Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






domenica 29 luglio 2012

Lungo bike con salita

Riprendo con i "lunghini" in bici in vista dell'IRONMAN di agosto ma stavolta ci metto dentro anche un po' di salita. Sfrutto la compagnia di nuovi amici...che poi sono vecchi amici.
Sono podisti "fulminati" sulla via della bici ed alcuni di loro già ben rodati e con doppia esperienza sulla Novecolli e Maratona delle Dolomiti.
Parto di buon'ora e prima di ritrovarmi in gruppo pedalo in pianura per circa un'ora. Sento la gamba che gira bene.
Al ritrovo aggiorno della mia idea di giro intorno ai 100 km con un inizio collinare, una breve e facile salita e poi la botta finale con salitona da quasi 800 m di dislivello.
Si parte in 7: Antonio, Renato, Francesco, un ciclista sconosciuto (e rimasto senza nome) e due amici che saranno i primi a staccarsi dopo pochi km.
altimetria leggermente deformata
Partenza allegra ma su ritmi sostenibilissimi, ben presto però raggiungiamo la zona collinare di Fagagna-Moruzzo che percorriamo per strade poco trafficate. Si tratta di saliscendi gradevoli che la compagnia poco competitiva rende godibili.
Un bel tratto di piano per raggiungere Pradandons, in comune di Tarcento dove prendiamo la salita che ci porta a Sedilis, si attraversa il bosco e la trovo molto gradevole, la migliore per raggiungere il paesino dal quale scendiamo in direzione Nimis. La salita è breve ma nel finale presenta pendenze importanti e Antonio e il ciclista vanno su decisamente bene.
Appena comincia la discesa e il successivo piano mi pongo di nuovo in testa a tirare, d'altronde per me è anche un allenamento NO DRAFT.
Ad Attimis riforniamo di acqua e prendiamo la salita di Porzus che ci porterà a quota 900.
E' una strada che conosco molto bene per averla fatta molte volte, in gran parte ombreggiata, salita regolare ma continua, senza respiro fino all'abitato di Porzus; degli altri amici nessuno la conosce.
Antonio e il ciclista la prendono subito aggressivi, io li lascio andare già dal primo tornante e vado con il mio passo. Fa caldo, grande umidità, si suda un sacco.
Sono solo 6 km per raggiungere il paese, già verso la metà raggiungo e supero i due amici e continuo con  il mio passo sfruttando la giornata positiva. Breve stop per riunirci e si ricomincia per gli ultimi 2,5 km che sono i più duri con pendenze veramente ragguardevoli...anche stavolta scollino per primo, chi l'avrebbe mai detto?
Pochi km di piano in quota e poi prendiamo la discesa che passando per Canebola ci porta a Faedis, qui emerge la mia "tranquillità" in discesa e infatti rimango staccato.
L'ultimo tratto di piano è un tira e molla nel quale mi gusto a tratti la mia gamba che va veramente forte.



Antonio Sette

Francesco Michelutti

Renato Tittaferrante

ciclista ignoto

Renato

Francesco


Una uscita di 128 km decisamente positiva sia per la quotidianità che in prospettiva e un grande ringraziamento agli amici.

Ah dimenticavo: 1500 m di dislivello

lunedì 23 luglio 2012

Fare selezione

Titolare in questo modo un post potrebbe dare l'idea di voler essere snob o comunque dimostrare un senso di superiorità.
La mia idea invece va proprio in senso opposto e mi spiego.
L'argomento in questione è lo sport e il triathlon in particolare. Sono nell'ambiente sportivo da anni e l'esperienza mi dice che se hai un carattere agonista, se hai desiderio di migliorarti o di raggiungere comunque degli obiettivi non puoi buttarti a capofitto in ogni avventura.
L'agonismo che mi ha sempre caratterizzato non è IL CONFRONTO CON GLI AVVERSARI, quasi mai mi sono posto l'obiettivo di battere a tutti i costi un compagno di gara (tranne poche eccezioni). La mia meta è pormi dei target e prepararmi per raggiungerli. Difficilmente mi accontenterò di essere un finisher a meno che non si tratti di un esordio, difficilmente mi accontenterò dell'ultima posizione, ambisco quanto meno alla penultima.
Inoltre sport per me è innanzitutto divertimento, partecipare alle gare che mi interessano. Fisicamente e tecnicamente le gare di breve distanza non mi si addicono, era così quando praticavo solo la corsa , lo è a maggior ragione ora che mi sono buttato nel Triathlon.
Essendo scarso nel nuoto la mia partenza in bici è sempre nelle retrovie con grossa difficoltà ad agganciarmi ai gruppi nelle gare con scia, il gap aumenta sempre di più e la corsa (di solito breve) non riesce a compensare. Di solito gratifico il mio ego comunque rallegrandomi delle posizioni recuperate ma è solo "una pezza".
Nelle gare NO DRAFT il discorso è diverso specialmente se è consentito l'uso della muta nel nuoto. Il discorso è più fattibile e la mia gara è più regolare e gratificante.
FARE SELEZIONE quindi.
D'ora in poi sceglierò le mie partecipazioni anche tenendo conto di questo principio.
Allenarmi mi dà più soddisfazione che confrontarmi ad armi impari in un Olimpico come quello di Tarzo di 8 giorni fa.

Quando si è parte di una squadra è giusto portare il contributo "sociale" ed io l'ho sempre fatto mediando però anche con la mia visione dello sport.


Da qui a fine stagione quindi mi cimenterò il 25 Agosto nell'IM in Austria e spero nel 70.3 a Mergozzo in settembre che dovrebbe essere abbastanza abbordabile per le mie caratteristiche.


Per il resto il 5 agosto tornerò a correre su per le montagne della 6 Rifugi dove l'unico imperativo sarà godersi il paesaggio e trascorrere una mattinata in compagnia con un occhio al cronometro...avvicinare il tempo di qualche anno fa non mi dispiacerebbe.


giovedì 19 luglio 2012

Necessita relax

Gli allenamenti continuano ad essere quotidiani ma la fatica accumulata in questi mesi che non è stata ricompensata con l'auspicato "regalo" comincia a farsi sentire. Bisogna prendersi qualche giorno di relax o almeno ridurre le dosi.
La gara di domenica a Tarzo (Triathlon olimpico) è stata una formalità come previsto, poche aspirazioni e 1500 metri di nuoto senza muta, una bici da affrontare partendo dalla coda del gruppo mi hanno fiaccato.
Per fortuna martedì approfittando di una piacevole coincidenza ne è venuto fuori uno splendido allenamento di corsa media al Parco  sfruttando la scia di qualche amico atleta evoluto.
Ieri una buona uscita in bike nella splendida Slovenia di 100 km  con due amici podisti, qualche saliscendi e tanti panorami. Le gambe però ne hanno risentito e così stamattina i primi 2 km di corsa sono stati una fatica immane, comunque sono riuscito a portare a casa un 10 k discreto .
Da domani e per qualche giorno ci si prende un po' di relax e se riesco non doppio nella stessa giornata.
Voglio arrivare al 25 agosto in buono stato di forma e "condizioni esterne permettendo" potermi battere nell'IM alla pari

giovedì 12 luglio 2012

Allenamenti e riflessioni profonde

Dovrei parlare di allenamenti andati bene, di una seduta di ripetute che ieri è stata molto fruttuoso con un

10x500


fatte ad una media che non provavo da anni. Non sono riuscito a prendere i tempi ma la media finale è stata di 3:25'' al km. Questo lavoro è stato seguito da un bel progressivo di altri 5 km con ottime sensazioni.


Potrei anche parlare dell'ottima seduta in piscina con un 3000 (con frazioni di 500 e 1000) fatti in grande scioltezza ed efficienza.


Potrei anche parlare di una uscita bike oggi pomeriggio di 85 km con momenti di impegno quasi massimale seguiti da tratti di pedale in relax.


Invece sto qui a pensare che bisogna:

Ridimensionare le aspettative...l'altro non sempre è in grado di restituirti ciò che ha ricevuto.


Mio padre diceva e continua a dire sempre: "FAI DEL BENE E DIMENTICATI DI AVERLO FATTO, SE FAI DEL MALE, STAI ALL'ERTA". 


E' un vecchio detto sicuramente saggio ma ci sono dei momenti in cui ti verrebbe voglia di gridare in faccia quello che pensi.




martedì 10 luglio 2012

Nuovi obiettivi, nuove motivazioni, nuovi acquisti

Si delinea la mia estate agonistica. In luglio gare di attesa, in agosto (il 25) IRONMAN in Austria e a fine settembre si ricomincia con le Maratone.
Nuovi obiettivi, nuove motivazioni anche per riprendere (ma quando mai ho smesso) con gli allenamenti. Allenamenti però che non saranno più mirati ad un obiettivo singolo ma per forza di cose equilibrati tra triathlon e corsa. In sostanza questo significa CORRERE DI PIU' E PEDALARE DI MENO, il nuoto me lo tengo come scarico.
Potrebbe arrivare però una sorpresa...una esperienza nuova, una sfida nuova, questa si veramente impegnativa.
Ai posteri...
Si può indossare anche in gare dove è vietato l'uso della muta

venerdì 6 luglio 2012

Giornata intensa di sport e di decisioni

Oggi gran giornata di sport.

In mattinata girobike di 90 km a/r fino a Grado (con bagnetto). Ottima media e il caso ha voluto che il vento spirasse sempre a favore o almeno così io lo percepivo visto che sono andato veramente forte (33.8 km/h di media).
Ad ora di pranzo un ottomo 3000 in piscina strutturato con 6x500 utilizzando palette, pull-buoy e a stile libero.

Pomeriggio altra seduta di bike in compagnia leggermente più tranquilla ma conclusa con un ottimo finale quando si è messo "sua Maestà" DDB a tirare.

Giornata importante anche per altre decisioni, mi iscrivo a:



  1. 15 Luglio OLIMPICO a TARZO
  2. 22 Luglio 70.3 TRUMER in Austria presso Salisburgo
  3. 25 Agosto IRONMAN a PODERSDORF

giovedì 5 luglio 2012

Ciambella senza buco

Inutile che me la meno, inutile appoggiarsi su ipocrite affermazioni, inutile continuare a dire sono comunque un FINISHER.
E' un discorso che può valere per altri ma non per me.
SONO FELICISSIMO DI ESSERE IRONMAN FINISHER PER LA SECONDA VOLTA
ma non era questo il mio obiettivo.
Non ho sbagliato nulla, mi sono preparato per bene, sono giunto all'appuntamento motivato al massimo.
Tutti i "miei test" mi dicevano che avrei tirato fuori dei riscontri cronometrici ed invece condizioni esterne mi hanno impedito di farlo.
SONO IRONMAN FINISHER DI UNA PROVA MASSACRANTE MA SONO DELUSO.
So già che questa esperienza mi metterà addosso ulteriori energie e motivazioni, forse sarà impossibile incrementare ulteriormente gli allenamenti ma il prossimo anno sarò di nuovo pronto all'appuntamento per fare quello che penso di poter fare.
Qualche anno fa FRATELLO SOLE mi tradì alla 100 km del  Passatore quando mi impedì di correre come mi ero preparato, mi presi la rivincita dopo poche settimane sulla pista di Fagagna correndo in meno di 9 ore 100 km in pista. Stavolta è stato quel dannato di Caronte a fregarmi (me e tutti gli altri), dovrò aspettare un anno ma il 30 giugno 2013 statene certi che io sarò lì in riva al lago a riprendermi ciò che stavolta ho solo sognato.



lunedì 2 luglio 2012

IRONMAN AUSTRIA 2012

Sono IRONMAN FINISHER per la seconda volta.
La gara di ieri è il momento finale di un percorso durato sei mesi che riassumerò in un prossimo post.
Il destino ha voluto che le condizioni meteo fossero al limite in questo weekend, temperatura altissima, 35-36 gradi durante la Maratona, e, ciliegina sulla torta, anche l'acqua del lago talmente calda che a termine di regolamento ha impedito l'uso della muta.

Venerdì sera al ritrovo con gli amici dopo aver ritirato il pacco gara con tutte le istruzioni si vociferava di un rischio "MUTA VIETATA" a causa dell'alta temperatura. Un rischio che molti, più per scaramanzia che per altro, pensavano irreale.
A colazione sabato mattina un amico triathleta ci comunica che l'organizzazione aveva ufficializzato su Facebook la decisione che avremmo nuotato senza muta.
Giornata rovinata.
Ho cercato di rimanere tranquillo.
Ero certo dei miei mezzi, del lavoro svolto nei sei mesi precedenti ma ora dopo l'inevitabile handicap del caldo che avrebbe condizionato la mia corsa anche il nuoto ne sarebbe stato intaccato...e molto decisamente.
Oltre a questo elemento anche la preoccupazione di avventurarmi nel lago correndo anche grossi rischi per la mia incolumità, ne abbiamo discusso anche con l'amico Andrea ma naturalmente le nostre preoccupazioni sono rimaste tali senza sortire cambiamenti di rotta.
Notte insonne sabato, mai mi era capitato in tanti anni, neppure un minuto di sonno.
Domenica mattina sono evidentemente concentrato e allo stesso tempo preoccupato. Cerco di stemperare suddividendo mentalmente il tracciato in tante frazioni, strategia che si rivelerà poi vincente. Bisogna uscire dal lago incolumi, dopo sarà tutta discesa da godersi e comunque una inesorabile risalita di posizioni.
Nuoto molto tranquillamente tenendomi lontano dalla folla, cerco di scivolare e spendere il meno possibile. Per fortuna tutto fila liscio, neppure un attacco di panico. Durante "il ritorno" non vedo assolutamente nulla, nuoto "al buio" seguendo qualche compagno e fidandomi delle sue scelte; finalmente sono nel canale.
Mi sembra di aver nuotato discretamente e di aver anche riconquistato qualche posizione nel finale.
Esco dall'acqua, guardo il cronometro: 2:01'. Accidenti che schifezza!!!!
Poco male, il pericolo è scampato.
Parto in bici su un percorso che ormai conosco e cerco di interpretare al meglio delle mie possibilità.
Essendo partito in fondo al gruppo inizio un'interminabile serie di sorpassi. Pedalo bene, sono sciolto ed anche i saliscendi li affronto aggressivo. La prima salita di 500 m la bevo come se niente fosse, pedalo a velocità doppia dei miei "vicini". Nei falsopiani in discesa che seguono spingo al massimo senza nessuna sosta.
Giunge finalmente la Rupertiberg.
So che in cima troverò i compagni di squadra. Anche qui salgo aggressivo e quando scorgo Denis e company è una iniezione di energia. Pedalo e sorrido, sento di tutto pronunciato da quelle labbra. Sfrutto anche questa occasione per ringraziare tutti, Fabio, Elena, Dav, Federica, Roberto, Michele, Gian, Silvia, Michele, Max (sicuramente avrò dimenticato qualcuno).
Il ringraziamento più grande va sicuramente a Denis che ha saputo trovare l'equilibrio per stimolarmi senza voler modificare le mie inclinazioni. Denis incontenibile come al solito incita tutti lassù in cima ed ogni sua parola è adrenalina che va subito in vena seguita da quella di Fabio Santini.
Saliscendi fino al giro di boa dei 90 km con una media decisamente migliore dello scorso anno.
Nel secondo giro il caldo è aumentato, era inevitabile. Il mio ritmo non cala di molto ma la pedalata non è scorrevole come in principio. Altra salita al Ruperti ed altra adrenalina che mi porto fino alla zona cambio.
Tempo della bici 5:34, 7 minuti meglio dello scorso anno che non sono niente male.
Siamo ormai oltre le 14, fa un caldo bestia e tocca iniziare una maratona infinita.
Non penso neanche più al tempo finale. Parto tranquillo ed inizio subito a bere e tenermi bagnato.
Ci sono tanti volontari e persone comuni che mettono a disposizione acquua corrente, ci spruzzano addosso. Li ringrazio veramente tutti, senza di loro forse la mia/nostra maratona non sarebbe stata possibile.
Il ritmo cala già dopo pochi km, penso che nella seconda parte alternerò corsa con cammino.
Intanto i km scorrono, lenti ma scorrono. Tanti incitamenti e quando vedo un volto amico mi rincuoro.
Intuisco che la mia "piccola impresa" è anche loro merito e va dedicata anche a loro quindi non posso esimermi da stringere i denti.
Le gambe sono veramente stanche, dopo la mezza inizio ad alternare, perderò sicuramente dei minuti preziosi ma è una strategia che si rivela vincente. Vedo intorno a me amici che sono nelle mie condizioni se non peggiori. Monica cammina ma so che è tenace e sicuramente si riprenderà anche se ha la testa china, mi affianca Denis Battistella che però è in buone condizioni e se ne va alla conquista del suo traguardo.
Quando mancano 8 km mi rendo conto che è possibile l'obbiettivo di arrivare sotto le 12 ore. Spendo le mie energie per questo fine e riesco nell'obiettivo con un finale decente.
Mi godo il rettilineo finale riuscendo anche a salire sul podio dell'arrivo sorridente. Medaglia e coroncina sanciscono che per la seconda volta ho portato a casa un IRONMAN e questa volta è stato in condizioni quasi estreme.
Tempo finale della Maratona 4:04, buono in questa giornata.
Tempo finale complessivo 11:50:40


  1. Nuoto   2:01:40
  2. T1              6:26
  3. Bici      5:34:06
  4. T2              4:16
  5. Corsa   4:04:09
Dal nuoto al finale ho rimontato 1400 posizioni circa...prendiamo il bicchiere mezzo pieno.








Tanti complimenti ai miei 5 compagni di squadra tutti finisher, quattro dei quali esordienti.

Nei prossimi giorni mi propongo di mettere qualche altra riflessione

sabato 30 giugno 2012

Muta vietata

Sono nella merda. Il caldo eccessivo ha fatto sì che la temperatura del lago sia molto alta. L'uso della muta non é consentito. Ora ho preoccupazione per la gara in sé oltre naturalmente ad annullare ogni previsione di risultato. Vada come vada. VAFFANCULO

giovedì 28 giugno 2012

Vedo e prevedo

Come sempre prima di ogni gara faccio una mia previsione.

Lo scorso anno sempre a Klagenfurt i parziali furono questi:

  1. nuoto   1:32:36
  2. T1            7:18
  3. bici      5:41:56
  4. T2            5:27
  5. corsa    3:33:51
totale 11:01:11

Quest'anno le condizioni meteo dovrebbero essere sicuramente peggiori, si prevede gran caldo che inciderà sicuramente sulla corsa. Alla luce di questo azzardo:

  1. nuoto   1:22:00
  2. T1            7:00
  3. bici      5:41:00
  4. T2            5:00
  5. corsa    3:30:00
totale 10:45

e per finire questo un conto provvisorio del lavoro svolto:

 CORSA            1036       km     0.04.33      78:30'       -9%
 CICLISMO      7205       km       28,5       253:00'      +14%
 NUOTO           313         km      21,13      110:40'      +96%  


mercoledì 27 giugno 2012

MENO 4

Oggi ho ripreso LJUBA. E' stata messa a punto, cambiato anche il copertone posteriore...ho pur fatto 8000 km.
L'ho provata anche con una leggera modifica dell'inclinazione delle prolunghe, mi sembra perfetta.
21 km in scioltezza.
Domani metterò giù un pronostico, lo facevo sempre per le maratone e voglio continuare a farlo anche in questa nuova esperienza nella quale non mi sento più un extraterreste catapultato per sbaglio.

"VOLA SOLO CHI OSA FARLO"

lunedì 25 giugno 2012

MENO 6

Ultima settimana.
Ho portato la mia LJUBA per una messa a punto pre-gara.

Sono andato in piscina e riprovato per l'ennesima volta l'IRONSWIM in assetto gara , con muta quindi.
Partenza piuttosto veloce e quindi ho visto maturare il nuovo PB su tutte le distanze oltre i 2500 (3000-3500-3800-4000).
E' un segno importante per me, non ho nulla da temere sulla tenuta della testa. Devo amministrare la gara perchè quest'anno mi troverò con più gente accanto e non ci sono abituato.



  • 500    9.40
  • 1000  9.40
  • 1500  9.40
  • 2000  9.40   38'40''
  • 2500  9.50   48'30''
  • 3000  9.45   58'15''
  • 3500  9.45   1:08'00''
  • 3800  5.50   1:13'50''
  • 4000  4.05   1:17'55''

IL TEMPO di 1:13:50 migliora di 2'20'' il precedente PB.

Ora deve essere veramente solo relax e attenzione fino alla gara.


domenica 24 giugno 2012

Lo zen, la corsa e l'arte di vivere con il cancro

Propongo a tutti miei lettori un interessante libro che è un pezzo di vita. Non scrivo molto, vi propongo solo la quarta di copertina che è di per sè sufficiente. 

SIMONE E' UN GRANDE IN TUTTI I SENSI!!!!!


"Ma in quel camminare lento nella piazza, aiutato dal bastone e bloccato da un collare, anche una nuova consapevolezza. Sapevo che correre aveva un senso, e non solo per stare in forma. Ebbene sì, la sensazione che ci fosse un motivo non chiaro che mi dava una delle motivazioni per portare avanti questa continua sfida nella corsa, era ora più nitida. I mesi di battaglia contro un ostacolo nuovo e inaspettato li avevo affrontati con la stessa forza di volontà del podista che corre da stanco, con la stessa dedizione di chi prepara una gara lunga con tanti allenamenti sotto la pioggia, al caldo, al freddo, quando stare sul divano sarebbe stato tanto più facile, ma in qualche modo sbagliato. Sapendo che non ci saranno né premi né gloria, lo si fa e basta. E infine con lo stesso sorriso sulle labbra di chi sa che chi ci sta attorno non se ne frega, ci applaude se arriviamo primi o ultimi, ci urla di non mollare perché tutti dobbiamo arrivare in fondo, e poco importa quanto ci metteremo."


"Ho conosciuto Simone quasi per caso non sapendo né del libro né della malattia. Di lui mi ha colpito l'altruismo e la voglia di aiutare gli altri, cosa di cui mi ha dato subito dimostazione con dei suggerimenti che mi hanno aiutato nella partecipazione alla splendida ultramaratona di Connemara in Irlanda. Ho iniziato subito a leggere il suo libro, scorrevole e interessante, per la sua durata trasmette una forza eccezionale. Consiglio a tutti di leggerlo e farlo leggere ai propri amici in quanto questa lettura non può essere altro che una bellissima esperienza"
Giorgio Calcaterra (tre volte campione del mondo della 100km di corsa su strada)

"...il libro è di una serenità che, se non fosse vizio capitale, definirei invidiabile. E non solo: è originalissimo. Sono due romanzi intrecciati, diversi tra loro ma tra loro indissolubili come gemelli siamesi, anche se i due, fuori di ogni possibilità, vivono su pianeti diversi. Sì, Simone è strano. Io il libro, quando era ancora una bozza, l’ho letto affascinato e posso assicurare tutti che non è assolutamente facile accontentarmi perché sono schizzinoso. Questo è un libro in qualche modo terribile, in qualche modo divertente, in qualche modo appiccicoso: ti resta dentro e non ce la fai ad eliminarlo dalla tua vita. E, allora, un consiglio: chi non vuole sapere che cos’è una maratona corsa contro un avversario che bara e che vuole nientemeno che la tua vita, chi vuole continuare a credere che quelle cose capitano solo agli altri, non lo legga."

Estratto della prefazione di Stefano Montanari presente all'interno del libro

Simone Grassi è nato nel 1973. È cresciuto e vive a Cesena dopo avere vissuto fra Dublino e Monaco di Baviera per alcuni anni. Nel 2010 dopo oltre 6 anni di podismo gli viene diagnosticata la malattia. La scopre proprio pochi mesi dopo la sfida sportiva più dura, la 100km del passatore, ritrovandosi dentro una nuova sfida, da affrontare con altrettanto sacrificio e dedizione, quella contro il cancro.

Questo è il link per acquistare on line www.simonegrassi.biz


resoconto della settimana

La penultima settimana prima dell'IRONMAN è stata decisamente di scarico rispetto alle precedenti; solo 12 ore di attività senza grandi lavori di qualità (eccetto 2 belle sedute di nuoto in compagnia). Decisamente interessante l'uscita improvvisata stamattina a Grado dove ho nuotato per 1:25 in gran relax riuscendo a percorrere minimo lo spazio di un ironswim.


  1. Lunedì      Nuoto 2700 m
  2. Martedì    Nuoto 2500 m + bici 82 km
  3. Mercoledì   corsa 10 km
  4. Giovedì      bici 67 km
  5. Venerdì      nuoto 3300
  6. sabato       bici 65 km + nuoto 1100
  7. Domenica    nuoto 3860 m in mare
Ora non resta altro che far scorrere questi ultimi 5 giorni ed arrivare al fantastico weekend nelle miglioeri condizioni di freschezza atletica e carico psicologicamente.

mercoledì 20 giugno 2012

Ultime due settimane

Siamo ormai in periodo di scarico. Come dice il mio amico Denis del quale ho massima stima come atleta e triathleta oltre che come uomo, BISOGNA SCARICARE IL GIUSTO MA NON TROPPO. Così sarà, così è stato lo scorso anno. Ridurre i carichi ma rimanere sempre in tensione anche perchè nel mio caso un improvviso stacco provocherebbe subito un aumento di peso.

  1. Lunedì matt   2700 m di nuoto
  2. Martedì matt 2500 m di nuoto
  3. Martedì pom 82 km bici
  4. Mercoledì pom 10 km corsa in progressione

lunedì 18 giugno 2012

Un numero che mi accompagnerà per diverse ore

Sarà il mio numero di pettorale tra meno di due settimane all'IRONMAN di Klagenfurt.

domenica 17 giugno 2012

Triathlon di Bardolino

A Bardolino era iniziata la mia avventura con il triathlon giusto due anni fa (lo sprint di Udine del 2009 era un giochino). L'esordio fu da paura con un temporale impressionante, l'impatto con il nuoto in acque libere non fu semplice...uscire dal nuoto era l'unico vero obiettivo per cui in bicicletta semplicemente mi feci una passeggiata. Finire quella gara era però importante se immaginavo di continuare con la triplice disciplina.
In questi due anni mi sono allenato tanto, o meglio, ho fatto tanto lavoro; ho maturato esperienze, ho tagliato il traguardo dell'IRONMAN ma ho continuato a considerarmi un "podista in prestito".
Troppo squilibrate le mie prestazioni: nuoto sempre scadentissimo, da ultimissime posizioni con distacchi notevoli, bici approssimativa e corsa condizionata da acciacchi vari.
Quest'anno le cose son cambiate. Ne avevo avuto sentore già a Barberino dove ero arrivato stanco e con un percorso pochissimo adatto alle mie caratteristiche.
Barberino 2012 penso considerarlo forse il PUNTO DI PARTENZA, inizio ad acquisire la consapevolezza che posso gareggiare e non solo provarci.
Avevo fatto delle previsioni nelle tre frazioni che sono state tutte abbondantemente "superate" dalla realtà, il miglioramento rispetto allo scorso anno (12 minuti) è notevole e decisivo ma, secondo me, quel che più conta è l'equilibrio tra le frazioni.
Intendiamoci si parla sempre di MODESTO TRIATHLETA ma diciamo che posso "a furor di popolo" e con dati alla mano liberarmi di quel MEDIOCRE che qualcuno mi affibbiò e altri tacitamente (e vigliaccamente) continuavano a considerare.
Ma veniamo alla gara.
Ero molto concentrato, non teso come mi succede prima di una maratona, desideroso di far bene. Ho persino limitato gli allenamenti durante la settimana, curato bene l'alimentazione. Qualche episodio ha contribuito a caricarmi psicologicamente di un po' di rabbia che non guasta (anche se ne farei volentieri a meno).
Fa molto caldo, ciò non mi mette paura, paradossalmente so che condizioni sfavorevoli mi sono di stimolo.
In attesa di partire col nuoto, in quinta batteria su 7, mi estranio. Ho la mia cuffia gialla in testa che mi copre anche le orecchie. Lo speaker parla,  non sono parole quelle che giungono ma suoni, il parlottio degli amici che mi sono vicini è un bisbiglio senza senso. Là di fronte a me c'è il lago con anche qualche onda. In quell'acqua devo concretizzare le ore interminabili passate su e giù in piscina; voglio dimostrare che le critiche ricevute quando continuavo a nuotare in muta (io scarsissimo nuotatore) erano ingiuste.
Si entra in acqua, mi defilo sulla sinistra in modo da poter guardare i compagni (respirando solo a destra) e le boe bianche che ci accompagneranno lungo tutto il percorso.
Sin da subito trovo il mio ritmo, nuoto e respiro con tranquillità senza paura; le cuffie gialle che mi sono accanto non mi sfilano velocemente come in passato, procedo al loro ritmo, percepisco che nuoto alla stessa velocità d'allenamento.
Come previsto prima del primo giro di boa mi raggiunge qualcuno della batteria successiva, non mi infastidiscono come lo scorso anno. Prima e seconda boa superate senza alcun problema. Siamo a metà dell'opera. Scivolare, spingere, non tenere i piedi a martello...è un mantra che mi ripeto.
Continuo a stare largo, qualche onda provocata da scafi che passano mi disturba, l'acqua sa di gasolio...prima si esce meglio è.
Scivolare-spingere, non ho ancora quasi mai guardato avanti. Provo ad individuare l'uscita ma non riesco, seguo la scia dei compagni. Sono curioso di guardare il responso del cronometro, ho pronosticato un 33' "di sicurezza" ma sò che posso fare un pochino meglio.
Le ultime bracciate, la consapevolezza che sono in gruppo, che non sono ultimo, che anche la bici procederà meglio dello scorso anno.
Sono sul tappeto che copre la salitina che ci porta fuori dall'acqua, una mano mi aiuta, ringrazio e guardo il cronometro che incredibilmente segna ancora 31' (la classifica dice 800° ma il distacco dal resto del mondo non è infinito).
T1 come al solito lungo ma monto in bici molto determinato.
Affronto le salite con decisione, in piano trovo subito affiatamente con un gruppo numeroso al quale mi accodo e dò anche il mio buon contributo a tirare. La media è elevata, molto meglio dello scorso anno. Al 30° faccio un po' di conti e mi rallegro.
Solo nel finale lungo la discesa lascio andare il gruppetto, sono solo pochi secondi che mi lasciano la possibilità di affrontare la discesa in tranquillità, riposo le gambe che ora dovranno dare il meglio di sè nella frazione che più mi si addice.
T2 fatta bene.
Sono in corsa, ora la gara è mia. Ho "dichiarato" che avrei corso a 3'55'', fa tanto caldo ma non mi tiro indietro. Il bastone lungo il quale si snoda il tracciato è l'ideale per me. Inizia la teoria dei sorpassi. In direzione opposta vedo compagni di squadra partiti prima di me o in contemporanea. Procedo con il mio ritmo sempre incalzante. E' un continuo superare, il cronometro regge sempre la stessa media. Due conti e realizzo che il mio pronostico di 2:33' è totalmente sballato, farò abbondantemente sotto le due e mezza.
Ad ogni ristoro mi bagno e bevo. rimango molto concentrato, ogni compagno di squadra che incrocio saluto con un cenno. Ne comincio a superare ed individuo altri che potrò prendere. Non gareggio contro di loro ma raggiungerli significa guadagnare tempo.
Fabio Santini (compagno di squadra) che è venuto solo per fare il tifo si espone e mi "ordina" di andare a prendere TAL DEI TALI. Anche Manuele quando lo riprendo fa altrettanto.
Ma io corro per me stesso.
Fatto sta che negli ultimi due km senza alcun cedimento rimonto posizioni su posizioni e concludo la frazione run in 39'20'' completamente in linea con le previsioni nonostante il caldo.
Il tempo finale segna
2:24:24
Taglio il traguardo soddisfattissimo.
E' una vittoria personale che rimane tale. E' la dimostrazione che con l'impegno anche handicap di base si possono superare, che non ci vogliono i guru per migliorare perchè poi le gambe (e le braccia) sono le nostre. Ma, a mio giudizio, la cosa più importante che bisogna allenarsi con criterio. Fare i lavori giusti finalizzati a raggiungere un determinato risultato. Inutile chiedere a Bolt di fare un lunghissimo di 35 km o a Gebreselassie di fare ripetute sui 100 m (stessa cosa sulle altre 3 discipline).

Un monito a me stesso: è un episodio che non fa di me un "sicuro dei suoi mezzi" ma mi convince che anche con il Triathlon potrò divertirmi.

I numeri

nuoto-------802°   -----31'14''-----
T1----------548°   -----3'10'' ------
bici---------306°   -----1:09'04''----
T2 ---------394°   -----1'38''-------
corsa-------43° --------39'20''------

Finale -------239°-------2:24'24''---


Recuperate 563 posizioni dal nuoto, 43° tempo assoluto nella corsa e terzo assoluto della mia Società.

Triathlon Bardolino - Flash

Rientro dalla gara di Bardolino con uno stato d'animo di enorme soddisfazione. Il risultato complessivo è al di là di ogni più rosea previsione, mai avrei sperato di chiudere un Olimpico (1900 m nuoto, 40 km bici, 10 km corsa ) in
2:24:24
Ma ciò che mi soddisfa ancora di più è la tranquillità con la quale è stato ottenuto nonostante il caldo abbia fiaccato molti.
Nuoto eccezionale in 31:14
Bici perfetta in 1:09:04
Corsa come da copione in 39:20

Ho migliorato di quasi 12 minuti rispetto allo scorso anno.

A domani per un commento più dettagliato

venerdì 15 giugno 2012

Triathlon di Bardolino: mi espongo

Domani sarò in gara a Bardolino, è la gara del mio esordio in un triathlon (l'esperienza dello sprint di Udine del 2009 è fuorilista). Nel 2010 era una giornata da paura, temporale, nuvole, pioggia, per la prima volta nuotavo in acque libere. Esperienza da ritiro prima di esordire ma che in qualche modo portai a casa, soprattutto il nuoto che era un incubo.
Lo scorso anno con un minimo di esperienza in più e tanto allenamento il miglioramento era inevitabile.
Nel nuoto più tranquillità ma sempre molta lentezza, in bici un passo avanti da gigante, nella corsa il solito ritmo ai limiti dei 4' al km per un tempo finale di 2:36 minuti netti.

Un altro anno è passato, qualcosa ho migliorato nel nuoto per cui mi aspetto un deciso miglioramento, in bici basta anche confermare il tempo dello scorso anno, nella corsa potrebbe venir fuori la sorpresa. La scorsa domenica ho corso molto bene per un'ora (con 34 km nelle gambe), è possibile che a Bardolino, caldo dalla bici, azzardi sin dalla partenza un 3'50''-3'55'' per scendere sotto i 40'.

Sotto una tabella riassuntiva delle precedenti edizioni e una previsione per la prossima.
Inutile dire che l'obiettivo tacito in cuor mio è un altro non quel 2:33 che è previsto...inoltre ce n'è un altro che deve essere assolutamente taciuto!!!