- energie nervose--correre per una intera maratona con la paura che da un momento all'altro potesse riemergere il risentimento muscolare mi ha portato a non staccare mai la spina dell'attenzione dalla strada, ho affrontato quasi tutte le curve della prima parte di gara in modo largo per essere tranquillo di non incocciare qualcuno davanti, ho fatto attenzione a tutti quei tratti dove il terreno fosse sconnesso, ed infine nei numerosi tratti di saliscendi ho cercato sempre di andare regolarmente senza strappi.
- energie fisiche-- tranne i primi km ho impresso alla mia corsa un ritmo sempre sostenuto, in linea generale nelle altre maratone mi concedo sempre uno step "di riposo", 4-5 km di rallentamento (bastano anche 2-3 secondi al km) prima di ripartire; in questo caso è stato un continuum di spinta. ed infine l'ultimo tratto, che aveva una pendenza rilevante, l'ho affrontato a tutta.
Il risultato di tutto questo è che le gambe sono decisamente provate, in questa settimana ho fatto 3 uscite di scarico di 8,11 e 14 km nelle quali non ho provato alcuna sensazione di piacere di correre ma solo di pesantezza e sofferenza. Per fortuna ieri ho trovato prima Michele ad accompagnarmi e poi insieme a lui tutto il resto del gruppo di amici che procedeva "di lento".
Tutto sommato quest'esperienza è positiva, mi ridà la consapevolezza della Maratona come battaglia, da pianificare, da impostare e condurre tatticamente al meglio.
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OPERAZIONE SACHER TORTE
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Intanto ho in parte modificato i miei appuntamenti primaverili: cancellata la partecipazione a Torino (impossibile garantire in tranquillità il ritmo da pace-maker delle 3 ore) mi sono iscritto alla Maratona di Vienna dove sarò presente con molti amici. In maniera spiritosa chiamerò la spedizione viennese "OPERAZIONE SACHER TORTE". Allo stato attuale risultano iscritti 11 compagni di squadra dell'Atletica Buja (ma uno si è già dichiarato renitente), il gruppo sicuramente si infoltirà con gli iscritti alla mezza. Naturalmente terrò informati sull'evoluzione dell'operazione.
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