Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






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lunedì 13 luglio 2015

Settimana di ferie nel Salento

MONTEgiotta (così mi aveva definito l'amico Luca Pascolo) torna ad essere MARgiotta per una settimana. Un assaggio di ferie estive da trascorrere nel mio Salento all'insegna del relax attivo.

Come si evince da questa tabella tutti i giorni ho fatto almeno una attività ma sempre all'insegna del relax e del divertirmi. Chiaramente salire e scendere nella Riserva naturale di Porto Selvaggio non è "una semplice passeggiata" ...figuriamoci correrci venerdi mattina con 35° C abbondanti di temperatura...ma se questo accade in bella compagnia tutto diviene più facile.
Altrettanto gradevole tornare dopo tantissimo tempo a nuotare per 2500 m a Torre Lapillo.

A parte l'aspetto sportivo tanti bei panorami che riempiono il cuore e nuove scoperte:

  1. entrare dentro l'Oasi delle Cesine e salire su una pajara per ammirare la laguna;
  2. fare il bagno nella Grotta della Poesia;
  3. nuotare a Torre Uluzzo;
  4. nuotare a Porto Badisco allontanandosi non poco;
  5. bagnetto al Tramonto a Torre Vado;
  6. corsetta a perdersi tra sentieri e strade sterrate della campagna leccese.

Le Cesine

Le Cesine

Le Cesine

Le Cesine - La PAJARA

Grotta della Poesia a Roca

Roca



Panorama di Porto Selvaggio

Baja di Porto Selvaggio

Porto Selvaggio

De Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca




Santa Maria di Leuca


Infine concludere questa vacanza con una bella frisellata in compagnia...finendo come avevo cominciato...quindi a tavola.

lunedì 18 maggio 2009

Domenica: 30 km di sensazioni

Più che di una corsa si è trattato di un viaggio nella mia vita, una altalena tra passato, presente e futuro; un mare immenso di sensazioni delle più varie, delle più contraddittorie come contraddittoria è la vita.Partenza da Porto Selvaggio (oasi naturale sullo Ionio), sono le 9, il sole è già alto ma rimane seminascosto dietro un leggero velo di nuvole; la temperatura è alta 23-24 °C, c'è un leggero vento che consente di respirare.Ho deciso che correrò in riva al mare nella prima parte per poi prendere la via dell'entroterra e scendere di nuovo al mare nel finale.

Questo tratto dello Ionio è eccezionale, a tratti inaccessibile se non dopo decine o centinaio di metri di rocce impervie; questo naturalmente aumenta il fascino e conserva la natura intatta.A parte la natura nel pieno della sua vitalità si tratta di una corsa che mi riporta nei luoghi della mia giovinezza, quanti scogli ho riconosciuto, scogli ai quali con i miei amici avevamo dato nomi propri. Notti intere trascorse con una (o più) birre in mano a discutere di cazzate e massimi sistemi...attese dell'alba per andare a prendere il cornetto del buongiorno discutendo di un futuro che non osavamo immaginare, un futuro che pensavamo mai avrebbe minato il cemento della nostra amicizia. Purtroppo la realtà ha dimostrato che quel cemento non ha retto allo scorrere del tempo...ma quel passato rimane impresso nei ricordi e ha modellato la mia persona. Inevitabile quindi che anche il presente ne sia influenzato. Da Porto Selvaggio mi dirigo verso Santa Caterina, i saliscendi si succedono ma scorrono senza rallentarmi grazie alla freschezza e alla distrazione che mi dona la natura ai lati della strada.

Colori vivi, papaveri e fiordalisi, grano e sterpaglie, verde intenso della macchia mediterranea e ulivi in fiore. Una rapida discesa e giungo a pochi metri dal mare, blu intenso, calmo, profondo, di difficile accesso.Proseguo lungo la litoranea, ci sono tanti podisti ma anche tanti ciclisti. Raggiungo Santa Maria al Bagno, notti insonni, bagni interminabili, ed ora invece mi godo questa costa di corsa come poche volte avevo fatto. Le Quattro Colonne, ascoltare musica in uno degli ultimi juke-box; la montagna spaccata, monumento alla presunta superiorità dell'uomo sulla natura; Lido Conchiglie, la riva ridiventa sabbiosa.Lascio la costa e dopo una erta salita riprendo a correre in piano tra gli ulivi, le auto mi sfiorano sulla strada e non mi posso consentire nessuna distrazione, nelle mie orecchie ora che il suono del mare mi ha lasciato per coprire il rombo delle auto scorre la musica dei Negramaro (Senza fiato, senza affanno...mi travolgi e mi sconvolgi); il passato lascia spazio al presente...il futuro sta lì pronto a vivere.Ritorno verso Santa Maria, una bella discesa a rivitalizzare le gambe, una fontana per dissetarsi; di nuovo sulla costa, la stanchezza comincia a farsi sentire ma il sole e il mare sono troppo vivi per non essere goduti appieno.Riprendo la strada del ritorno, immagino che in questo momento gli amici stiano terminando la loro fatica nelle gare nelle quali sono impegnati...oggi c'è anche il gradito rientro alle corse di Monica dopo un lungo infortunio.A Porpetto tanti altri danno l'anima per concludere al meglio quei lunghissimi 9 km; la natura mi estrania, riesco a essere sia a Tavagnacco che a Porpetto, spero che in entrambi i luoghi qualcuno abbia sentito la mia presenza ed il mio incitamento, anzi sono CERTO che sia stato così.Transito vicino alla mia macchina dopo circa 24 km ma allungo, faccio un altro giro che mi concederà una bella discesa e poi una erta salita finale mozzafiato.Sono esausto, qualche ristoro non avrebbe guastato ma oggi era troppo bello godere della natura per pensare a bere. Lungo la via del ritorno mi fermo a Porto Cesareo a fare un bagno, l'acqua è gelata, non rinuncio a qualche bracciata...per oggi basta, sono saturo di belle sensazioni.

lunedì 26 gennaio 2009

Maratona del Salento

Giunge alla decima edizione la Maratona del Salento, dieci anni nei quali spesso ci sono state variazioni sia nella data di svolgimento che nel percorso della manifestazione stessa. Quella di domenica 25 gennaio è stata la mia quarta partecipazione e non sarà certamente l'ultima visto che si tratta della Maratona della mia terra, della terra nella quale sono nato e alla quale continuo ad essere legato. Appunto per questo legame tengo a sottolineare alcuni dettagli che nell'eccellenza generale mi hanno lasciato deluso, li ho considerati come passi indietro rispetto agli standard raggiunti qualche anno fa. Il percorso rimane molto impegnativo perchè nel piatto Salento la zona intorno a Parabita è l'unica a presentare qualche dislivello e su una distanza di maratona il ripetersi delle piccole difficoltà rende lo svolgimento complessivo probante per le gambe.

Il desiderio di coinvolgere anche il comune di Casarano in questa manifestazione ha portato alla variazione del luogo di partenza, purtroppo però non ha portato ad alcunchè di nuovo; la partenza nei pressi dello stadio era assolutamente anonima ed i servizi a disposizione erano veramente minimi; la scelta di abbandonare da qualche hanno il passaggio sul litorale gallipolino ha, secondo me, tolto molto del fascino che questo passaggio dava. Negli anni scorsi ricordo il coinvolgimento molto più eclatante delle popolazioni locali con l'allestimento di piccoli gruppi musicali, in questa occasione anche l'attraversamento dei paesi (Casarano, Matino, Tuglie, Sannicola, Alezio, Taviano ed infine Parabita) è stato molto anonimo. Un'altra critica che vale come consiglio per la prossima occasione è la mancanza delle docce (oppure se c'erano non erano segnalate sul regolamento e comunque nessuno sapeva indicarne la localizzazione); la distribuzione dei pacchi gara al termine della gara stessa si è trasformata in un “assalto” nel quale gli addetti soffrivano l'impazienza dei maratoneti stanchi e infreddoliti. Dopo aver sottolineato le imperfezioni vanto invece le grandi peculiarità di questa gara, è molto difficile trovare a fine gennaio una maratona che “garantisce” un clima quasi ideale, tutto il percorso è immerso nella natura, ulivi dappertutto, ulivi che sono delle vere e proprie opere d'arte, quest'anno mancavano i mandorli in fiore, sono riuscito a scorgerne solo un paio, colpa dell'inverno salentino che si è protratto più a lungo del solito. Un'altra caratteristica unica di questa gara che ogni anno sottolineo è che è l'unica maratona dove il numero dei volontari che presenziano gli incroci è notevolmente superiore al numero dei concorrenti, si tratta in pratica di una chiusura quasi totale del traffico. I premi sono abbondanti e tanto numerosi da sembrare persino eccessivi, il pacco gara stesso ripaga ampiamente della quoata d'iscrizione, anche se io ho partecipato gratuitamente in quanto facente parte del Club dei Supermaratoneti al quale era riservata l'iscrizione a costo zero. La mia gara. Reduce da una settimana di influenza non era lecito aspettarsi nulla se non “di portare a casa la pellaccia”, concludere degnamente i 42 km senza andare incontro a problemi eccessivi. Poi si sa, l'atmosfera della competizione gasa, la presenza di qualche amico stimola, una dose di sana follia genera adrenalina che ti fa ritrovar energie insperate. Prima della partenza c'è il tempo per incontrare qualche amico di vecchia data: il buon Renzo De Filippi con il quale tante volte ho corso nelle mie “ferie leccesi”; Hartmann Stampfer che dall'Alto Adige non ha voluto mancare, i tanti amici dei “Silenziosi Lecce” (non so se hanno come gruppo una denominazione diversa) che in tante parti d'Italia ritrovo; poi gli immancabili “emigranti salentini come me” Gemma e Ancora, il bolognese Liccardi la friulana Silvana Tosolini e tanti altri. Presenze di nome anche quelle di Giacomo Leone e Ottaviano Andriani che sono di casa in quanto originari di Francavilla Fontana (BR) ed in qualche maniera collaborano con l'organizzazione, approfitto della loro disponibilità per una foto ricordo che conserverò tra i miei ricordi. Azzardo la partenza sul ritmo delle 3 ore agevolato dalla leggera discesa iniziale ed anzi devo anche rallentare, le gambe vanno ma è troppo presto e l'interrogativo della loro tenuta mi accompagnerà fino quasi al traguardo. Alla partenza annunciano 600 partenti, ne vedo a occhio di meno, immagino che diversi faranno solo una parte del percorso, i numeri finali mi danno ragione, termineranno la gara solo in 300. Con il mio ritmo mi ritrovo ben presto da solo, la mia diventa “una corsa nel deserto”, lunghi tratti nel silenzio più assoluto, nei passaggi dei vari paesi sono io ad incitare i pochi presenti a togliere le mani dalle tasche, diverse volte mi alterno con una ragazza disabile che con la sua handbike corre la sua gara accompagnata da numerosi ciclisti. La loro compagnia mi dà un minimo di distrazione, sento nelle gambe pesantezza ma il ritmo scandito è agevole, in alcuni momenti devo persino rallentare quando qualche split si presenta troppo veloce. Il passaggio alla mezza è sotto 1:28', un buon margine da gestire nella seconda parte che immagino più impegnativa. Dopo la mezza corono l'inseguimento alla prima donna, la croata Marija Vrajic; ora gli attraversamenti dei paesi si riducono, i tratti di piena campagna sono sempre più lunghi, la solitudine è veramente totale. Cerco di tenermi “sveglio” pensando che nelle condizioni di partenza sto facendo veramente una bella gara, comunque vada sarà un altro sigillo nel mio palmares, attendo con paura il momento in cui le gambe possano dire di no, oppure un crampo che mi presneti il conto di una settimana di forzato riposo e dosi “da cavallo” di aspirina. Niente, la crisi non arriva; arrivano invece alle mie spalle due amici podisti che evidentemente hanno scelto la tattica della progressione, in altre occasioni forse non li avrei lasciati passare ma quest'oggi non è il caso di andarsi a suicidare. Al 35° km percepisco che l'obiettivo delle tre ore è a portata di mano, anche un calo ingente mi consente di investire il discreto margine accumulato. Conscio di questo fattore decido di rischiare ed anziché gestire azzardo la spinta, nel tratto di leggera salita spingo e questo mi permette di non rallentare la media generale, appena il terreno spiana gli split tornano a essere decisamente belli. Ormai siamo costantemente su una strada di campagna che da Alezio ci porterà fino alle porte di Parabita; al transito del 39° km incremento ulteriormente, tento le 2 miglia del cuore, arrivando la mattina ho avvistato il cartello 41 per raggiungerlo ci vuole un lunghissimo rettilineo e da lì in avanti i bianchi caseggiati di Parabita si avvicineranno velocemente. Infido come sempre l'ultimo km presenta l'ennesima breve salita, quella che le gambe proprio eviterebbero, svolta a destra, 50 m, ulteriore svolta a destra e 200 metri finali di discesa. Termino a braccia alzate la mia Maratona del Salento d'Amare (questa la esatta denominazione), è la mia 110^ sotto le 3 ore, per la precisione 2:57'29''. La posizione finale risulta essere 21^, è l'unico rammarico, premiavano con denaro fino al 20°.

Avrei voglia di condividere questa gioia con qualcuno, ma non riconosco quasi nessuno, sorbisco un thè caldo accanto a Emanuele Zenucchi che mi informa della sua seconda posizione dietro l'atleta pugliese Francesco Caliandro che ha vinto, tra le donne dietro la croata Vrajic giunge Teresa Filanti seguita dall'altra giovane pugliese Paola Scarpa.
Le classifiche ufficiali sono visibili cliccando qui.
Nele foto in basso: il podio femminile; il trofeo ricevuto subito dopo il traguardo insieme all'asciugamano offerto dallo sponsor tecnico Mizuno; il premio come 21° arrivato; il pacco gara.

Maratona del Salento - news in breve

Prima della partenza avrei firmato ad occhi chiusi di concludere la Maratona del Salento sotto le 3 ore, anche solo di un secondo. La settimana trascorsa prevalentemente a letto con l'influenza (anche se in forma più o meno leggera) mi aveva fiaccato soprattutto nell'animo. Le condizioni meteo non lasciavano presagire nulla di buono: nuvolo e pioggia sabato pomeriggio e tutta la notte. Ed invece domenica mattina viene fuori un timido sole che ci fa compagnia per gran parte della gara, il clima è ottimale; la partenza in leggera discesa dona un po' di fiducia anche ai più timorosi e le gambe vanno. Seguo il mio proposito di impostare sul ritmo delle 3 ore, anzi vado decisamente più forte ma è la discesa che mi aiuta. Ben presto la mia gara assume le caratteristiche di "una traversata del deserto", corro sempre da solo, pubblico poco e poco caloroso. Quando verso il 35° km percepisco che l'obiettivo è raggiunto spremo tutte le energie che il mio corpo contiene e tiro fuori un
2:57.29''
che mi permette di mettere il mio 151° bollino nell'album delle maratone, 110° sotto le 3 ore. A dopo per i dettagli e alcune foto-chicca.

mercoledì 20 agosto 2008

Aria di ferie

Si respira ovunque aria di ferie che in genere significano relax dal lavoro, tanto tempo libero, possibilità di fare ciò che si vuole ma per quanto mi riguarda molto spesso hanno il significato negativo, dal punto di vista podistico, di staccare la spina. Mi sono portato dietro dal Friuli i residui di un problemi alla parte posteriore del ginocchio che ora sembra passato, in compenso domenica scorsa mi sono alzato con un forte mal di schiena che ho faticato a domare a colpi di Voltaren gel (è doping???). Ora anche questo acciacco sembra superato; quella che invece non sembra assolutamente recuperata è la voglia di riprendere a correre.
L'ultima mia uscita è stata martedì 12 agosto (21 km lenti), da allora solo una lunga passeggiata di due ore durante le quali ho fatto 13 km sabato 16.
Sicuramente il clima caldo e le Olimpiadi stanno influendo.
Sto seguendo "a sprazzi" questa Olimpiade pechinese cercando di tenere dietro agli sport che più mi interessano con il solo ausilio della Rai che decide cosa sia importante e cosa no. Avessi avuto il satellite non mi sarei perso qualche momento interessante.
Fino ad adesso solo brevi momenti di sport entusiasmante: Phelps, immenso; alcuni bei risultati delle italiane nel nuoto, la scherma sempre prospera di ottimi risultati.
Nell'atletica per l'Italia forse complessivamente raggiungeremo il livello più basso della storia olimpica italiana: (finora) ci rimangono solo la grande determinazione di Obrist capace di esaltarsi ed esaltarmi con i suoi finali ed andare a prendere una finale nei 1500 che era del tutto insperata, un bel 3000 siepi femminile con record italiano.
Per fortuna risco a guardare l'atletica con occhio non solo da tifoso e quindi potermi gustare la disarmante scioltezza di Usain Bolt che stravince i 100 m, e conto stasera di riverderlo altrettanto scilto dominare anche i 200 m, magari con un altro record mondiale; la immensa Isimbayeva dimostrare di essere extraterrestre e salire lassù dove nessuna ora (e peso per un bel po') può raggiungerla.
Alcuni flash:
ultimo giro dei 10000 m uomini in 53'' di Kenesisa Bekele;
100 m donne femminili tre donne giamaicane ai primi due posti;
10000 m femminili Dibaba fantastica;
Purtroppo non ho guardato la Maratona femminile e temo di non riuscire a vedere neanche quella maschile in quanto sarà quello il giorno della mia Longford Marathon.
Intanto assaporo le prelibatezze del Salento cercando di pensare anche alla bilancia: spaghetti ai ricci di mare, impepata di cozze, polipo alla Luciana, frittura mista, mozzarelle (quelle vere!).
... e mi riprendo qualche momento di pace nella Otranto by night.

mercoledì 30 aprile 2008

Si avvicinano le ferie

Dalla prossima settimana mi concedo un brevissimo periodo di ferie e un ritorno nella terra natia.

'Rit.: Se nu te scierri mai delle radici ca tieni rispetti puru quiddre delli paisi lontani! Se nu te scierri mai de du ede ca ieni dai chiu valore alla cultura ca tieni! Simu salentini dellu munnu cittadini, radicati alli messapi cu li greci e bizantini, uniti intra stu stile osce cu li giammaicani, dimme mo de du ede ca sta bieni! Rico Egnu dellu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu e nu mbede filu no Ca l’italianu nu lu sacciu ca se me mintu cu riflettu parlu lu jamaicanu strittu perche l’importante e cu sai nu pocu de tuttu anche se de tuttu a fiate me ne futtu ma se na cosa me interessa su capace puru me fissu se ete quiddhru ca oiu fazzu me mintu ddhrai e fazzu cè pozzu perche addrhu bessere ieu ca decidu te mie stessu ca la vera cultura è cu sai vivere cu biessi testu ma sempre sensibile puru ca la vita ete dura è meiu sai amare puru quannu te pare ca ete impossibile. Fabio Me la difendu, la tegnu stritta cullu core la cultura mia rappresenta quiddru ca é statau e ca ha benire Intra stu munnu, a du nu tene chiui valore Ci parla diversu o de diversu ede culure! Te ne leanu tuttu puru la voglia de amare, cussi ca tanta gente a pacciu modu stae a regire! Te ne leanu tuttu puru le ricchie pe sentire, ci chiange e chiede aiutu pe li torti ca stae a subire Te ne leanu puru la terra de sutta li piedi, se cattanu tuttu quiddru a cui tie nci tieni Me dispiace pe tuttu quiddru ca ne sta gliati Ma stamu ancoraa quai, de quai nu ne limu mai sciuti! Rit. Nandu E riu della terra a du nce sempre lu sule a du la gente cerca umbra ca la po defrescare. Stae scrittu sulle petre quiddru ca aggiu capire su parole antiche percé l’uomu nu po cangiare! Memoria ede cultura e bede quistu ca ole: recorda ce ha successu cussì pueti capire lu boia denta vittima puru dopu menz’ura ma la vittima denta boia se nu tene cultura! Su ste radici nui stamu ben radicati ni fannu amare populi mai canusciuti ni scosta de ci medita l’odiu e la guerra ma de sti criminali la mente mia nu se scerra! Treble Difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! Ntorna moi, difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! De cine? De ci ole cu specula e corrompe, difendila! De ci ole sfrutta l’ignoranza, difendila! De ci ole svende l’arte noscia, difendila! De ci nu bole crisca ancora, difendila! Pe ci nu tene chiù speranza Pe ci ha rimastu senza forza, difendila! Pe ci nu pote ma nci crite, difendila! Pe ci nu te pote secutare, difendila! Rico Egnu de lu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu e nu bete pecce ca l’Italianu nullu sacciu ca se buenu me recordu do parole de woolof africanu chep gen è lu risu cullu pisce ca se mangia culle manu e “mu nu mu cu bbai” vuol dire nun ne pozzu fare a menu e ”man gi dem man gi dem” vuol dire sciamu moi sciamu a du ete ca uei basta ca rispettu purtamu e ca ne facimu rispettare pe quiddhri ca simu ca la cultura vera è cu sai itere la realtà pe quiddhra ca ete sia ca è facile sia ca è difficile la cultura vera è cu sai capire ci tene veramente besegnu ci ete lu chiu debole Fabio Me la difendu, stritta e forte cullu core quista e’ la poesia ca crea sta terra cull’amore. Quiddra ca muti, tenenu modu te sentire grazie a ci la porta in giru oci a quai la po saggiare. Nandu E riu della terra a du nce sempre lu sule e alla gente ca ria nci pensa sempre lu mare! A quai stae scrittu sulle petre ce aggiu capire cercu cu te le spiegu, perché nu ta scerrare! Treble Difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! Ntorna moi, difendila! Quannu poi difendila! E’ la terra toa, amala e difendila! Rit.

mercoledì 30 gennaio 2008

La Maratona di Valentina

Riporto da podisti.net il resoconto della bellissima vicenda di Valentina ed allego un link dove si può vedere un video della gara realizzato da Sandro Dell'Aquila che comunque ringrazio per avermi fatto emozionare nel confezionare questo ricordo che Valentina e i suoi amici hanno costruito in modo così perfetto. ecco un altro video: La maratona di Valentina

Scritto da Vito Porcelli martedì 29 gennaio 2008 Lacrime, grandissima commozione e tanta, tanta gioia: questa è la sintesi della bellissima giornata di sport regalataci dall’epilogo del “Progetto Valentina”, mirabilmente allestito dal Comitato organizzatore e splendidamente portato a termine da Ottavio Andriani e il suo gruppo di “maratoneti.com”! Valentina è una ragazza diversamente abile affetta da tetraparesi spastica, grande innamorata della regina delle corse. Il suo sogno, fortemente voluto, era quello di poter correre una maratona. Questa utopia è stata cancellata ieri, allorquando la staffetta di atleti di http://www.maratoneti.com/ (uno ogni 5 km.), Le ha permesso di coronare il suo sogno percorrendo i 42,195 km della maratona del Salento. All’arrivo, un interminabile urlo di gioia di Valentina sanciva la realizzazione del suo sogno, circondata dai tre grandi atleti presenti: il campione olimpico in carica Stefano Baldini, Ottavio Andriani e Giacomo Leone che, poco prima, aveva iscritto il suo nome nell’albo d’oro di questa classica pugliese, vincendola in solitario con il tempo di 2h17’04”. Valentina, dal palco delle premiazioni, ha poi avuto parole di ringraziamento per tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del suo sogno, dimostrando un eccezionale attaccamento alla vita ed una gioia che dovrebbe far riflettere a lungo parecchi normodotati!

le foto sono tratte dal sito podisti.net