso anno; fisicamente sto meglio (niente acciacchi) ma le gambe non girano a sufficienza.
Nel ciclismo ho dato veramente tutto avendo superato abbondantemente i 1200 km con 4 uscite oltre i 100 km e qualche allenamento condotto a buona media. Stupenda l'uscita con gli amici Luigi e Pasquale nel Salento.
Di grande importanza per l'aspetto panoramico anche il giro dalle parti di Ostuni e nella Valle d'Itria; sempre bello pedalare sulla costa salentina sia adriatica che ionica.
Nel nuoto molto poco in piscina nella prima parte del mese ed invece belle uscite in mare durante le ferie. La tecnica rimane scarsa ma almeno ho nuotato rilassato riuscendo ad apprezzare i fondali senza lo stress di prestare attenzione al gesto.
  1. NUOTO 25,2 KM
  2. CICLISMO 1233 KM
  3. CORSA 224 KM
Complessivamente 74 ore di attività.

martedì 2 agosto 2011

Tripla seduta con finale soddisfacente

Oggi giornata libera dal lavoro dedicata pienamente allo sport.
Probabilmente la mia stagione di TRIATHLON si è chiusa con l'IRONMAN, difficilmente farò altre gare anche se ripetere il 70.3 di Mergozzo mi avrebbe fatto piacere.
Nonostante questo continuo ad allenarmi senza risparmio perchè sento che questo mi fa stare bene, mi brucia energie ma mi carica di adrenalina utile ad affrontare altri tipi di battaglie.
Si inizia con la piscina: ogni volta è una battaglia ma con la forza della volontà anche oggi sono riuscito a portare a casa 2500 m. Terminare significa riuscire finalmente a tirare un sospiro di sollievo anche se 5 minuti dopo mi rendo conto di non aver speso un c@@@o.
Il tempo della doccia, una coca-cola un salto al supermercato e sono in sella. Non ho voglia di salite, mi basta lasciare andare le gambe per cui scelgo un percorso già rodato, tutto piatto che in meno di due ore mi consente di riessere a casa, ma all'occorrenza si presta anche ad essere allungato. Parto come al solito con il proposito di andar piano e mi ritrovo dopo pochi km a guardare la media...finisce sempre a tutta.
Ma il momento più bello e soddisfacente è stato l'allenamento serale al parco. Non sapevo cosa avessi nelle gambe, sono partito senza propositi, l'ho detto anche al mio amico e compagno di squadra Giovanni maddalena che mi ha tenuto compagnia nella parte iniziale di riscaldamento.
Sorprendentemente le gambe rispondevano e quando la testa ha chiesto di incrementare hanno dato il loro consenso.
Km dopo km ho alzato leggermente il ritmo, la media complessiva scendeva ed io ritrovavo l'entusiasmo dei bei tempi.
Il risultato finale dice 20 km sotto i 4'30'' compreso il riscaldamento.
Purtroppo è tornato il caldo ma se tanto mi dà tanto a berlino dovrei già essere in buona forma.
L'obiettivo è far meglio del 3:04'50'' dello scorso anno.

sabato 30 luglio 2011

Nuove scarpe da allenamento

MIZUNO WAVE PRECISION 11

Mizuno Wave Precision è la scarpa PROFESSIONALE da running più leggera e reattiva di tutto il panorama A3. E' indicata per gli allenamenti degli atleti veloci/leggeri e per le gare dei podisti più lenti/pesanti. Il suo punto di forza è il compromesso tra la grande capacità di assorbimento degli impatti col terreno e il suo peso contenuto. Dotate di Wave, sono ideali per il runner con appoggio neutro o supinatore e per quei corridori che utilizzano plantari personalizzati. Categoria A3, peso 290g. La suola in gomma al carbonio X10 (il più resistente battistrada, che permette una maggiore durata e la massima flessibilità) resiste all'abrasione e fornisce la giusta trazione. Il nuovo AP+ nell'intersuola garantisce una maggiore durata dell'ammortizzamento, nel tempo e ai chilometri. Il Parallel Wave disperde in modo uniforme le forze di impatto, essendo una scarpa destinata a corridori neutri. Dotata di Smooth Ride (utile a ridurre le vibrazioni causate dall'impatto della scarpa con il terreno). Tomaia in Mesh a maglie particolarmente ampie per la massima traspirazione. Nella parte posteriore la tecnologia Dynamotion Fit favorisce l'aderenza al tallone, lasciando libera la caviglia. Soletta ortesica (OrthoLite) sagomata e rimovibile. E' una scarpa nata per la corsa, ma utilizzabile per tutti gli sport in genere: tra le più comode per il tempo libero perchè in grado di ammortizzare per dieci volte il proprio peso corporeo.
Sono entrate a far parte del mio "parco gomme". Il mio fornitore "ufficiale" che conosce meglio di me le mie esigenze me le ha mostrate per prime. Ne ho provate anche altre tra le quali delle Saucony molto belle esteticamente e per poco non mi lasciavo convincere dai colori accesi ma poi ho deciso di restare sul sicuro.
Attualmente fanno parte del mio "parco gomme" attivamente anche le Mizuno Wave Aero come scarpe da gara e le Salomon XA Pro 5 come scarpe da Trail.

mercoledì 27 luglio 2011

Alternando run and bike

Sabato bella uscita in bici su terreno piatto spingendo al massimo sui pedali per gustarsi la sensazione della velocità (sempre relativa alle mie capacità).
Domenica mattina un bel lungo sotto la pioggia, nella natura secondo il corso del Cormor sull'ippovia in completa solitudine, verso il 13° km esco "dalla traccia" per intraprendere vie quasi sconosciute e transitando per Ara Grande, Felettano, Leonacco mi ritrovo a Tavagnacco. Le gambe vanno nella seconda parte ed io tiro concludendo un buon lungo di 28 km ad una buona media.
Lunedì giornata dedicata al lavoro con breve corsetta in serata comunque produttiva.
Martedì stupenda uscita in bike alla ricerca della salita ma soprattutto di doppiarla. Difatti mi avvio in direzione FRONTE ORIENTALE...Cividale-Savogna raggiungendo Cepletischis. La frontiera slovena è chiusa, piego quindi in direzione Grimacco, la strada si dimostra subito insidiosa, non si tratta di una strada di comunicazione, è tutta sconnessa, probabilmente utilizzata solo da boscaioli, mi avventuro comunque. L'unico segno di civiltà è un vecchio cartello con su scritto PERICOLO FRANE risalente a chissà quanti anni. Ciò non impedisce che nel bel mezzo del bosco trovi un biker su mtb intento a consultare una cartina. Un saluto e via.
Proseguo ma purtroppo sbaglio strada e mi ritrovo troppo presto in pianura dalla parti di Cividale; i miei piani di una doppia salita stanno per andare a rotoli quindi decido di prendere la salita classica per Castelmonte da Carraria.
Altre volte mi era sembrata impegnativa e noiosa, stavolta me la godo e raggiunta la cima mi butto in discesa. Incrocio un capriolo e in fondo alcuni amici che non immaginavo di incrociare. Sono in ritardo, un rapido saluto e "la freccia nera" vola verso casa.
Oggi, mercoledì è dedicato alla corsa con uno ottimo lavoro in progressione su ritmi che non provavo da mesi. Ne è venuto fuori un 18 km a 4'24'' di media ma soprattutto una progressione da 5'01 a 3'59'' che mi soddisfa altamente.

sabato 23 luglio 2011

Settimana soft

Una settimana segnata da impegni lavorativi e non che mi hanno condizionato e costretto a tirare il fiato (che poi è anche positivo). Uscite brevi e martedì di riposo assoluto. Degne di nota l'uscita bike di giovedì 21 luglio, un paio di ore iniziate con il solo proposito di far girare le gambe e conclusesi invece con un buon 30 di media nonostante qualche tratto di salita impegnativo anche se breve. Venerdì poi ho provato a fare qualche variazione (la definizione di RIPETUTE non oso utilizzarla) al Parco del Cormor sui 1000 m con recupero attivo di corsa lenta. Mi ci sono disabituato a questo tipo di lavoro sia mentalmente che fisicamente; il cuore non vuole sentirne di incrementare repentinamente la frequenza, le gambe sono pesanti, per fortuna la testa sa imporsi. Ne è venuto fuori un lavoro di 21 km compreso riscaldamento e defaticamento che ho chiuso in 1:36'. Al termine ero anche soddisfatto perchè non mi è pesato e anche l'incedere dei parziali è stato molto confortante...ora è d'obbligo insistere se voglio arrivare a Berlino con un minimo di brillantezza. Ecco i parziali, il recupero per tutti di 630 m in circa 3'
  1. 4.15
  2. 4.15
  3. 4.13
  4. 4.12
  5. 4.11
  6. 4.09
  7. 4.04
  8. 4.07
  9. 4.06
  10. 3.59
Sto elaborando in questi giorni anche una bozza di obiettivi da inquadrare fino al termine dell'anno prima di ricominciare con la CAMPAGNA IRONMAN 2012. Triathlon: L'unica gara alla quale parteciperò sarà in data 11 settembre il TRIATHLON INTERNAZIONALE DI MERGOZZO . Naturalmente il proposito è di far bene e riscattarmi dalla scorsa stagione quando fui condizionato da una foratura. Corsa: Il primo appuntamento la Maratona di Berlino che cercherò di preparare in questo mese e mezzo più che come obiettivo, come momento di passaggio in vista di una 42 km di fine stagione che potrebbe essere a fine ottobre oppure a dicembre con la solita, inimitabile Reggio. Certamente gli appuntamenti con la "mia gara" non saranno meno di 4 tenuto conto che quest'anno vorrei partecipare alla Maratona Città del Vino a due passi da casa.

lunedì 18 luglio 2011

Nuovamente una settimana intensa

Dopo la settimana post-IM che comunque non era stata di riposo si ricomincia ad andare e devo dire che non perso assolutamente la voglia di faticare, anzi ho nuovi stimoli.
Riprendo a correre con ritmi più consoni e questo mi galvanizza.
Molto belle le uscite in bici di lunedì in Slovenia, giovedì su a Castelmonte e domenica intorno alle Dolomiti.
  1. Lunedì 11/07 ciclismo 81 km
  2. Martedì 12/07 nuoto 2000 m + corsa 13,1 km
  3. Mercoledì 13/07 corsa 10,5
  4. Giovedì 14/07 ciclismo 61 km
  5. Venerdi 15/07 nuoto 2500 m
  6. Sabato 16/07 corsa 20 km + nuoto 1700 m
  7. Domenica 17/07 ciclismo 107 km
complessivamente 15:37' di attività.
In questa foto con Antonio Sette e Milena Grion nel giro di domenica.

martedì 5 luglio 2011

Istantanee da IRONMAN AUSTRIA

A meno di 48 ore dal momento in cui ho tagliato il traguardo del mio primo IRONMAN ho ripreso a correre. Avevo l'esigenza di muovermi e le gambe non erano stanche come in tante precedenti situazioni. Salto al Parco quindi e 10 km corsi a ritmo di corsa lenta con progressione nel giro finale quando mi si è affiancato Denis Del Bianco. Le sensazioni sono ottime, l'adrenalina gira ancora a mille e penso che così continuerà per i prossimi giorni.
Oggi intanto ho formalizzato l'iscrizione alla prossima edizione dell'IRONMAN AUSTRIA del 1 luglio 2012.

lunedì 4 luglio 2011

I'M an IRONMAN

Non è semplice sintetizzare in poche righe un'avventura lunga un anno, una gara lunga oltre 11 ore, un'esperienza nuova e stimolante che non ho ancora completamente metabolizzato. Ci provo, probabilmente nei prossimi giorni aggiungerò qualche altro dettaglio.
Cominciamo intanto con i ringraziamenti:
  1. A chi mi ha trascinato nel Triathlon nonostantele mie ritrosie;
  2. A chi mi ha proposto la pazzia dell'IRONMAN quando ancora non avevo neanche gareggiato in un Olimpico (si tratta sempre della stessa colpevole);
  3. A tutti i compagni di squadra che mi hanno dato consigli;
  4. A tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo il percorso che non potrei citare singolarmente talmente erano numerosi e calorosi, faccio un nome per tutti in quanto amico di vecchia data e che non ha risparmiato veramente nulla: Denis Del Bianco;
  5. ...ed infine un ringraziamento a quei pochi che "erano contrari", quel "MEDIOCRE TRIATHLETA" mi ha accompagnato per quasi un anno ed è stato un grande stimolo.
Trascorrere un anno con l'incubo dei 3800 m di nuoto in lago non è semplice, l'ho sognato di notte; ho sognato di dovermi ritirare perchè colto dal panico in acqua dopo tanti sacrifici. Fino a pochi minuti dalla partenza era un grandissimo punto interrogativo.
180 km di bici non mi facevano paura come distanza ma il ritmo era una scommessa seppure una prova generale l'avevo fatta a Candia (ma su 120 km).
La maratona era una certezza, difficilmente avrei potuto ciccare, poteva essere solo questione di minuti.
Ma veniamo alla gara.
Nuoto
Ho una tensione enorme, la vestizione è stata curata al massimo mettendo in pratica anche gli ultimi consigli di Denis sul posionamento degli occhialini sotto la cuffia, la perdita degli stessi per colpa di qualche manata maldestra sarebbe stata la fine della mia avventura.
Quando lo starter spara il colpo che segna l'avvio della nostra avventura sono in ultimissima posizione, con i piedi sulla sabbia...se esiste un T0 io l'ho sfruttato partendo in ritardo.
La prima boa ROSSA da raggiungere è invisibile dalla nostra prospettiva, 1500 m sono tanti, mi accontento di seguire le cuffie bianche che mi circondano puntando le boe gialle posizionate come punti intermedi.
Riesco a rimanere rilassato cercando di non sprecare alcuna energia, tenendo il mio ritmo e nel mio scarsissimo nuoto mi rilasso e procedo.
Incredibilmente fila tutto liscio, risalgo posizioni lentamente cercando di rimanere in tranquillità; finalmente appare la boa ROSSA, quasi troppo presto a quanto mi aspettassi e senza neppur un momento di crisi, si gira a sinistra e si va a puntare la boa BLU che asssolutamente non vedo. Mi affido esclusivamente nella bontà della scelta di quelli che mi precedono.
Anche la seconda boa si rivela facile da aggirare. Ora il sole è in faccia e quasi metà del lavoro è fatto. A questo punto sono realmente perso, non so quale sia il punto di riferimento da inquadrare, nuoto in tranquillità seguendo il flusso e lasciandomi portare un po' al largo ma rimedio dopo qualche centinaio di metri.
Non credo a ciò che mi accade, il tempo scorre, vedo che scivolo con incredibile scioltezza. Nessuna crisi di panico. Alzo pochissimo la testa, quando lo faccio vedo la vegetazione di fine lago vicina. Senza essermene accorto sto per imboccare il canale dove nuoteremo gli ultimi 900 m per raggiungere la zona cambio.
Non mi sembra vero, ogni dubbio svanisce. In questo momento percepisco che sarò un IRONMAN, non importa con quale tempo ma mi fregerò di quella medaglia e taglierò quella finish line.
Nel canale il mio nuoto diventa ancora più tranquillo. Scorgo sul lato destro Beppo e Gian Piero che mi salutano, mi fanno un sacco di foto, mi incitano.
La frazione più difficile della mia gara si chiude con 1:32.36
Ciclismo
Un anno fa ero una schiappa ora so almeno stare in sella e i tanti km percorsi mi danno fiducia.
Sono uscito dall'acqua in 2274^ posizione. Monto in sella deciso a cominciare una bella rimonta e in effetti quelli che supero sono per la gran parte molto più lenti di me.
Cerco di contenere l'entusiasmo, 180 km sono lunghi e potrebbe essere deleterio spendere troppe energie. Il percorso già provato qualche mese fa me lo ricordo e cerco di sfruttarlo al meglio affrontando le salitelle con circospezione e i falsopiani in discesa con decisione.
E' trascorsa quasi un'ora quando mi trovo di fronte la prima salita seria; ho la sorpresa di vedere il body di Monica che riprendo ed incito con gran vigore, mi dice che ha avuto qualche problema meccanico. Non immaginavo di raggiungerla così presto. La saluto raccomandandole di non mollare (raccomandazione inutile perchè già lo so che è un osso).
Già dalla discesa successiva mi lancio a tutta spingendo forse anche troppo fino alle pendici della seconda salita che becchiamo al 62° km. Mi ricordo del dislivello più impegnativo e soprattutto della lunghezza maggiore; la prendo con calma ma con decisione.
Prima di giungere in vetta vedo alcuni amici, Denis, Marco Schiavi e altri che si dannano per incitarmi: è tutta adrenalina che mi ridona nuove energie che spenderò nella discesa successiva che con qualche breve salitella mi porterà a quegli ultimi 15 km finali tutti favorevoli.
Mi piego sulle prolunge e ci dò dentro raggiungendo velocità che non ho mai provato; sensazioni strane, benessere generale e visione del sogno che si avvicina sempre di più anche se non sono neanche a metà.
Transitando al giro di boa ci sono un sacco di amici ad incitare, testimoni di una giornata che rimarrà per sempre nella mia mente.
Ricomincia il giro e continua la mia risalita, la fatica nelle gambe comincia a sentirsi ma anche la consapevolezza nei mezzi. Il secondo giro scorre a medie leggermente più basse ma quando ritransito in cima alla salita la visione di Denis completamente senza voce che continua a urlare mi obbliga a riprendere la vecchia lena aggressiva.
E questo accade nell'ultima discesa volo e concludo la frazione bici in 5:41'56'' almeno 20 minuti meglio dei migliori auspici.
Corsa
Mi svesto e rimango in body apprestandomi ad affrontare la frazione a me più congeniale.
Per me è la 175^ maratona ma è anche la prima.
Parto con gran entusiasmo ma anche troppo velocemente, tanto pubblico che incita: i compagni di squadra, tanti amici, quelli/e del CUS Udine.
Cerco di disciplinare le forze ma non riesco a stare a 5' al km come mi ero ripromesso; so che devo aver pazienza. Sul rettilineo opposto incrocio compagni di squadra che saluto, i primi sono irraggiungibili poi man mano incrocio quelli che potenzialmente potrei riprendere con una
condotta accorta ed una gara del mio potenziale.
Fa caldo, mi bagno continuamente, bevo di tutto, purtroppo non trovo barrette da mangiare, i gel sono disgustosi. Rinuncio ai solidi.
Lungo tutto il percorso saluti, incitamenti, pensieri positivi che si alternano a brevi momenti di appannamento. Le gambe sono affaticate, non sono le stesse sensazioni delle altre maratone, i km scorrono più lenti. I liquidi non mi bastano avverto fame, agguanto una banana, bevo tanta coca Cola.
Dopo il 15° km il ritmo prende a calare, sono adesso al limite dei 5' al km ma quello che più mi preoccupa è l'idea che il giocattolo si possa rovinare; al traguardo ci arrivo comunque ma non come vorrei.
Il passaggio alla mezza è sotto la media prevista, ormai si tratta di fare questi due mezzi giri.
Verso il 26° km avverto strane sensazioni: ho fame, mi gira un poco la testa. Al ristoro ho provato i gel, un'altra banana. Non sono più tranquillo, avverto la necessità di far qualcosa.
Pensieri negativi mi affollano la testa, ho a poche decine di metri Fabio Zerilli, dopo il giro di boa decido di camminare per un tratto.
Già alla 100 km qualche anno fa avevo adottato questa strategia.
Cammino per 300 m circa. Cerco di non pensare al ritmo, riprendo la corsa, i km scorrono nuovamente, ripasso in zona traguardo.
Mi rimane solo il "bastone" che mi porta a Klagenfurt centro e ritorno.
Corro, non sono sciolto ma devo completare questa formalità.
Incrocio Monica e vedo la sua corsa molto sciolta e rilassata, intuisco che sta facendo un'impresa.
Ritorna la sensazione di fame, adotto la stessa strategia e stavolta me la cavo con meno di 200 m di cammino.
Che mi valga di lezione, se ci sarà mai una nuova occasione dovrò mangiare di più. Ho detto SE ma sono già sicuro che ci sarà una nuova occasione.
Tra poco sarò IRONMAN ma la testa è già oltre...voglio replicare.
Altra breve crisi e altro tratto di cammino, ormai l'obiettivo delle 3:30 è svanito ma solo di poco.
Quando mancano 4 km il morale sale, ritrovo positività. Non smetto più di correre ritrovando anche quel ritmo perduto. L'ultimo km è da godimento, lungo il penultimo rettilineo scambio cinque con gli amici, mi fotografano, sono sorridente, imbocco il rettilineo finale.
Come mi era stato raccomandato mi godo quegli ultimi 100 m a braccia alzate, il cronometro segna incredibilmente 11 ore 0 minuti e tanti secondi.
In altri momenti l'avrei definita una beffa, oggi è il trionfo. Quando salgo sul podio posto sotto il traguardo mi viene accreditato il tempo di 11:01:11 in 1107^ posizione con un recupero tra ciclismo e corsa di 1170 posizioni.
SONO UN IRONMAN.
Vado a farmi medagliare e torno sotto l'arco per una seconda foto.
Il viaggio è terminato, la sfida è vinta.
OPS...non è vero.
La sfida sarà completamente vinta quando anche Monica avrà tagliato il traguardo; naturalmente non si fa attendere troppo e in 11.26.00 giunge pure lei.
Era nata come una pazzia ed invece credendoci e facendo allenamenti da molti ritenuti eccessivi abbiamo raggiunto un obiettivo che poche avrebbero pronosticato un anno fa.
L'arrivo di Manuele corona la giornata, i 3 piccoli dell'Udinetriathlon sono tutti finisher.
I miei complimenti anche a tutti gli altri che hanno ottenuto risultati di rilievo.

venerdì 1 luglio 2011

IRONMAN LIVE ON WEB

IMPORTANT INFORMATION: On raceday there will a link form our website towww.ironmanlive.com. There you can track you favourite athletes and you will also get the latest news from the track by "Mr. IRONMAN"-Kevin Mackinnon! Be a Star*

giovedì 30 giugno 2011

Vedo e prevedo...

Vedo e prevedo...
Ho sempre fatto dei pronostici sulle mie gare quando ero solo un podista.
Qui nel triathlon è più difficile, maggiori i fattori esterni, minori le mie potenzialità e la sicurezza nei miei mezzi.
Ma anche stavolta non voglio sfuggire a questo giochetto e mi lancio quindi in alcune previsioni.
Premessa: tutti i numeri che snocciolerò sono al netto di eventuali (e non auspicabili) incidenti meccanici o fisici.
Ipotesi 1 (quella che assolutamente non devo mancare):
  1. Nuoto molto tranquillo 1:50
  2. Bici al risparmio in 6:40
  3. corsa in tranquillità 4:00
per un totale di 12:30, finisher molto onorevole. Sarebbe una bella avventura da archiviare.
Ipotesi 2 (potenziale):
  1. Nuoto in 1:40
  2. Bici in 6:20
  3. Corsa in 3:30 (è presuntuoso forse, ma io sono certo che potrei farlo)
per un totale di 11:30, finisher soddisfatto e desideroso di riprovare.
Ipotesi 3
Questa me la tengo per me.
Certezza comune in tutte le ipotesi che nella corsa non risparmierò una sola energia perchè inseguo un piccolo sogno che potrebbe ripartire proprio da questa tappa.

mercoledì 29 giugno 2011

Siamo arrivati preparati

Mancano solo 3 giorni alla GARA.
La preparazione è terminata ed è forse ora anche di tirare qualche conto prima che il percorso dia i suoi responsi.
Il mio percorso di avvicinamento è iniziato verso la fine dello scorso anno ma i problemi al gluteo mi hanno condizionato e quindi voglio segnare lo spartiacque con il primo di gennaio 2011.
Come indice del mio impegno e di quanto abbia preso sul serio la faccenda posso prendere in considerazione del numero dei riposi in questi 6 mesi...solo 12 gg.
CORSA
Nel mese di gennaio non ho fatto praticamente nulla ma il conto complessivo segna 1130 km in grandissima parte solo corsa lenta e in progressione ma con la presenza di 4 MARATONE e quattro altre sedute oltre i 30 km. Con questi lavori e l'esperienza che mi ritrovo dovrei essere al sicuro.
CICLISMO
Partivo da una base molto bassa, le uscite con il gruppo di UDINETRIATHLON e con qualche altro amico/a mi hanno dato fiducia e fatto correggere qualche imperfezione tecnica. Il mezzo nuovo mi ha dato un altro quid in più.
La voglia di stare in sella e il divertimento provato nelle lunghe uscite in compagnia ma sopprattutto in solitudine hanno fatto il resto.
Mi presento con un bagaglio di 6300 km assolutamente ragguardevole.
NUOTO
Era il punto debole e tale rimane, di miglioramenti non ce ne sono stati. Lento ero e lenti rimango. Ho acquisito un minimo di sicurezza sulla lunga distanza, ho imparato ad avere pazienza, a prendere il mio passo senza lasciarmi condizionare dal tempo.
La prova a Candia sulla distanza dei 3800 m mi ha dato fiducia e poi ho la muta che mi salva.
Avrei potuto fare di più ma 160 km sono un discreto bottino.
RIFLESSIONE COMPLESSIVA
390 ore di allenamento che corrispondono ad oltre 2 ore al giorno di media...numeri ma non solo forse.
Le gare di Caldaro, Bardolino ma soprattutto Candia (3800-120-28) mi hanno permesso di prendere confidenza con il clima; non ho avuto alcuna difficoltà nel passaggio e certamente avrei potuto dare ancora qualcosa in tutte e tre se fossero state più lunghe.
Diversi lavori combinati ma soprattutto sedute pesantissime in giorni consecutivi mi confortano sul fatto che possa reggere la fatica senza grossi problemi.
Un dato che è indipendente dalle mie possibilità saranno le condizioni meteo e la sventura di incappare in qualche "incidente" meccanico. Non ci voglio pensare.
Anche a livello di strategia e tattica di gara ho già le idee ben chiare ma lascio ad un prossimo post.
In alto le foto di tutti gli 11 compagni dell'UDINETRIATHLON che si cimenteranno nella gara.

venerdì 24 giugno 2011

Ultimi lavori

Ormai il grosso è fatto, si tratta solo di scaricare progressivamente senza però perdere "il filo del discorso".
Manca ormai solo una settimana alla data fatidica e quindi è il momento di limare qualcosa nella prova che più mi vedrà in difficoltà, il nuoto.
Tra martedì e venerdì quindi 3 sedute di nuoto, due delle quali con muta a provare la resistenza.
Martedì in piscina da 25, 4000 m senza soste chiusi in 1:31 che per me rappresenta una gran prestazione, ma soprattutto la sensazione di qualcosa che si possa fare...e nota molto confortante nuotando la seconda parte più veloce della prima.
Giovedì altra seduta di 2600 m con tratti brevi e leggermente più veloci.
Infine oggi in piscina all'aperto da 50 m altra seduta con muta a provare di nuovo la distanza; purtroppo ci hanno cacciato dalla piscina perchè era tardi ma rimane il dato di aver nuotato con tranquillità ed aver stabilito il PB sui 2500, essere arrivato ai 3100 e in proiezione sarebbe stato anche PB sull'IRONSWIM.
A parte il nuoto due uscite tranquille in bici e una bella corsa a ritmo maratona con progressione finale confortante di 3 km.
Se il tempo tiene nel weekend una bella uscita bike e qualcosina domenica.
Intanto un paio di foto di Bardolino.

domenica 19 giugno 2011

Triathlon Olimpico Bardolino

Lo scorso anno era stato il mio esordio in una gara con nuoto in acque libere, un esordio con battesimo temporalesco che non dimenticherò mai. L'uscita dal lago rappresentava il mio solo obiettivo, troppe paure. Fu così che interpretai la bici come "una passeggiata", non per scelta ma perchè la testa aveva ormai mollato.
A distanza di 12 mesi molto è cambiato, migliaia di km sono "transitati" sotto i miei pedali, ho cambiato il mezzo, ho fatto esperienza, ho colto consigli e quindi il miglioramento era scontato.
Anche nel nuoto seppur rimanendo uno SCARSO, anzi un PESSIMO nuotatore qualcosina sono migliorato soprattutto cerco di amministrare le forze in vista di impegni più lunghi.
Nella corsa lo stato di forma sta risalendo ma ritenevo ancora non fosse quello dello scorso anno.
Il resoconto della gara.
Il gruppo dell'UdineTriathlon è molto numeroso, con molti di loro ho fatto frequenti uscite in bici, con alcuni allenamenti di corsa; in questa gara però per me non c'è possibilità di incontro, le batterie e le mie difficoltà nel nuoto mi faranno partire dalle retrovie alla ricerca di una risalita che mi entusiasmi.
Si parte con il nuoto, il cielo è nuvoloso ma il lago è calmo salvo che negli ultimi 300 m dove si formano delle onde. Seguire la giusta direzione non dovrebbe essere difficile essendoci le boe e il filo che scorre sul fondo facile da individuare.
Subito dopo lo start, mi posiziono in ultima posizione e parto con il mio ritmo che trovo abbastanza presto, dopo alcune centinaia di metri potrei dire che quasi avevo raggiunto addirittura un buon feeling con l'ambiente senonchè ecco arrivare " l'orda barbarica delle cuffie grigie", i concorrenti della batteria successiva. Iniziano i problemi, sbracciano, mi toccano, vado in agitazione, cerco di allargarmi, mi spostano gli occhialini. Penso solo che non c'è alternativa. La prima boa rossa è una conquista, la seconda è molto vicina. Per fortuna gli occhialini sono andati a posto senza problemi. Decido di allargarmi a sinistra e tenere d'occhio nella respirazione (respiro solo a destra) la direzione degli altri sperando che sia quella giusta. Riconquisto un po' di tranquillità tanto che supero la boa dei 1000 m senza neppure accorgermi, mi rendo conto di ciò quando comincio a sentire le onde, alzo la testa e vedo la fine della mia fatica molto più vicina di quanto mi aspettassi. E' una iniezione di fiducia.
Esco dall'acqua sotto in 35'50'' oltre 4' meglio dello scorso anno.
Nella zona cambio perdo troppo tempo e soprattutto perdo la testa perchè appena risalgo in bici mi accorgo di non aver preso la borraccia, sono senza liquidi e fa tanto caldo.
Prendo la frazione bici con una certa aggressività, mi risulta difficile inserirmi in qualche gruppo, sono tutti più lenti di me e gli strappi impediscono la scia.
Per fortuna dopo una decina di km riesco ad accodarmi ad un mio compagno di squadra Avio, con il quale faccio un tratto di strada assieme e al quale chiedo un sorso d'acqua, gentilmente mi dà la sua mezza borraccia che sarà la mia salvezza fino al rifornimento.
Sfruttando la compagnia e la scia faccio decisamente una frazione bici buona per le mie possibilità, incontro anche l'amico Andrea Carratta che mi dà una mano e poi un atleta del CUS Brescia con il quale percorro gli ultimi km.
Nella discesa finale non mi risparmio e vado a tutta.
Tempo finale della bici 1:13:50 a 32,5 km/h che va al di là di ogni più rosea aspettativa e significa quasi 15' meglio dello scorso anno.
Nella frazione corsa parto bene, il percorso "a bastone" mi si addice, ho punti di riferimento, si tratta di una gara ad inseguimento. Mi sento bene e vado.
Gli incroci con gli amici sono motivo di saluto e di incitamento (mi scuso con Denis che mi ha teso il braccio e al quale non ho risposto...ma a voce si; a proposito se gli avessi porto il 5 visto come andava veloce forse ci saremmo fatti male).
Il ritmo nel primo giro è sui 4' al km; nel secondo giro avverto un po' di fatica e poi ormai sono abbastanza gratificato dalla proiezione finale, sicuramente si fanno sentire anche le 4 ore abbondanti dell'allenamento del giorno precedente.
La frazione corsa si conclude in 40.50 alla media di 4.04 al km, niente male.
Complessivamente la mia gara si chiude con 2:36 netto che significa 20 minuti meglio dello scorso anno migliorando in tutte le prove (11'' anche nella corsa).
Nella frazione nuoto ero uscito in 914^ posizione, in bici risalito fino alla 793^ e con la corsa ho terminato in 563^; una buona progressione.
Le sensazioni sono buone, l'IM sarà un'altra cosa ma io sarò più riposato e l'ambiente mi sarà favorevole.
Molto altro ci sarebbe da dire su questa gara ma ...meglio tacer.
Un grazie a tutti i compagni di squadra che sono stati di supporto, e naturalmente ai familiari presenti che ci hanno incitato sempre. Un grazie anche a Michele anche se i suoi sforzi non sono abbastanza ripagati.

domenica 5 giugno 2011

Resoconto dell'ultima settimana di carico

Manca ormai meno di un mese alla data fatidica, è il momento di spingere il piede sull'accelleratore per l'ultimo affondo e poi intraprendere lo scarico finale per recuperare energie fisiche e mentali.
Dopo che il mese di maggio aveva visto un leggero rallentamento in termini di quantità in questa settimana ho fatto un carico massimale introducendo anche sedute veramente finalizzate alla gara.
Ritmi sia in bici che di corsa molto simili a quelli che dovrei tenere in gara fatta eccezione per l'uscita in salita di Canebola. Il nuoto l'ho trascurato un poco ma mi sono impegnato a concentrarmi nel risparmiare energie che sarà la tecnica da usare visto che altro non posso.
  • Lunedì nuoto 2500 m + bici in salita 65,2 km
  • Martedì corsa 13,1 km
  • Mercoledì corsa 22,6 km
  • Giovedì COMBINATO bici in piano 148 km + corsa 24,5 km
  • Venerdì nuoto 1000 m
  • Sabato nuoto 2000 m + bici 56,5 km
  • Domenica corsa 33,1 km
Sintetizzando:
  1. 93 km di corsa
  2. 270 km di bici
  3. 5500 m di nuoto
per complessive 19 ore e mezza di attività.