Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






giovedì 30 ottobre 2008

Portiamoci avanti con il lavoro

Stamattina essendo impossibilitato a correre ho deciso di fare qualche investimento nel futuro e così mi sono iscritto alla prossima edizione della Maratona di Barcellona del 01-03-2009.

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Ho dato già la mia disponibilità a fare da Pace-maker alla Maratona di Roma del 22-03-2009.

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Sono iscritto alla TrevisoMarathon del 29-03-2009.

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Avrò un mese di marzo denso e nel quale non mi annoierò.

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Lenta ripresa e NYC Marathon

La VeniceMarathon ha lasciato alcune tracce nelle mie gambe, un accenno di crampi prima del Ponte della Libertà e gli ultimi km corsi a tutta hanno consumato i miei muscoli come non succedeva da tempo. Martedì ho provato a corricchiare riuscendo comunque a fare circa 7 km molto lenti; ieri, mercoledì, una decina di km sfruttando un momento di pausa della pioggia.
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Andava già meglio prova ne sia che il ritmo è andato in leggera progressione, ero uscito vicino casa e avendo notato che se fossi rientrato dalla via che faccio di solito il conto dei km sarebbe stato insufficiente così mi sono messo a fare zig zag tra gli isolati come si può vedere sulla mappa.
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Tra ieri, oggi e domani si succederanno le partenze di coloro che si recano a New York per la NYC Marathon...la seguirò in televisione e sul web quest'anno ma già dal prossimo anno vorrei esserci fisicamente. Vedremo se questa aspirazione potrà diventare realtà.
Intanto mi consolo andando a rileggermi i racconti della mia esperienza alla NYC Marathon del 2005.

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Con alcuni amici leccesi prima della partenza.
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In attesa dello start.

Con l'amica Marilena

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all'arrivo

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Con 4 donne ragno dopo l'arrivo.

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Questo è invece il pettorale, four-four-four, che tanta gloria mi concesse nel lontano 1997.

lunedì 27 ottobre 2008

VeniceMarathon: una maratona nell'ombra

La mia nona maratona di Venezia è stata una maratona corsa nell'ombra. Nell'ombra e all'insegna dell'attesa per il risultato e le tante emozioni che mi avrebbero concesso gli altri amici con la loro gara che era si gara vera. La mia VeniceMarathon è cominciata con diverse settimane di anticipo, seguendo passo passo le incertezze, le richieste di aiuto, di consigli degli amici che puntavano a questa gara come momento di esordio in maratona o come momento di rilancio dopo un lungo stop. Alla fine la favola ha avuto alterni finali, c'è chi come Ilenia, piangendo e soffrendo potrà ricordare per sempre questa giornata come una delle più sofferte ma anche delle più felici della sua vita podistica (e non solo forse); c'è chi come Monica può gioire di poter finalmente tagliare il traguardo di una maratona dopo due anni di vicissitudini con le tibie che non volevano più sapere di macinar km.
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° Sono felice se in entrambi i casi ho contribuito a motivare e dare un sostegno lungo il percorso di avvicinamento alla partenza della VeniceMarathon, poi dopo lo sparo ci hanno messo loro le gambe, la testa, la volontà di portarla a termine. C'è anche chi come GianPaolo voleva vendicare l'ennesima resa ai crampi che aveva dovuto subire a Berlino, ero veramente convinto che stavolta ce la facesse e che il grande lavoro svolto si concretizzasse poco dopo Piazza San Marco, ed invece anche stavolta Mr Crampuz si è preso gioco di lui e lo ha costretto ad alzare bandiera bianca sul Ponte della Libertà.
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Sarebbe lungo elencare le persone che ho atteso al traguardo, quelle che ho incontrato alla partenza dopo averli persi di vista per alcuni mesi; la mia VeniceMarathon sarà il ricordo dei loro trionfi e delle loro piccole sconfitte, per me rimarrà ben poco. Avevo pronosticato prima della partenza un tempo di 2:52'-2:53' per me, la mia gara in sostanza si è risolta nell'inseguire quel tempo perdendo di vista tutto ciò che mi scorreva ai lati. Ho dovuto dar fondo a tutte le mie energie, ho dovuto correre nel finale e fare uno sprint lunghissimo per riuscire nel mio intento e ci sono riuscito. Sono arrivato pochi secondi prima che il cronometro decretasse il mio fallimento nel pronostico, ma ce l'ho fatta: 2.53.55. Eppure la vigilia si presentava bene, la giusta tensione, una sensazione che ad alcuni amici ho confidato essere concentrazione, una sabato passato riposando, una cena da perfetto maratoneta, una nottata che sembrava iniziare bene e poi è terminata con la solita insonnia da maratona. Anche le ore che hanno preceduto la gara, con il viaggio per raggiungere Venezia e poi Stra in autobus sembravano scorrere nella maniera giusta, concentrato sul ritmo da scandire, ma soprattutto con la testa già all'arrivo nell'attesa del risultato degli altri. Prima della partenza ho rivisto tanti amici di maratone, con alcuni solo un saluto, con altri scambi di impressioni e racconti di gare in attesa dello start. Dopo lo sparo un black-out, di solito il popolo veneto che è sempre presente lungo le strade delle maratone di questa regione mi carica, riesco a raccogliere energie dai loro incitamenti, le mani dei bambini che cercano il “cinque” mi caricano di adrenalina. In questa occasione invece l'attraversamento dei paesi, le orchestrine lungo il Brenta sono scorse senza lasciare segno, solo in un paio di casi ho mimato un applauso verso alcuni insegnanti e genitori che protestavano. Ad ogni km uno split, 4'04'', 4'05'', 4'10'', 4'00''. Numeri. Tempi. Media perfetta. Passaggio alla mezza in 1:25'42'', 18 secondi più veloce di quanto previsto. Marghera è brutta come al solito, ormai lo sanno tutti, ma per me quest'anno lo è stata di più; 21 km ed ancora nessuna buona sensazione. Arranco, ci sono dei momenti nei quali mi stacco dai compagni di ventura, poi una breve progressione per riprenderli. Entriamo nel Parco di San Giuliano, due anni fa alla prima esperienza di questo nuovo percorso mi era sembrato affascinante stavolta lo sento solo inutile ed eccessivamente tortuoso e faticoso. Improvvisamente i miei intermedi sul cronometro si alzano, dal km 29 al 34 perdo quasi 10'' al km, sento bruttisime sensazioni, non vedo l'ora di uscire da San Giuliano, nonostante questo comincio a riprendere qualche concorrente. Faccio un po' di conti, se continuo di questo passo l'unico obiettivo è terminare sotto le 3 ore. Appena fuori da San Giuliano su una ripida salita mi prende anche un accenno di crampi, e tra poco inizierà anche il terribile Ponte della Libertà. Poi improvvisamente quando le colonne che segnano l'inizio del ponte ci immettono in laguna accenno ad un disperato tentativo di rilancio. Miracolosamente le gambe ricominciano a girare, nel punto in cui tante volte avevo alzato bandiera bianca stavolta comincia la mia rinascita. Km dopo km gli intertempi si abbassano, sono numerosissimi i podisti che riprendo. Ridiventa concreta la possibilità di centrare il pronostico, raccolgo ogni incitamento che mi viene da persone note e sconosciute, attraversato il ponte di barche che ci immette nel km finale mi lancio in uno sprint lunghissimo, Michela, Daniela, gli amici del San Martino, sento tanti incitamenti ma non ho tempo per guardarmi attorno. Là davanti un cronometro corre ed io devo arrivare prima che tocchi le 2:54'. Riesco nel mio tentativo e concludo questa mia strana maratona. Analizzando i dati a mente fredda scopro che ho fatto una delle gare più strane di sempre ma aver superato 47 concorrenti negli ultimi 12 km mi conforta e mi da lo sprone per ripresentarmi alla prossima con ancora maggiore determinazione e volontà di riprovare anche sensazioni belle oltre che pensare ai ritmi.
PS un mio amico ha ritrovato lungo il percorso un “pezzo” di Garmin 305 che contiene tutta l'elettronica chi lo avesse smarrito può contattarmi.

domenica 26 ottobre 2008

VeniceMarathon: prime news

Questa mia nona VeniceMarathon è stata un po' luci ed ombre.

° ° Luce senz'altro l'aver aggiunto un'altra prestazione sotto le tre ore nel mio palmares; essere riuscito a centrare l'obiettivo ipotizzato in sede di pronostico (ma che sprint ho dovuto fare nell'ultimo km!!!!); recuperare dalla mezza all'arrivo ben 65 posizioni (ero 175° alla mezza, sono arrivato 110°); aver ritrovato alcuni amici che non vedevo da tempo. ° °

° ° Le ombre invece sono nella condotta di gara che non è stata lineare come mio solito: una prima parte abbastanza regolare poi black-out intorno al trentesimo Km che è durato almeno per 4 km poi per fortuna sono riuscito a risollevarmi sul Ponte della Libertà dove di solito moltissimi vanno in crisi. ° °

sabato 25 ottobre 2008

CormorUltra:il racconto di Brunello.

Pubblico solo poche righe di un racconto lunghissimo di Brunello Pagavino relativo alla CormorUltra. Chi vuole può cliccare sul banner di www.podisti.net qui sotto per leggerlo integralmente. Si tratta di alcune tra le più belle e coinvolgenti pagine di corsa che io abbia avuto la fortuna di leggere.
Ho corso la Cormorultra, ultramaratona di 67 chilometri da Buia a Marano. [......] Il tempo? Stupendo, un sole splendido, temperatura mite, non un filo di vento. Ma forse intendevate in quanto tempo li ho fatti, quei benedetti 67 chilometri:. 7 ore e 25 minuti, a una media di poco superiore ai nove chilometri all’ora. Ma in queste corse l’importante è arrivare, come mi ha detto, comprensivo, il vincitore Gerardo Villani che se l’è bevuta in cinque ore e rotti. [.....]
Ogni tanto ci fanno compagnia sì i cavalli, ma d’acciaio:le biciclette che numerose affollano questa meravigliosa strada bianca da poco riscoperta al tempo libero nella valle silenziosa del Cormor, accanto alla “ civiltà” ma di cui non si sente un suono. [....]
Scendo da quella che sembra ancora essere una collina artificiale e arrivo a una strada dalle parti di Pozzuolo, accanto a un campo di calcio. Sarei quasi tentato di andare là a mostrare qualche finezza ma un uomo dello staff, a guardia dell’attraversamento, mi fa:” Fra cento metri a destra, prenda la strada bianca”. A malincuore faccio come vuole lui, non vorrei mai che rimanga male, e continuo nella mia ultramaratona a passo tranquillo e costante, tengo i 6’ al km con tutta tranquillità, sto a meraviglia e vorrei che non finisse mai. In certi momenti sono tutt’uno con ciò che mi circonda, in situazione di pura consapevolezza del movimento, del respiro. Ho letto dei libri zen, definiscono satori questi brevi istanti di illuminazione, di unione col creato; beh, raramente ci sono andato così vicino. Mi risveglia uno scalpiccio, due triatleti mi superano. Non c’è problema, hanno la metà dei miei anni. Siamo dalle parti di Mortegliano, si avvicina l’inconfondibile silhouette del campanile più alto d’Italia; si oltrepassa un guado, e quello che si vede è toccante: il Cormor non è più un’arida distesa ghiaiosa ma un vero e proprio fiume, gonfio d’acqua e corrente, con cascatelle (artificiali, me che importa) che sprigionano prana ed energia vitale che poi è proprio la stessa cosa. Lo guardo con affetto, questo figlio stralunato e misconosciuto, questo cigno finalmente sbocciato dopo tanti chilometri da sgraziato paperotto. [........]
Mancano dunque sette chilometri e a questo punto, come dicono i sacri testi, dal fisico e mentale si passa allo spirituale. Qui devo tirar fuori risorse extra, dentro ma dentro dentro di me, e non vogliono saperne di venir fuori. Cosa posso fare? Solo camminare, un po’ dritto, un po’ a papera per impegnare altri muscoli non ancora distrutti. E cammino, sotto il sole del pomeriggio. L’astro arancione sta già veleggiando verso ovest, insomma sono le tre passate prosaicamente parlando, il Cormor è sempre più bello alla mia destra, e oltre si staglia il bellissimo bosco Bando, bosco planiziale di Muzzana, uno degli ultimi residui dell’enorme foresta che ancora nel medioevo ricopriva tutta la regione. Poi la Serenissima Repubblica di Venezia ha avuto bisogno di legna per la sua flotta. Cammino pensando alla Serenissima e, strano a dirsi, anche se soffro sono sereno anch’io. Anzi, serenissimo. [..........]
sono di nuovo vittima dei crampi. Ululo e mi contorco , non c’è niente da fare. Al mio corpo prometto allora che farò così: correrò piano, ma piano, per duecento metri e altrettanti li camminerò. Il lupo rabbioso attorcigliato attorno alle mie gambe accetta, ma alza un sopracciglio per avvertirmi: prova a non rispettare i patti e vedrai cosa ti faccio.[.....]
Dico al lupacchiotto là in basso, tra il polpaccio e la coscia destra:” Che, mi lasceresti libero adesso?”. Lui fa un cenno di accondiscendenza, si stiracchia un po’, mi fa l’occhiolino e…scompare.[.....]
Ho fatto la CormorUltra, o meglio la CormorUltra ha fatto me, nel senso che si è rivelata non solo una corsa ma una vera e propria esperienza umana e spirituale che mi ha coinvolto profondamente.
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venerdì 24 ottobre 2008

Maratona di Venezia

Con la certezza di aver individuato solo parzialmente i centinaia di podisti friulani che affronteranno la Maratona di Venezia ho preparato due tabelle dove sono elencati alcuni degli amici che con me partiranno da Stra per raggiungere la finish line.
La gran parte di quelli evidenziati in giallo sono anche frequentatori del Parco del Cormor o quantomeno ci passano frequentemente...a tutti ed anche a quelli che in questo elenco mancano va il mio in bocca al lupo.
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giovedì 23 ottobre 2008

The Spirit of Marathon

Siamo ormai in piena stagione di Maratone, in Italia e all'estero, ogni domenica si corrono 42 km di grande tradizione, molto partecipate o per pochi intimi, tutte comunque con un elemento in comune: la voglia di percorrere quei fatidici 42195 metri che separano lo start dalla linea del trionfo, la finish line che in qualche modo bisogna raggiungere.
° Ho trovato sul web questo video (ma ce ne sono anche altri) che si intitola THE SPIRIT OF MARATHON che con un bel mix di interviste (in inglese) ed immagini riesce a far scattare dentro la voglia di esserci.

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° Vuole essere, da parte mia, un in bocca al lupo a tutti coloro che si preparano a partire per Venezia, Dublino, New York, Atene, Milano, Firenze, Reggio Emilia, Honolulu o comunque in ogni luogo dove ci sia una 42 km. °
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Naturalmente non sono tutte rose e fiori: non perdetevi questo video di pochi secondi!!!

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martedì 21 ottobre 2008

Collinare dolce

Stamattina rinfrancato dopo una giornata di riposo dall'allenamento che ho osservato ieri, ho deciso di andare in periferia nord, laddove comincia la collina udinese. E' stato un bell'allenamento con piccole variazioni di pendenza ma continue. Visto che la maratona è molto vicina mi sono limitato a soli 50' durante i quali ho registrato un FC media di 134 bpm con picco massimo di 150. La media finale è stata di 4'34'' al km che considerato il percorso e il sostanziale relax con il quale ho affrontato quest'allenamento è molto confortante.

Devo riconoscere che prima di acquistare il Garmin difficilmente avrei affrontato un allenamento del genere non potendo avere riscontro della distanza percorsa: è stato proprio un bell'investimento.

lunedì 20 ottobre 2008

statistiche sulle mie VeniceMarathon

Come fare a considerare la VeniceMarathon una maratone come tutte le altre? Qui ho esordito nel lontano 1994 con un "quasi quattro ore" che sembrava fatto apposta per essere modesto al solo fine di essere migliorato. Ricordo ancora le brutte sensazioni lungo il Ponte della Libertà, alternavo corsa lenta a passo ancora più lento; una podista "in età matura" che aveva saputo dosare le energie meglio di me corricchiava con costanza e nel mio tratto di passo mi sorpassava inesorabilmente. Solo per orgoglio personale al termine feci una specie di sprint per arrivarle davanti.

Solo al quarto tentativo riuscii a fare un buon risultato degno del livello he oramai avevo raggiunto; l'exploix nel 2003 quando corsi veramente bene arrivando 63° assoluto.

Nel 2005 e nel 2006 l'esperienza da pace-maker personale per la mia compagna di squadra Monica che portai al suo esordio fino a raggiungere un incredibile ed insperato (da lei ma non da me) 3:21'06''; l'anno successivo si unirono al mio treno anche Renato ed altri ma anche stavolta solo Monica resistee fino al traguardo realizzando 3:16' 54'' che rimane tuttora il suo PB.

Quest'anno ritorno a correre per me stesso, imposterò un passo che dovrebbe permettermi di chiudere tra 2:52' e 2:53'; se sarò in grado tenterò il negative split che tanto mi piace.

domenica 19 ottobre 2008

Resoconto 13-19 Ottobre

Una settimana di allenamenti nel dopo Munchen Marathon che seppure con fatica porto a casa molto soddisfatto. Ben 72, 5 km percorsi anche se quasi tutti di corsa lenta.
  • Martedì 10,5 km a 5:03'' di media
  • Mercoledì 11,3 km a 4:52'' di media
  • Giovedì 12,6 km a 4:43'' di media
  • Venerdì 13 km a 4:37'' di media
  • Domenica 25,1 km a 4:37'' di media

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L'allenamento di oggi è stato abbastanza sofferto in primis perchè avevo cenato male, con un po' di eccessi ma nonostante ciò i 25 km che mi ero prefissi sono venuti abbastanza bene, peccato non aver trovato qualcuno al parco nel finale per aumentare di qualche secondo.

Una FC media di 132 bpm è comunque soddisfacente considerato la media.

Un altra nota positiva è l'esser riuscito, con fatica a riportare la bilancia su numeri decenti dopo i bagordi "monacensi". Ora ci si avvia verso la VeniceMarathon con una settimana che sarà in linea di massima di scarico anche se sò che la gara di domenica non sarà la mia gara dell'autunno, ho bisogno ancora di un mese.

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Esattamente un anno fa iniziava la mia esperienza di blogger esattamente con il post che riporto qui sotto

19 ottobre inizio di una nuova esperienza oggi 19 ottobre iniziamo questa nuova esperienza. parlerò di corsa -la mia passsione- ma nache di libri, trasmissioni radiofoniche, cultura e di tutto ciò che io e i miei amici reputino interessante. naturalmente ogni intervento è ben accetto e molto gradito. saluti antonio

sabato 18 ottobre 2008

Operazione GIGLIO: si comincia

Archiviata con gran successo l'Operazione Munchen, per gli appassionati maratoneti del Parco del Cormor (ma non abbiamo preclusioni per "esterni") di Udine, si apre una nuova avventura dove spendere le proprie energie, faticare, e raccogliere infine gloria. Per il 30 Novembre è in programma l'OPERAZIONE GIGLIO, si andrà in gruppo alla conquista della Firenze Marathon. Redigo un elenco di quelli che so per certo siano al momento gli iscritti, via via allungheremo la lista e terremo informati sugli sviluppi.
  • Gabrieucig Adriano
  • Bonetti Oscar
  • Buzzulini Mauro
  • Margiotta Antonio
  • Morandini Stefano
  • Mucin Michele
  • Nazzi Donato
  • Olivo Marino
  • Sette Antonio
  • Tittaferrante Renato
  • Zenarolla Monica

giovedì 16 ottobre 2008

Munchen Marathon: tutti i partecipanti del Buja

Gabrieucig-Amato-Ciarla-Buzzulini

Alpini-Mucin-Bonetti-Tittaferrante

Beltrame-Grion-Gardelliano-Ursella-Margiotta-Olivo

Sette-Morandini-Zoratti-Bidoli

Tre amici che hanno affrontato la 10 km.

Munchen Marathon: il commento di Laura

Il commento di Laura Ursella alla Munchen Marathon:
" Correre la mia prima maratona mi spaventava un po', perchè non l'avevo preparata granchè (solo un lungo di 30 km, la mezza di udine ed un altro di 21 km), visto che avevo fatto montagna fino ad un mese prima; assieme a Stefano Chiabai, il mio allenatore, avevamo deciso che se avessi sentito che non era proprio giornata, mi sarei ritirata, anche se non l'avevo mai fatto prima! Però sapevo anche di poter contare sull'esperienza di Antonio e sui suoi consigli. Mi spaventava un po' anche tutta la logistica pre-gara di una manifestazione con così tanti iscritti e in una città così grande: un cosa del tutto insolita per me. La giornata però era una splendida soleggiata giornata autunnale e questo bastava già a mettermi di buon umore! Nei primi due km le gambe non giravano bene a quel ritmo abbastanza blando, ed ho pensato "oggi non va...". Poi però si è tutto risolto ed ho cominciato a godermi la gara. Correvo a fianco di Antonio, attenta a non esagerare, ed ogni tanto, quando mi distraevo, lui mi diceva "calma Laura". Posso dire che la prima metà abbondante della gara è passata molto tranquilla e sono anche riuscita a godermi il bellissimo ed enorme parco in cui abbiamo corso per 8 km. Poi, un po' alla volta, con il passare dei km, ho cominciato a sentire la stanchezza, anche se tutto sommato fino al 32 km le cose sono andate via abbastanza lisce. Continuavamo a superare gente e soprattutto donne! Antonio era decisamente più entusiasta di me di questo fatto: soprattutto con il passare dei km! Gli ultimi 5 km ho proprio patito: e per me è stato un grande aiuto averlo accanto e sentire le sue incitazioni. Al 39km ( almeno penso, ma non ne sono sicura) abbiamo intravisto la ragazza che poi è arrivata 2°, ed Antonio mi ha spronato ad andarla a prendere: ma io non ne avevo proprio più: non vedevo l'ora di finire!!!!! Anche con la testa ormai facevo fatica a stare concentrata. E poi lo stadio olimpico: un'emozione incredibile e una grande felicità: per il luogo, per essere riuscita a concludere bene quella gara, ma anche perchè era finita! E poi l'emozione delle premiazioni..... E' stata un'esperienza stupenda: percorso meraviglioso tra enormi parchi, zone tranquille e residenziali e splendido centro storico; pubblico stupendo e caloroso: una marea in Marienplaz, ma tanto anche lungo il percorso; l'arrivo in un luogo mitico! e poi la splendida esperienza vissuta assieme ai compagni di squadra! Un'unica cosa mi ha lasciata un pò perplessa ...quelli che io chiamo i "caduti" della maratona: ma è un'altra storia..................."
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mercoledì 15 ottobre 2008

Munchen Marathon: un'emozione!

La genesi dell'Operazione Munchen Marathon va ricercata all'inizio della primavera quando si cominciava a pensare alle maratone autunnali: per la precisione io la collocherei nella gara di Bertiolo dove chiesi, tra il serio ed il faceto, alla mia compagna di squadra Laura Ursella se avesse mai pensato di cimentarsi in una maratona perchè la mia convinzione era che avrebbe potuto ottenere buoni risultati e belle emozioni. Era il “tarlo” che tentavo di far attecchire nel nucleo storico dell'Atletica Buja da sempre poco propenso alle corse di lunga lena. Quando decisi di far parte di questa società i maratoneti si potevano contare sulle dita di una mano, poi soprattutto tra i nuovi tesserati, gli appassionati delle 42 sono diventati più numerosi. Pensare di organizzare un gruppo numeroso alla conquista di una grande 42 era lontano dalle mie speranze; ed invece grazie alla insistenza e alla pervicacia (ostinata perseveranza nel male la definisce un vocabolario, e non è anche questo la maratona in fondo? Provare la fatica, il dolore per donarsi poi la gioia del traguardo?) di alcuni compagni la spedizione è arrivata a numeri molto elevati.
Diciotto maratoneti, tutti arrivati al traguardo e 4 impegnati sulla gara di 10 km sono numeri importanti.
La Munchen Marathon è una gran bella gara, una di quelle maratone a misura di amatore, senza grandi investimenti per avere atleti di altissimo livello ma impiego di tutte le energie per gratificare al massimo tutti i podisti dal primo all'ultimo.
Nell'elenco dei servizi forniti c'è di tutto: un ampio e organizzato Expo collocato in zona Olimpiapark, possibilità di accesso all'interno dell'Olympiastadion per prepararsi in attesa della partenza, servizi abbondanti, deposito sacche soddisfacente, partenza agile e senza necessità di “gabbie”, percorso interamente chiuso al traffico, ristori numerosi oltre ogni limite (non tanto forniti ma c'era quello che serviva), docce per tutti all'interno della piscina Olimpica, possibilità di fruire di un pasto all'arrivo (a pagamento) e poi la ciliegina sulla torta. La ciliegina sulla torta è il transito nel cuore della capitale bavarese, Marienplatz e l'arrivo nell'Olympiastadion transitando sotto la porta Maratona e percorrendo un intero giro di pista che viene indicato come Spiridon-Louis-Ring. Aggiungiamo che sotto la porta di Maratona vengono creati degli effetti luminosi bellissimi e i brividi sono assicurati; non capita molte volte nella vita di terminare sulla pista dove Valeri Borzov vinse 100 e 200 m giungendo davanti al mio corregionale Mennea, dove Frank Shorter si aggiudicò la gara di maratona, di poter fare la doccia nella stessa struttura dove l'immenso Mark Spitz si aggiudicò 7 medaglie d'oro. ° La mia gara. °
Si parte come preventivato in gruppetto, io ed i miei compagni Laura, Stefano e Maurizio, si unisce a noi un triestino di nome Marco; il ritmo preventivato è 4'10'' al km per tentare di stare sotto le 3 ore. Per me si tratta di una esperienza in qualche modo nuova, diverse volte ho fatto il pace-maker ma è una delle prime nelle quali “prendo in consegna” compagni di squadra e mi incarico di scandirne il ritmo fino al termine. Percorriamo il centro cittadino nei primi km per poi avviarci verso l'Englischer Garten (Giardino Inglese), il nostro gruppetto è folto, scambiamo poche parole, i miei compagni sono quasi sempre alle spalle o al fianco, scorgo Laura che corre molto sciolta ed ogni tanto volge lo sguardo verso di me facendo attenzione a non stare davanti. Lungo un tratto di strada nel quale ci si incrocia riusciamo a contare le donne che sono davanti, è anche l'occasione per scambiare un saluto con i compagni di squadra che scorrono nel senso opposto.
Dentro il Giardino Inglese, il serpentone si muove lungo viali stretti ed a volte bisogna farsi largo per non rischiare, inoltre il terreno è a tratti poco regolare; il passaggio al 10° km arriva in 41'40'' in perfetta media preventivata, all'interno del parco troviamo diversi gruppetti di spettatori tutti molto calorosi. La nostra nuova maglia con una grande scritta ITALIA e il nome ben evidente ha un clamoroso successo, gli incitamenti personali si sprecano e sono alimento per la nostra corsa. Tra il 16° e il 17° km ci aspetta un tratto di salita che, come al solito, affronto con difficoltà tanto da rimanere quasi staccato dai compagni di ventura ma sono pochi metri che recupero in breve ma si fanno sentire nelle gambe. Transitiamo alla mezza maratona in 1:27'50'' sempre nella media preventivata, l'amico triestino Marco che sinora si era mantenuto al mio fianco mi avverte che si defila e rallenta di qualche secondo, Maurizio già si è staccato anche se ci segue a pochissimi secondi, Laura e Stefano invece sono ai miei lati ma colgo nel mio compagno di allenamento una corsa non sciolta e difatti poco più avanti mi dirà di avere qualche problema alla gamba. Inizia il mio consueto comportamento da pace-maker; nella prima parte l'unico compito è quello di tenere controllato il ritmo, nella seconda metà bisogna integrare anche con incitamenti personali e qualche consiglio. Ormai una alla volta le donne che ci precedono “cadono come pere mature”, nessuno ci supera più, la nostra costanza sugli split porta a conquistare continuamente e costantemente posizioni. I ristori che continuano a essere sempre frequenti ci fanno da punti di riferimento ed ad ognuno attingiamo il sorso d'acqua o di sali che al termine si rivelerà indispensabile considerata la temperatura che nel frattempo è salita notevolmente.
Poco prima del 30° km transitiamo in centro, nel breve sottopasso che ci permette l'accesso in Marienplatz avvertiamo già il calore del pubblico, la piazza è piena, lo speaker quando scorge la mia compagna, va a sfogliare i suoi appunti e scandisce il suo nome e quello dell'Atletica Buja, ho un brivido di emozione, riceviamo molti applausi e tanti tanti incitamenti.
Stefano intanto fa fatica a tenere il ritmo, prima perde qualche metro poi man mano si allontana alle nostre spalle. Oramai gli atleti che ci sono davanti sono molto sgranati e raggiungerli è sempre più difficile, la vista in lontananza di qualche residua donna che ci precede è lo stimolo giusto. Al 35° km transitiamo in 2:26'11'' ancora in perfetta media e con la prospettiva di un'ottima posizione finale infatti con l'ultimo sorpasso una bici dell'organizzazione ci affianca, segno che Laura è tra le prime anche se non riesco a ben capire se in seconda o terza posizione. In partenza avevo visto che almeno un paio di atlete avevano il fisico giusto per stare davanti ed in effetti mancano all'appello tra quelle superate: le ricordo come la triathleta e quella vestita in nero.
Passa poco e scorgo su un rettilineo delle biciclette, uno sguardo più attento e il codino “della ragazza in nero” è inconfondibile. Inizio a spronare Laura a tentare a cercare di continuare sullo stesso ritmo, lei non ha raggiunto mai questa distanza in gara, comprendo che come ogni atleta all'esordio questi km siano “complicati” ma le chiedo comunque di incrementare ponendomi dinanzi a lei e non più al fianco. La presso con gli incitamenti, lo svantaggio si riduce, l'obiettivo di stare sotto le 3 ore è ormai al sicuro, anche se nella maratona nulla è mai detto sino alla fine. Riduciamo lo svantaggio ad un centinaio di metri poi anche la ragazza che ci precede riprende energia e si procede a ritmi costanti. Lo stadio ormai si vede, l'impresa è quasi compiuta, gli ultimi sorpassi, poi il cartello 41, ci rimane qualche centinaio di metri poi l'apoteosi. Chiedo a
Laura un ultimo sforzo, rosicchiare ancora qualche secondo al cronometro sarebbe importante, continuo con gli incitamenti. Imbocchiamo la porta Maratona, le luci psichedeliche rendono il buio molto affascinante, i flash dei fotografi immortalano il nostro gesto, entriamo nell'Olympiastadion, ci sono molti spettatori, siamo circondati dalla sua grandezza. Il giro di pista è il giro del trionfo, lo sprint ci sta tutto e ci permette anche di chiudere in un ottimo tempo. 2:56'54'' e terza posizione finale per Laura. Missione compiuta! Si possono ancora provare grandissime emozioni anche alla 149^ maratona, le stesse e forse ancora più forti che all'esordio. Non capita molte volte di terminare una gara in uno stadio olimpico. Uno alla volta arriveranno tutti i miei compagni, molti con il primato in tasca, qualcuno affaticato e leggermente deluso, ma nessuno pentito di esserci stato. La Munchen Marathon è stata una esperienza straordinaria e da ripetere. La festa continua con la premiazione di Laura giunta terza assoluta e si conclude solo quando verso le 17 ritrovatisi tutti al di fuori della piscina olimpica ci raccontiamo le nostre gare.
Tralascio i commenti sulle prestazioni di ognuno ma sentire che la mia compagna Andreina ha completato in lacrime in poco più di 4 ore, mi rende ulteriormente convinto che la gioia di chiudere una maratona non ha pari nell'universo delle gare podistiche.
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Per completare alcuni numeri: la FC media nella gara è stata di 142 bpm, la FC Max 150 bpm ma solo per incitare nel finale; sono arrivato 110° su 4773 uomini.

lunedì 13 ottobre 2008

Munchen Marathon: prime impressioni

Sono appena tornato da Monaco di Baviera. Posto solo alcuni flash che spero domani di approfondire al meglio.
  • una bella maratona solo per amatori:
  • un pubblico partecipe e caloroso;
  • un arrivo nell'Olympiastadion che emoziona all'inverosimile;
  • una esperienza particolare da pace-maker personale per la mia compagna di squadra Laura Ursella all'esordio in maratona;
  • arrivare mano nella mano in 2:56'54'' con la terza assoluta di una maratona internazionale;
  • avere i brividi sulla pelle quando uno speaker cità il nome della tua società in Marienplatz quando si passa davanti a migliaia di persone;
  • sentire che compagni di squadra arrivano in lacrime all'esordio di una maratona;
  • 18 compagni di squadra all'arrivo della Munchen Marathon con ben 12 PB, e sapere che pochi anni fa ero quasi il solo a praticare la maratona;

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avvicinandosi allo stadio olimpico

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poco prima della partenza

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la premiazione di Laura come terza assoluta

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con la nuova maglia "internazionale" personalizzata

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all'arrivo insieme a Laura (peccato che quell'atleta in rosso ci ha "impallato")

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lui, lei e ...il pace-maker (Giovanni, Laura e Antonio)
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ed infine la medaglia come giusto premio.

mercoledì 8 ottobre 2008

Correva l'anno...

Correva l'anno 2000...e correvo tanto anche io!!!
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Esattamente l'8 di Ottobre a Cesano Boscone si disputava la Maratona, quella che fu anche l'ultima edizione della Gold Marathon una delle maratone italiane più apprezzate soprattutto dagli amatori di medio-alto livello perchè grazie al suo percorso assolutamente piatto e senza nessuna asperità garantiva le migliori condizioni per puntare al miglioramento del proprio personal best. Giungevo a quell'appuntamento in gran forma, mi ero preparato a puntino, allora il mio allenamento prevedeva anche le ripetute, non seguivo una tabella stilata da qualche tecnico ma semplicemente cercavo di adattare i consigli che leggevo sul mensile "Correre" alle mie caratteristiche. Ricordo benissimo come se fosse ieri che l'ultima seduta di allenamento spinto avevo fatto 6 mille il peggiore dei quali in 3'10''. Appena una settimana prima (quindi il 1 di Ottobre) avevo corso a Udine una mezza in 1:13'09'', ero molto carico. La notte nell'ostello a Milano non fu delle più tranquille ma nulla poteva intaccare le mie certezze che la domenica mattina sarei stato prontissimo; giunsi sul luogo della partenza tra i primi, ancora stavano allestendo il tutto per la gara. Feci un riscaldamento insolitamente lungo, non meno di 6-7 km. Subito dopo la partenza mi ritrovai nelle prime posizioni con al fianco una donna che era all'esordio ed aveva accanto l'allenatore che la seguiva in bicicletta, si trattava di tiziana Alagia di origine lucana che andò a finire poi nel giro della nazionale. Corremmo sempre appaiati, spesso era lei a seguirmi appena defilata, il mio passo era sul piede dei 3'39'' al km. Transitammo alla mezza in 1:17'03''... Ero timoroso che potessi avere un cedimento nella seconda parte ma allo stesso tempo certo che sarebbe stato minimo. Continuai a condurre il ritmo fino al 33° km senza perdere un secondo. Davanti a noi conduceva la gara femminile una russa, l'allenatore della mia compagna di viaggio che nei piani iniziali doveva fare solo un lungo le disse che se si sentiva era il momento di accellerare. Sul cartello dei 34 km mi salutò e la vidi allontanarsi, l'aver perso il punto di riferimento mi lasciò per qualche km spaesato e rallentai di qualche secondo il ritmo. Per fortuna poco dopo cominciai a vedere da lontano su quei lunghissimi rettilinei la russa che intanto era stata superata, puntai tutto sul fatto di poterla riprendere. Ci riuscii intorno al 38° km e mi posi al suo fianco, il ritmo era leggermente calato, ma entusiasta ogni volta che guardavo il cronometro volavo.
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Terminai quella maratona con il record personale in 19^ posizione assoluta, settimo degli italiani in 2:36'28''.
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Rimarrà per sempre il risultato più importante della mia vita podistica.