Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






martedì 2 agosto 2011

Tripla seduta con finale soddisfacente

Oggi giornata libera dal lavoro dedicata pienamente allo sport.
Probabilmente la mia stagione di TRIATHLON si è chiusa con l'IRONMAN, difficilmente farò altre gare anche se ripetere il 70.3 di Mergozzo mi avrebbe fatto piacere.
Nonostante questo continuo ad allenarmi senza risparmio perchè sento che questo mi fa stare bene, mi brucia energie ma mi carica di adrenalina utile ad affrontare altri tipi di battaglie.
Si inizia con la piscina: ogni volta è una battaglia ma con la forza della volontà anche oggi sono riuscito a portare a casa 2500 m. Terminare significa riuscire finalmente a tirare un sospiro di sollievo anche se 5 minuti dopo mi rendo conto di non aver speso un c@@@o.
Il tempo della doccia, una coca-cola un salto al supermercato e sono in sella. Non ho voglia di salite, mi basta lasciare andare le gambe per cui scelgo un percorso già rodato, tutto piatto che in meno di due ore mi consente di riessere a casa, ma all'occorrenza si presta anche ad essere allungato. Parto come al solito con il proposito di andar piano e mi ritrovo dopo pochi km a guardare la media...finisce sempre a tutta.
Ma il momento più bello e soddisfacente è stato l'allenamento serale al parco. Non sapevo cosa avessi nelle gambe, sono partito senza propositi, l'ho detto anche al mio amico e compagno di squadra Giovanni maddalena che mi ha tenuto compagnia nella parte iniziale di riscaldamento.
Sorprendentemente le gambe rispondevano e quando la testa ha chiesto di incrementare hanno dato il loro consenso.
Km dopo km ho alzato leggermente il ritmo, la media complessiva scendeva ed io ritrovavo l'entusiasmo dei bei tempi.
Il risultato finale dice 20 km sotto i 4'30'' compreso il riscaldamento.
Purtroppo è tornato il caldo ma se tanto mi dà tanto a berlino dovrei già essere in buona forma.
L'obiettivo è far meglio del 3:04'50'' dello scorso anno.

sabato 30 luglio 2011

Nuove scarpe da allenamento

MIZUNO WAVE PRECISION 11

Mizuno Wave Precision è la scarpa PROFESSIONALE da running più leggera e reattiva di tutto il panorama A3. E' indicata per gli allenamenti degli atleti veloci/leggeri e per le gare dei podisti più lenti/pesanti. Il suo punto di forza è il compromesso tra la grande capacità di assorbimento degli impatti col terreno e il suo peso contenuto. Dotate di Wave, sono ideali per il runner con appoggio neutro o supinatore e per quei corridori che utilizzano plantari personalizzati. Categoria A3, peso 290g. La suola in gomma al carbonio X10 (il più resistente battistrada, che permette una maggiore durata e la massima flessibilità) resiste all'abrasione e fornisce la giusta trazione. Il nuovo AP+ nell'intersuola garantisce una maggiore durata dell'ammortizzamento, nel tempo e ai chilometri. Il Parallel Wave disperde in modo uniforme le forze di impatto, essendo una scarpa destinata a corridori neutri. Dotata di Smooth Ride (utile a ridurre le vibrazioni causate dall'impatto della scarpa con il terreno). Tomaia in Mesh a maglie particolarmente ampie per la massima traspirazione. Nella parte posteriore la tecnologia Dynamotion Fit favorisce l'aderenza al tallone, lasciando libera la caviglia. Soletta ortesica (OrthoLite) sagomata e rimovibile. E' una scarpa nata per la corsa, ma utilizzabile per tutti gli sport in genere: tra le più comode per il tempo libero perchè in grado di ammortizzare per dieci volte il proprio peso corporeo.
Sono entrate a far parte del mio "parco gomme". Il mio fornitore "ufficiale" che conosce meglio di me le mie esigenze me le ha mostrate per prime. Ne ho provate anche altre tra le quali delle Saucony molto belle esteticamente e per poco non mi lasciavo convincere dai colori accesi ma poi ho deciso di restare sul sicuro.
Attualmente fanno parte del mio "parco gomme" attivamente anche le Mizuno Wave Aero come scarpe da gara e le Salomon XA Pro 5 come scarpe da Trail.

mercoledì 27 luglio 2011

Alternando run and bike

Sabato bella uscita in bici su terreno piatto spingendo al massimo sui pedali per gustarsi la sensazione della velocità (sempre relativa alle mie capacità).
Domenica mattina un bel lungo sotto la pioggia, nella natura secondo il corso del Cormor sull'ippovia in completa solitudine, verso il 13° km esco "dalla traccia" per intraprendere vie quasi sconosciute e transitando per Ara Grande, Felettano, Leonacco mi ritrovo a Tavagnacco. Le gambe vanno nella seconda parte ed io tiro concludendo un buon lungo di 28 km ad una buona media.
Lunedì giornata dedicata al lavoro con breve corsetta in serata comunque produttiva.
Martedì stupenda uscita in bike alla ricerca della salita ma soprattutto di doppiarla. Difatti mi avvio in direzione FRONTE ORIENTALE...Cividale-Savogna raggiungendo Cepletischis. La frontiera slovena è chiusa, piego quindi in direzione Grimacco, la strada si dimostra subito insidiosa, non si tratta di una strada di comunicazione, è tutta sconnessa, probabilmente utilizzata solo da boscaioli, mi avventuro comunque. L'unico segno di civiltà è un vecchio cartello con su scritto PERICOLO FRANE risalente a chissà quanti anni. Ciò non impedisce che nel bel mezzo del bosco trovi un biker su mtb intento a consultare una cartina. Un saluto e via.
Proseguo ma purtroppo sbaglio strada e mi ritrovo troppo presto in pianura dalla parti di Cividale; i miei piani di una doppia salita stanno per andare a rotoli quindi decido di prendere la salita classica per Castelmonte da Carraria.
Altre volte mi era sembrata impegnativa e noiosa, stavolta me la godo e raggiunta la cima mi butto in discesa. Incrocio un capriolo e in fondo alcuni amici che non immaginavo di incrociare. Sono in ritardo, un rapido saluto e "la freccia nera" vola verso casa.
Oggi, mercoledì è dedicato alla corsa con uno ottimo lavoro in progressione su ritmi che non provavo da mesi. Ne è venuto fuori un 18 km a 4'24'' di media ma soprattutto una progressione da 5'01 a 3'59'' che mi soddisfa altamente.

sabato 23 luglio 2011

Settimana soft

Una settimana segnata da impegni lavorativi e non che mi hanno condizionato e costretto a tirare il fiato (che poi è anche positivo). Uscite brevi e martedì di riposo assoluto. Degne di nota l'uscita bike di giovedì 21 luglio, un paio di ore iniziate con il solo proposito di far girare le gambe e conclusesi invece con un buon 30 di media nonostante qualche tratto di salita impegnativo anche se breve. Venerdì poi ho provato a fare qualche variazione (la definizione di RIPETUTE non oso utilizzarla) al Parco del Cormor sui 1000 m con recupero attivo di corsa lenta. Mi ci sono disabituato a questo tipo di lavoro sia mentalmente che fisicamente; il cuore non vuole sentirne di incrementare repentinamente la frequenza, le gambe sono pesanti, per fortuna la testa sa imporsi. Ne è venuto fuori un lavoro di 21 km compreso riscaldamento e defaticamento che ho chiuso in 1:36'. Al termine ero anche soddisfatto perchè non mi è pesato e anche l'incedere dei parziali è stato molto confortante...ora è d'obbligo insistere se voglio arrivare a Berlino con un minimo di brillantezza. Ecco i parziali, il recupero per tutti di 630 m in circa 3'
  1. 4.15
  2. 4.15
  3. 4.13
  4. 4.12
  5. 4.11
  6. 4.09
  7. 4.04
  8. 4.07
  9. 4.06
  10. 3.59
Sto elaborando in questi giorni anche una bozza di obiettivi da inquadrare fino al termine dell'anno prima di ricominciare con la CAMPAGNA IRONMAN 2012. Triathlon: L'unica gara alla quale parteciperò sarà in data 11 settembre il TRIATHLON INTERNAZIONALE DI MERGOZZO . Naturalmente il proposito è di far bene e riscattarmi dalla scorsa stagione quando fui condizionato da una foratura. Corsa: Il primo appuntamento la Maratona di Berlino che cercherò di preparare in questo mese e mezzo più che come obiettivo, come momento di passaggio in vista di una 42 km di fine stagione che potrebbe essere a fine ottobre oppure a dicembre con la solita, inimitabile Reggio. Certamente gli appuntamenti con la "mia gara" non saranno meno di 4 tenuto conto che quest'anno vorrei partecipare alla Maratona Città del Vino a due passi da casa.

lunedì 18 luglio 2011

Nuovamente una settimana intensa

Dopo la settimana post-IM che comunque non era stata di riposo si ricomincia ad andare e devo dire che non perso assolutamente la voglia di faticare, anzi ho nuovi stimoli.
Riprendo a correre con ritmi più consoni e questo mi galvanizza.
Molto belle le uscite in bici di lunedì in Slovenia, giovedì su a Castelmonte e domenica intorno alle Dolomiti.
  1. Lunedì 11/07 ciclismo 81 km
  2. Martedì 12/07 nuoto 2000 m + corsa 13,1 km
  3. Mercoledì 13/07 corsa 10,5
  4. Giovedì 14/07 ciclismo 61 km
  5. Venerdi 15/07 nuoto 2500 m
  6. Sabato 16/07 corsa 20 km + nuoto 1700 m
  7. Domenica 17/07 ciclismo 107 km
complessivamente 15:37' di attività.
In questa foto con Antonio Sette e Milena Grion nel giro di domenica.

martedì 5 luglio 2011

Istantanee da IRONMAN AUSTRIA

A meno di 48 ore dal momento in cui ho tagliato il traguardo del mio primo IRONMAN ho ripreso a correre. Avevo l'esigenza di muovermi e le gambe non erano stanche come in tante precedenti situazioni. Salto al Parco quindi e 10 km corsi a ritmo di corsa lenta con progressione nel giro finale quando mi si è affiancato Denis Del Bianco. Le sensazioni sono ottime, l'adrenalina gira ancora a mille e penso che così continuerà per i prossimi giorni.
Oggi intanto ho formalizzato l'iscrizione alla prossima edizione dell'IRONMAN AUSTRIA del 1 luglio 2012.

lunedì 4 luglio 2011

I'M an IRONMAN

Non è semplice sintetizzare in poche righe un'avventura lunga un anno, una gara lunga oltre 11 ore, un'esperienza nuova e stimolante che non ho ancora completamente metabolizzato. Ci provo, probabilmente nei prossimi giorni aggiungerò qualche altro dettaglio.
Cominciamo intanto con i ringraziamenti:
  1. A chi mi ha trascinato nel Triathlon nonostantele mie ritrosie;
  2. A chi mi ha proposto la pazzia dell'IRONMAN quando ancora non avevo neanche gareggiato in un Olimpico (si tratta sempre della stessa colpevole);
  3. A tutti i compagni di squadra che mi hanno dato consigli;
  4. A tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo il percorso che non potrei citare singolarmente talmente erano numerosi e calorosi, faccio un nome per tutti in quanto amico di vecchia data e che non ha risparmiato veramente nulla: Denis Del Bianco;
  5. ...ed infine un ringraziamento a quei pochi che "erano contrari", quel "MEDIOCRE TRIATHLETA" mi ha accompagnato per quasi un anno ed è stato un grande stimolo.
Trascorrere un anno con l'incubo dei 3800 m di nuoto in lago non è semplice, l'ho sognato di notte; ho sognato di dovermi ritirare perchè colto dal panico in acqua dopo tanti sacrifici. Fino a pochi minuti dalla partenza era un grandissimo punto interrogativo.
180 km di bici non mi facevano paura come distanza ma il ritmo era una scommessa seppure una prova generale l'avevo fatta a Candia (ma su 120 km).
La maratona era una certezza, difficilmente avrei potuto ciccare, poteva essere solo questione di minuti.
Ma veniamo alla gara.
Nuoto
Ho una tensione enorme, la vestizione è stata curata al massimo mettendo in pratica anche gli ultimi consigli di Denis sul posionamento degli occhialini sotto la cuffia, la perdita degli stessi per colpa di qualche manata maldestra sarebbe stata la fine della mia avventura.
Quando lo starter spara il colpo che segna l'avvio della nostra avventura sono in ultimissima posizione, con i piedi sulla sabbia...se esiste un T0 io l'ho sfruttato partendo in ritardo.
La prima boa ROSSA da raggiungere è invisibile dalla nostra prospettiva, 1500 m sono tanti, mi accontento di seguire le cuffie bianche che mi circondano puntando le boe gialle posizionate come punti intermedi.
Riesco a rimanere rilassato cercando di non sprecare alcuna energia, tenendo il mio ritmo e nel mio scarsissimo nuoto mi rilasso e procedo.
Incredibilmente fila tutto liscio, risalgo posizioni lentamente cercando di rimanere in tranquillità; finalmente appare la boa ROSSA, quasi troppo presto a quanto mi aspettassi e senza neppur un momento di crisi, si gira a sinistra e si va a puntare la boa BLU che asssolutamente non vedo. Mi affido esclusivamente nella bontà della scelta di quelli che mi precedono.
Anche la seconda boa si rivela facile da aggirare. Ora il sole è in faccia e quasi metà del lavoro è fatto. A questo punto sono realmente perso, non so quale sia il punto di riferimento da inquadrare, nuoto in tranquillità seguendo il flusso e lasciandomi portare un po' al largo ma rimedio dopo qualche centinaio di metri.
Non credo a ciò che mi accade, il tempo scorre, vedo che scivolo con incredibile scioltezza. Nessuna crisi di panico. Alzo pochissimo la testa, quando lo faccio vedo la vegetazione di fine lago vicina. Senza essermene accorto sto per imboccare il canale dove nuoteremo gli ultimi 900 m per raggiungere la zona cambio.
Non mi sembra vero, ogni dubbio svanisce. In questo momento percepisco che sarò un IRONMAN, non importa con quale tempo ma mi fregerò di quella medaglia e taglierò quella finish line.
Nel canale il mio nuoto diventa ancora più tranquillo. Scorgo sul lato destro Beppo e Gian Piero che mi salutano, mi fanno un sacco di foto, mi incitano.
La frazione più difficile della mia gara si chiude con 1:32.36
Ciclismo
Un anno fa ero una schiappa ora so almeno stare in sella e i tanti km percorsi mi danno fiducia.
Sono uscito dall'acqua in 2274^ posizione. Monto in sella deciso a cominciare una bella rimonta e in effetti quelli che supero sono per la gran parte molto più lenti di me.
Cerco di contenere l'entusiasmo, 180 km sono lunghi e potrebbe essere deleterio spendere troppe energie. Il percorso già provato qualche mese fa me lo ricordo e cerco di sfruttarlo al meglio affrontando le salitelle con circospezione e i falsopiani in discesa con decisione.
E' trascorsa quasi un'ora quando mi trovo di fronte la prima salita seria; ho la sorpresa di vedere il body di Monica che riprendo ed incito con gran vigore, mi dice che ha avuto qualche problema meccanico. Non immaginavo di raggiungerla così presto. La saluto raccomandandole di non mollare (raccomandazione inutile perchè già lo so che è un osso).
Già dalla discesa successiva mi lancio a tutta spingendo forse anche troppo fino alle pendici della seconda salita che becchiamo al 62° km. Mi ricordo del dislivello più impegnativo e soprattutto della lunghezza maggiore; la prendo con calma ma con decisione.
Prima di giungere in vetta vedo alcuni amici, Denis, Marco Schiavi e altri che si dannano per incitarmi: è tutta adrenalina che mi ridona nuove energie che spenderò nella discesa successiva che con qualche breve salitella mi porterà a quegli ultimi 15 km finali tutti favorevoli.
Mi piego sulle prolunge e ci dò dentro raggiungendo velocità che non ho mai provato; sensazioni strane, benessere generale e visione del sogno che si avvicina sempre di più anche se non sono neanche a metà.
Transitando al giro di boa ci sono un sacco di amici ad incitare, testimoni di una giornata che rimarrà per sempre nella mia mente.
Ricomincia il giro e continua la mia risalita, la fatica nelle gambe comincia a sentirsi ma anche la consapevolezza nei mezzi. Il secondo giro scorre a medie leggermente più basse ma quando ritransito in cima alla salita la visione di Denis completamente senza voce che continua a urlare mi obbliga a riprendere la vecchia lena aggressiva.
E questo accade nell'ultima discesa volo e concludo la frazione bici in 5:41'56'' almeno 20 minuti meglio dei migliori auspici.
Corsa
Mi svesto e rimango in body apprestandomi ad affrontare la frazione a me più congeniale.
Per me è la 175^ maratona ma è anche la prima.
Parto con gran entusiasmo ma anche troppo velocemente, tanto pubblico che incita: i compagni di squadra, tanti amici, quelli/e del CUS Udine.
Cerco di disciplinare le forze ma non riesco a stare a 5' al km come mi ero ripromesso; so che devo aver pazienza. Sul rettilineo opposto incrocio compagni di squadra che saluto, i primi sono irraggiungibili poi man mano incrocio quelli che potenzialmente potrei riprendere con una
condotta accorta ed una gara del mio potenziale.
Fa caldo, mi bagno continuamente, bevo di tutto, purtroppo non trovo barrette da mangiare, i gel sono disgustosi. Rinuncio ai solidi.
Lungo tutto il percorso saluti, incitamenti, pensieri positivi che si alternano a brevi momenti di appannamento. Le gambe sono affaticate, non sono le stesse sensazioni delle altre maratone, i km scorrono più lenti. I liquidi non mi bastano avverto fame, agguanto una banana, bevo tanta coca Cola.
Dopo il 15° km il ritmo prende a calare, sono adesso al limite dei 5' al km ma quello che più mi preoccupa è l'idea che il giocattolo si possa rovinare; al traguardo ci arrivo comunque ma non come vorrei.
Il passaggio alla mezza è sotto la media prevista, ormai si tratta di fare questi due mezzi giri.
Verso il 26° km avverto strane sensazioni: ho fame, mi gira un poco la testa. Al ristoro ho provato i gel, un'altra banana. Non sono più tranquillo, avverto la necessità di far qualcosa.
Pensieri negativi mi affollano la testa, ho a poche decine di metri Fabio Zerilli, dopo il giro di boa decido di camminare per un tratto.
Già alla 100 km qualche anno fa avevo adottato questa strategia.
Cammino per 300 m circa. Cerco di non pensare al ritmo, riprendo la corsa, i km scorrono nuovamente, ripasso in zona traguardo.
Mi rimane solo il "bastone" che mi porta a Klagenfurt centro e ritorno.
Corro, non sono sciolto ma devo completare questa formalità.
Incrocio Monica e vedo la sua corsa molto sciolta e rilassata, intuisco che sta facendo un'impresa.
Ritorna la sensazione di fame, adotto la stessa strategia e stavolta me la cavo con meno di 200 m di cammino.
Che mi valga di lezione, se ci sarà mai una nuova occasione dovrò mangiare di più. Ho detto SE ma sono già sicuro che ci sarà una nuova occasione.
Tra poco sarò IRONMAN ma la testa è già oltre...voglio replicare.
Altra breve crisi e altro tratto di cammino, ormai l'obiettivo delle 3:30 è svanito ma solo di poco.
Quando mancano 4 km il morale sale, ritrovo positività. Non smetto più di correre ritrovando anche quel ritmo perduto. L'ultimo km è da godimento, lungo il penultimo rettilineo scambio cinque con gli amici, mi fotografano, sono sorridente, imbocco il rettilineo finale.
Come mi era stato raccomandato mi godo quegli ultimi 100 m a braccia alzate, il cronometro segna incredibilmente 11 ore 0 minuti e tanti secondi.
In altri momenti l'avrei definita una beffa, oggi è il trionfo. Quando salgo sul podio posto sotto il traguardo mi viene accreditato il tempo di 11:01:11 in 1107^ posizione con un recupero tra ciclismo e corsa di 1170 posizioni.
SONO UN IRONMAN.
Vado a farmi medagliare e torno sotto l'arco per una seconda foto.
Il viaggio è terminato, la sfida è vinta.
OPS...non è vero.
La sfida sarà completamente vinta quando anche Monica avrà tagliato il traguardo; naturalmente non si fa attendere troppo e in 11.26.00 giunge pure lei.
Era nata come una pazzia ed invece credendoci e facendo allenamenti da molti ritenuti eccessivi abbiamo raggiunto un obiettivo che poche avrebbero pronosticato un anno fa.
L'arrivo di Manuele corona la giornata, i 3 piccoli dell'Udinetriathlon sono tutti finisher.
I miei complimenti anche a tutti gli altri che hanno ottenuto risultati di rilievo.

venerdì 1 luglio 2011

IRONMAN LIVE ON WEB

IMPORTANT INFORMATION: On raceday there will a link form our website towww.ironmanlive.com. There you can track you favourite athletes and you will also get the latest news from the track by "Mr. IRONMAN"-Kevin Mackinnon! Be a Star*

giovedì 30 giugno 2011

Vedo e prevedo...

Vedo e prevedo...
Ho sempre fatto dei pronostici sulle mie gare quando ero solo un podista.
Qui nel triathlon è più difficile, maggiori i fattori esterni, minori le mie potenzialità e la sicurezza nei miei mezzi.
Ma anche stavolta non voglio sfuggire a questo giochetto e mi lancio quindi in alcune previsioni.
Premessa: tutti i numeri che snocciolerò sono al netto di eventuali (e non auspicabili) incidenti meccanici o fisici.
Ipotesi 1 (quella che assolutamente non devo mancare):
  1. Nuoto molto tranquillo 1:50
  2. Bici al risparmio in 6:40
  3. corsa in tranquillità 4:00
per un totale di 12:30, finisher molto onorevole. Sarebbe una bella avventura da archiviare.
Ipotesi 2 (potenziale):
  1. Nuoto in 1:40
  2. Bici in 6:20
  3. Corsa in 3:30 (è presuntuoso forse, ma io sono certo che potrei farlo)
per un totale di 11:30, finisher soddisfatto e desideroso di riprovare.
Ipotesi 3
Questa me la tengo per me.
Certezza comune in tutte le ipotesi che nella corsa non risparmierò una sola energia perchè inseguo un piccolo sogno che potrebbe ripartire proprio da questa tappa.

mercoledì 29 giugno 2011

Siamo arrivati preparati

Mancano solo 3 giorni alla GARA.
La preparazione è terminata ed è forse ora anche di tirare qualche conto prima che il percorso dia i suoi responsi.
Il mio percorso di avvicinamento è iniziato verso la fine dello scorso anno ma i problemi al gluteo mi hanno condizionato e quindi voglio segnare lo spartiacque con il primo di gennaio 2011.
Come indice del mio impegno e di quanto abbia preso sul serio la faccenda posso prendere in considerazione del numero dei riposi in questi 6 mesi...solo 12 gg.
CORSA
Nel mese di gennaio non ho fatto praticamente nulla ma il conto complessivo segna 1130 km in grandissima parte solo corsa lenta e in progressione ma con la presenza di 4 MARATONE e quattro altre sedute oltre i 30 km. Con questi lavori e l'esperienza che mi ritrovo dovrei essere al sicuro.
CICLISMO
Partivo da una base molto bassa, le uscite con il gruppo di UDINETRIATHLON e con qualche altro amico/a mi hanno dato fiducia e fatto correggere qualche imperfezione tecnica. Il mezzo nuovo mi ha dato un altro quid in più.
La voglia di stare in sella e il divertimento provato nelle lunghe uscite in compagnia ma sopprattutto in solitudine hanno fatto il resto.
Mi presento con un bagaglio di 6300 km assolutamente ragguardevole.
NUOTO
Era il punto debole e tale rimane, di miglioramenti non ce ne sono stati. Lento ero e lenti rimango. Ho acquisito un minimo di sicurezza sulla lunga distanza, ho imparato ad avere pazienza, a prendere il mio passo senza lasciarmi condizionare dal tempo.
La prova a Candia sulla distanza dei 3800 m mi ha dato fiducia e poi ho la muta che mi salva.
Avrei potuto fare di più ma 160 km sono un discreto bottino.
RIFLESSIONE COMPLESSIVA
390 ore di allenamento che corrispondono ad oltre 2 ore al giorno di media...numeri ma non solo forse.
Le gare di Caldaro, Bardolino ma soprattutto Candia (3800-120-28) mi hanno permesso di prendere confidenza con il clima; non ho avuto alcuna difficoltà nel passaggio e certamente avrei potuto dare ancora qualcosa in tutte e tre se fossero state più lunghe.
Diversi lavori combinati ma soprattutto sedute pesantissime in giorni consecutivi mi confortano sul fatto che possa reggere la fatica senza grossi problemi.
Un dato che è indipendente dalle mie possibilità saranno le condizioni meteo e la sventura di incappare in qualche "incidente" meccanico. Non ci voglio pensare.
Anche a livello di strategia e tattica di gara ho già le idee ben chiare ma lascio ad un prossimo post.
In alto le foto di tutti gli 11 compagni dell'UDINETRIATHLON che si cimenteranno nella gara.

venerdì 24 giugno 2011

Ultimi lavori

Ormai il grosso è fatto, si tratta solo di scaricare progressivamente senza però perdere "il filo del discorso".
Manca ormai solo una settimana alla data fatidica e quindi è il momento di limare qualcosa nella prova che più mi vedrà in difficoltà, il nuoto.
Tra martedì e venerdì quindi 3 sedute di nuoto, due delle quali con muta a provare la resistenza.
Martedì in piscina da 25, 4000 m senza soste chiusi in 1:31 che per me rappresenta una gran prestazione, ma soprattutto la sensazione di qualcosa che si possa fare...e nota molto confortante nuotando la seconda parte più veloce della prima.
Giovedì altra seduta di 2600 m con tratti brevi e leggermente più veloci.
Infine oggi in piscina all'aperto da 50 m altra seduta con muta a provare di nuovo la distanza; purtroppo ci hanno cacciato dalla piscina perchè era tardi ma rimane il dato di aver nuotato con tranquillità ed aver stabilito il PB sui 2500, essere arrivato ai 3100 e in proiezione sarebbe stato anche PB sull'IRONSWIM.
A parte il nuoto due uscite tranquille in bici e una bella corsa a ritmo maratona con progressione finale confortante di 3 km.
Se il tempo tiene nel weekend una bella uscita bike e qualcosina domenica.
Intanto un paio di foto di Bardolino.

domenica 19 giugno 2011

Triathlon Olimpico Bardolino

Lo scorso anno era stato il mio esordio in una gara con nuoto in acque libere, un esordio con battesimo temporalesco che non dimenticherò mai. L'uscita dal lago rappresentava il mio solo obiettivo, troppe paure. Fu così che interpretai la bici come "una passeggiata", non per scelta ma perchè la testa aveva ormai mollato.
A distanza di 12 mesi molto è cambiato, migliaia di km sono "transitati" sotto i miei pedali, ho cambiato il mezzo, ho fatto esperienza, ho colto consigli e quindi il miglioramento era scontato.
Anche nel nuoto seppur rimanendo uno SCARSO, anzi un PESSIMO nuotatore qualcosina sono migliorato soprattutto cerco di amministrare le forze in vista di impegni più lunghi.
Nella corsa lo stato di forma sta risalendo ma ritenevo ancora non fosse quello dello scorso anno.
Il resoconto della gara.
Il gruppo dell'UdineTriathlon è molto numeroso, con molti di loro ho fatto frequenti uscite in bici, con alcuni allenamenti di corsa; in questa gara però per me non c'è possibilità di incontro, le batterie e le mie difficoltà nel nuoto mi faranno partire dalle retrovie alla ricerca di una risalita che mi entusiasmi.
Si parte con il nuoto, il cielo è nuvoloso ma il lago è calmo salvo che negli ultimi 300 m dove si formano delle onde. Seguire la giusta direzione non dovrebbe essere difficile essendoci le boe e il filo che scorre sul fondo facile da individuare.
Subito dopo lo start, mi posiziono in ultima posizione e parto con il mio ritmo che trovo abbastanza presto, dopo alcune centinaia di metri potrei dire che quasi avevo raggiunto addirittura un buon feeling con l'ambiente senonchè ecco arrivare " l'orda barbarica delle cuffie grigie", i concorrenti della batteria successiva. Iniziano i problemi, sbracciano, mi toccano, vado in agitazione, cerco di allargarmi, mi spostano gli occhialini. Penso solo che non c'è alternativa. La prima boa rossa è una conquista, la seconda è molto vicina. Per fortuna gli occhialini sono andati a posto senza problemi. Decido di allargarmi a sinistra e tenere d'occhio nella respirazione (respiro solo a destra) la direzione degli altri sperando che sia quella giusta. Riconquisto un po' di tranquillità tanto che supero la boa dei 1000 m senza neppure accorgermi, mi rendo conto di ciò quando comincio a sentire le onde, alzo la testa e vedo la fine della mia fatica molto più vicina di quanto mi aspettassi. E' una iniezione di fiducia.
Esco dall'acqua sotto in 35'50'' oltre 4' meglio dello scorso anno.
Nella zona cambio perdo troppo tempo e soprattutto perdo la testa perchè appena risalgo in bici mi accorgo di non aver preso la borraccia, sono senza liquidi e fa tanto caldo.
Prendo la frazione bici con una certa aggressività, mi risulta difficile inserirmi in qualche gruppo, sono tutti più lenti di me e gli strappi impediscono la scia.
Per fortuna dopo una decina di km riesco ad accodarmi ad un mio compagno di squadra Avio, con il quale faccio un tratto di strada assieme e al quale chiedo un sorso d'acqua, gentilmente mi dà la sua mezza borraccia che sarà la mia salvezza fino al rifornimento.
Sfruttando la compagnia e la scia faccio decisamente una frazione bici buona per le mie possibilità, incontro anche l'amico Andrea Carratta che mi dà una mano e poi un atleta del CUS Brescia con il quale percorro gli ultimi km.
Nella discesa finale non mi risparmio e vado a tutta.
Tempo finale della bici 1:13:50 a 32,5 km/h che va al di là di ogni più rosea aspettativa e significa quasi 15' meglio dello scorso anno.
Nella frazione corsa parto bene, il percorso "a bastone" mi si addice, ho punti di riferimento, si tratta di una gara ad inseguimento. Mi sento bene e vado.
Gli incroci con gli amici sono motivo di saluto e di incitamento (mi scuso con Denis che mi ha teso il braccio e al quale non ho risposto...ma a voce si; a proposito se gli avessi porto il 5 visto come andava veloce forse ci saremmo fatti male).
Il ritmo nel primo giro è sui 4' al km; nel secondo giro avverto un po' di fatica e poi ormai sono abbastanza gratificato dalla proiezione finale, sicuramente si fanno sentire anche le 4 ore abbondanti dell'allenamento del giorno precedente.
La frazione corsa si conclude in 40.50 alla media di 4.04 al km, niente male.
Complessivamente la mia gara si chiude con 2:36 netto che significa 20 minuti meglio dello scorso anno migliorando in tutte le prove (11'' anche nella corsa).
Nella frazione nuoto ero uscito in 914^ posizione, in bici risalito fino alla 793^ e con la corsa ho terminato in 563^; una buona progressione.
Le sensazioni sono buone, l'IM sarà un'altra cosa ma io sarò più riposato e l'ambiente mi sarà favorevole.
Molto altro ci sarebbe da dire su questa gara ma ...meglio tacer.
Un grazie a tutti i compagni di squadra che sono stati di supporto, e naturalmente ai familiari presenti che ci hanno incitato sempre. Un grazie anche a Michele anche se i suoi sforzi non sono abbastanza ripagati.

domenica 5 giugno 2011

Resoconto dell'ultima settimana di carico

Manca ormai meno di un mese alla data fatidica, è il momento di spingere il piede sull'accelleratore per l'ultimo affondo e poi intraprendere lo scarico finale per recuperare energie fisiche e mentali.
Dopo che il mese di maggio aveva visto un leggero rallentamento in termini di quantità in questa settimana ho fatto un carico massimale introducendo anche sedute veramente finalizzate alla gara.
Ritmi sia in bici che di corsa molto simili a quelli che dovrei tenere in gara fatta eccezione per l'uscita in salita di Canebola. Il nuoto l'ho trascurato un poco ma mi sono impegnato a concentrarmi nel risparmiare energie che sarà la tecnica da usare visto che altro non posso.
  • Lunedì nuoto 2500 m + bici in salita 65,2 km
  • Martedì corsa 13,1 km
  • Mercoledì corsa 22,6 km
  • Giovedì COMBINATO bici in piano 148 km + corsa 24,5 km
  • Venerdì nuoto 1000 m
  • Sabato nuoto 2000 m + bici 56,5 km
  • Domenica corsa 33,1 km
Sintetizzando:
  1. 93 km di corsa
  2. 270 km di bici
  3. 5500 m di nuoto
per complessive 19 ore e mezza di attività.

venerdì 27 maggio 2011

Running in the rain

Ieri una bella uscita bike in compagnia di 100 km con diverse salitelle per complessivi 900 m di dislivello con un paio di piccole disavventure: una foratura di Fabio e poi durante uno strappo in salita una fitta alla schiena che mi ha provocato un discreto fastidio non ancora passato. Stamattina buona seduta in piscina durante la quale ho fatto 2500 m di "lungo lento" in gran tranquillità. Nel pomeriggio uscita di corsa con tempo che minacciava pioggia come da previsioni. Dopo 40' di corsa lenta la pioggia è arrivata, anzi è arrivata una bufera di vento e pioggia...che bello! Non la smettevo più di ridere. Insieme ai compagni di corsa abbiamo sguazzato per un quarto d'ora dopo di che ha smesso quando il nostro allenamento era ormai terminato. alla fine ne è venuto fuori un ottimo progressivo.

mercoledì 25 maggio 2011

SKYRACE CARNIA

Poco meno di tre settimane al via. Tadei Pivk svela i segreti della gara di casa, ai confini del cielo tra il Monte Floriz e le trincee della Guerra

Domenica 5 giugno si correrà la quarta edizione dell’International Sky Race Carnia, gara ai confini del cielo organizzata dall’Unione Sportiva Aldo Moro di Paluzza. Tadei Pivk, atleta di casa e portacolori dell’US Aldo Moro, ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione già due volte, nel 2008 e nel 2010. Il forte atleta friulano che ben si difende nelle competizioni di scialpinismo ci descrive il percorso. “La Sky Race ha un dislivello di sola salita di oltre duemila metri, da affrontare in due ascese, per una lunghezza totale di oltre ventiquattro chilometri. La gara, dopo i primi due chilometri quasi pianeggianti, s’impenna decisa verso Casera Plotta, poco prima della casera il percorso diviene meno impegnativo, ma continua a salire. Questo è il tratto che mi piace di più, mi trovo a mio agio quando il sentiero è molto duro e tecnico. Oltrepassata la Casera, il tracciato riprende a salire sino alle creste sommitali che portano al Monte Floriz e appena dopo al Rifugio Marinelli. Questa prima salita ha un dislivello positivo di 1280 metri. La discesa per raggiungere Passo Monte Croce è lunga, tecnica e molto impegnativa. Bisogna fare attenzione alle roccette, ai sassi e alle radici nel sottobosco. Al Passo si dovranno affrontare circa centocinquanta metri sull’asfalto per guadagnare l’altro versante della montagna. Anche se questa salita è più breve, cinquecento metri di dislivello, gli atleti saranno messi a dura prova, soprattutto nella prima parte che risulta essere molto ripida. Nella fase finale, a Pal Piccolo, il sentiero corre in mezzo alle trincee e si dovranno affrontare anche degli scalini realizzati durante la Guerra. La discesa che porta all’arrivo è meno tecnica della prima e si riesce a correrla molto bene, solo che bisogna prestare la massima attenzione visto che abbiamo oltrepassato le due ore di gara. Dove si vince la Sky Race? Sono convinto che la gara si decida lungo la seconda salita, inoltre la discesa finale non è così tecnica da poter fare la differenza. Mi ricordo che nel 2009 ero in testa e Fulvio Dapit mi ha ripreso lungo la prima discesa. All’attacco della salita Fulvio ha preso un bel ritmo e non sono riuscito a stargli vicino. Ho preso un centinaio di metri che non sono più riuscito a recuperare. Quali sono i tuoi consigli? Per quanto riguarda la preparazione, i concorrenti che si cimentano in questa Sky Race dovrebbero avere nelle gambe escursioni in montagna di almeno duemila metri di dislivello. E’ una gara lunga, non può essere sottovalutata e soprattutto deve essere gestita in modo intelligente per non trovarsi a metà della seconda salita con la spia della riserva accesa. La prima salita deve essere affrontata con il pensiero di avere le energie per correre i cinquecento metri della seconda salita. Al Passo Monte Croce, dopo la discesa, si corre il rischio di “impiantarsi” nelle prime rampe che riportano in quota”. Per quanto riguarda la preparazione del percorso, Andrea Di Centa, coordinatore della manifestazione, insieme ai responsabili del tracciato ha quasi ultimato la segnalazione dei sentieri. “Il tracciato è pronto all’80% - racconta Di Centa - mancano sono un paio di chilometri dalla casera Plotta, fino alla cima Floriz e il passaggio al Rifugio Marinelli. Nei pressi del Rifugio c'e' ancora parecchia neve, molto probabilmente la tracciatura sarà ultimata per il 20/25 maggio”.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Sabato 4 giugno 2011

Paluzza (Piazza XXI-XXII Luglio - Bar Tavernetta)

Dalle ore 16.00 e fino alle ore 20.00 •APERTURA UFFICIO GARA DISTRIBUZIONE PETTORALI

Paluzza (Piazza XXI-XXII Luglio - Sala CESFAM)

Ore 18.00 • BRIEFING TECNICO: • Proiezione filmato: 3a Edizione “International SkyRace Carnia”; • Presentazione della 4a Edizione “International SkyRace Carnia”; • Consegna pettorali gara ai migliori atleti partecipanti alla “SkyRace”.

Domenica 5 giugno 2011

Paluzza (Località “Laghetti” di Timau)

07.30 - Ritrovo e consegna pettorali in zona partenza; 09.00 - Partenza gara: “International SkyRace Carnia”; 11.30 - Arrivo primi concorrenti; 13.00 - Pranzo; 15.00 - Chiusura gara e premiazioni. Durante e alla fine della manifestazione, in zona arrivo, intrattenimenti, chioschi e cucina tipica.

Un ricordo del Passatore

Sabato prossimo partirà da Firenze una delle più conosciute ultramaratone, la 100 km del Passatore. Ripresento i pensieri che scrissi nel lontano 2004 allorquando la conclusi per l'ultima volta. La mia avventura con il Passatore 2004 inizia sabato mattina di buon’ora, sveglia alle 04.30 per essere puntuali all’appuntamento con gli amici friulani dell’U.O.E.I. con i quali affronteremo il viaggio in autobus che ci porterà alla partenza in Piazza della Signoria a Firenze.La nottata non è stata delle più tranquille erano anni che non provavo la tensione pre gara, quello stato d’animo che si prova quando sai di andare incontro a qualcosa di grande, di complesso che non vede in campo solo le tue forze fisiche ma anche la testa e tanti altri fattori esterni che potrebbero influire sull’evento che stai per affrontare. Si, perché il Passatore non è una gara come le altre, innanzitutto perché è una 100 km ma anche perché si parte da Firenze nell’ultimo weekend di maggio alle 15.00 quindi in condizioni climatiche di solito di gran caldo, dopo poche ore ci si ritrova a quota 913 m sul livello del mare con temperatura e clima decisamente differente e con la notte che incombe sulla testa di noi podisti, la discesa inevitabilmente rischia di provocare danni alle gambe e soprattutto all’apparato gastro-intestinale, a causa del fresco e dell’inevitabile cocktail di cibi e bevande che ogni podista ingerisce lungo il percorso; terminata la discesa mancano ancora 30 km e lì veramente può succedere di tutto. Ma veniamo al racconto del mio Passatore. Il pranzo e l’attesa della partenza la vivo con tanti amici con i quali, è inutile dirlo, si parla solo della nostra prossima avventura e apprendo che sarà alla partenza anche Cosetta Benatti che dopo aver corso 5 maratone quest’anno, solo tre giorni fa si è iscritta anche alla 100. Follia???!!!! Ho curato la preparazione fisica, mentale e logistica di questa gara nei minimi dettagli, penso che nulla mi sia sfuggito, consegno le sacche che saranno portate sul percorso nelle varie tappe intermedie dall’organizzazione, in ognuna di esse ho riposto tutto ciò che mi potrebbe essere utile in caso di necessità. Il cielo sulla nostra testa è decisamente nuvoloso, in direzione Colla di Casaglia (la vetta più alta della gara) siamo sicuri di non trovare più di 7-8 gradi di temperatura, a Faenza mi riferiscono che in mattinata pioveva. Se penso che uno degli spauracchi era la temperatura alta il primo pericolo è decisamente scongiurato; indosso pantaloncino e canotta traforata Podisti.net e mi avvio in Piazza della Signoria, vedo tanti amici, con i quali scambio saluti e in bocca al lupo ma sono estraniato dalla realtà, la mia testa è immersa nell’impresa. Partenza prudente era la strategia, guai a lasciarsi prendere la gamba dall’entusiasmo, la salita di Fiesole subito mostra la sua difficoltà ma la determinazione, il vedere sulla strada il paese completamente colorato di bandiere della pace (scusate la mia divagazione extra podistica) mi fornisce ulteriori energie mentali; viaggio spesso accanto ad un ragazzo che sulle spalle reca la scritta Andorra, si tratta sì di Campionato Europeo di 100 km ma vuoi che vi sia in questo piccolissimo stato un centochilometrista mi chiedo? Al passaggio nel centro di Fiesole, assiepata di spettatori mi sento chiamare a gran voce per nome, mi volto uscendo dal mio stato di concentrazione e scorgo Orlando Pizzolato (il vincitore di due maratone di New York per chi non lo conoscesse) che mi incita a gran voce. Il mondo del podismo è fatto anche di questo mi dico, oggi è il nostro giorno, di tutti quelli che sono su questa strada e un vero appassionato di corsa questo lo sa. La strada dopo Fiesole comincia a scendere e diventa fondamentale prendere il giusto ritmo senza pensare naturalmente al cronometro ma cercando di ritrovare in se stessi quegli elementi che possano distrarre dallo scorrere del tempo e della strada; l’elemento fondamentale è sicuramente lo splendido paesaggio che ci circonda, le colline possono essere ammirate nella loro grandezza anche perché un leggero venticello ha spazzato via le nuvole che incombevano fino a poche ore prima e rende leggera la corsa. Mi trovo a correre in un gruppetto di atleti stranieri provenienti chissà da dove, due presumibilmente dai paesi dell’Est, lo intuisco dal loro modo di parlare ma preferisco non chiedere (e in che lingua poi), l’amico con la scritta Andorra, tre spilungoni dall’inconfondibile origine tedesca, lo si nota anche dal colore della maglia, insomma sono io lo straniero in questo contesto. Borgo San Lorenzo si avvicina, lo si vede da lontano, al mio fianco una lunghissima fila di auto, camper e altri mezzi di accompagnatori, esalano fumi terribili (non mi dilungo sul problema della mancata chiusura al traffico, annunciata sulla carta ma mai applicata nella realtà). Sento un giovane podista che appena raggiunto dice testualmente a due accompagnatori in bici: ”Adesso ho bisogno di fare un tratto in bici”, rimango sbalordito, così senza ritegno, ma cosa ci fa questo fra noi faticatori della strada, si tratta di un intruso, di un fannullone che non ha neanche uno specchio in casa? E i suoi amici si sentono degli eroi nell’aiutarlo a commettere questa oscenità? Fatto sta che all’ingresso in Borgo San Lorenzo me lo ritrovo davanti sul ciglio della strada in attesa di riprendere a correre, non gli risparmio un improperio coi fiocchi. Il mio passaggio a Borgo San Lorenzo avviene in ottime condizioni fisiche e psicologiche, mi sembra che questi 35 km siano passati senza lasciare alcun segno, il transito è avvenuto in 2:24’, al volo prendo dalla sacca che mi passano gli amici dell’UOEI, che attendono vicino all’autobus il transito di tutti gli amici, una confezione di maltodestrine e mi accingo ad affrontare la salita della Colla. Altre volte mi sono chiesto se provare a camminare o alternare passo a corsa, ora niente, si corre e basta. Incrocio la compagna dell’amico Daniele Cesconetto in bici che mi dà un sorso d’acqua e mi dice che Daniele è poco avanti. Concentrato al massimo affronto la salita ad un ritmo che sia equilibrato, che non mi faccia spendere eccessive energie, ma non mi faccia perdere anche molto terreno. Quando intravedo in lontananza Daniele (amico di tante maratone) mi pongo l’obiettivo di raggiungerlo e piano alla volta gli recupero qualcosa. “Scolliamo” come dicono i toscani, cioè transitiamo sul Passo della Colla insieme in poco meno di 4 ore, non mi sembra vero, metà dei km sono alle spalle, la fatica ancora non si è fatta sentire, la carica è a mille e la parte del percorso più difficoltoso è superata. Mi lancio in discesa a buon ritmo, qualche difficoltà mi provoca un leggero male alla milza che cerco di allontanare concentrandomi sulla respirazione; la mia porzione di cervello che è deputata alla “passione matematica” comincia ad elaborare dati, a fare calcoli su cosa possa succedere se il ritmo rimane costante, se cedo leggermente, insomma parte il conto alla rovescia, in fondo siamo in discesa sia fisica (nel senso di pendenza) che di km. Al ristoro di Casaglia, indosso la maglia a maniche lunghe per mettermi al riparo dai rigori del fresco che si profila minaccioso nella lunga discesa che mi porterà a Marradi e dopo aver mangiato una fetta di pane e marmellata e fatto scorta di liquidi mi butto a capofitto nella discesa; anche stavolta cerco comunque di non esagerare, la strada fila ma bisogna gestire i muscoli delle gambe che potrebbero risentirne nel lungo tratto che mi separa dal traguardo al termine della discesa. Ancora le ultime luci della sera mi fanno compagnia e quasi sono deluso perché in questa maniera mi perdo lo spettacolo che ho ancora nella testa di quando 10 anni fa transitai in questa zona e immerso nel buio della notte assistetti allo spettacolo delle colline circostanti in cui luccicavano le lucciole. Ma dover rinunciare a questo significa che sono ben in anticipo rispetto a quella volta e facendo un po’ di conti anche sulla tabella che ho elaborato nella mia testa per poter realizzare il mio sogno: chiudere il Passatore in meno di 10 ore. L’entusiasmo cresce con l’andare avanti dei km, cerco di prendere qualche intermedio, sfruttando le indicazioni dei pannelli al lato della strada, mi vengono i brividi, potrebbe accadere di realizzare qualcosa che non avrei neanche lontanamente immaginato, bisogna resistere però, è necessario allontanare ogni illusione, scendere coi piedi per terra e macinar km. Poco prima di Marradi avverto una brutta sensazione, forse il freddo e l’acqua che ho bevuto hanno provocato problemi al mio intestino, inutile resistere, appena entrato in paese mi fermo un momento sul ciglio della strada e un conato di vomito mi assale, un paio di minuti, e tutto sembra passato. Riprendo la mia corsa e sul ciglio della strada scorgo Emiliano Piola fermo confortato da amici. Cerco di dargli un incoraggiamento al volo, ma mi fa capire che non ne ha più. Mi dispiace tanto, ci siamo incontrati tante volte quest’anno nelle maratone primaverili ed è in condizioni smaglianti ma evidentemente qualcosa oggi è andato storto come peraltro deve esser successo ad un altro grande Claudio Leoncini che ho superato da qualche km anche lui in evidente crisi, faccio gli scongiuri e proseguo avanti. Al settantesimo km, quando ormai la strada ha spianato e non mi avvalgo più delle sensazioni positive sia fisiche che mentali della discesa, un black out mi si presenta, improvvisamente mi sento venir meno le forze nelle gambe e in contemporanea la mia testa elabora pensieri negativi. Ho bisogno di una grande forza d’animo per inventare una reazione: mi propongo di alternare corsa a passo, la strategia funziona per un paio di km poi il tratto di corsa si riduce mentre riesco a camminare abbastanza spedito. Mi dico che non può cambiare tutto così d’un colpo, proverò a camminare per un po’ poi si vedrà. Nella mia testa tutte quei pensieri positivi che avevano volato sino a pochi km fa si trasformano in sensazioni negative, il freddo comincia a farsi sentire, nonostante questo le gambe vanno di passo, ma non scatta la molla di riprendere a correre. Cammino per un’ora e mezza, anche a costo di raggiungere Faenza di passo nessuno potrà togliermi la soddisfazione di tagliare il traguardo, ma il dannato spettro del Passatore è alle mie spalle, sta per prendersi il mio sogno: terminare entro le dieci ore. Subisco passivamente il sorpasso di tanti podisti, recepisco senza reagire i loro incitamenti, solo nel momento in cui l’immenso Vedilei mi supera ho la forza di replicare con qualche parola, ma si tratta solo di orgoglio; non c’è niente da fare, bisogna solo tener duro e sperare che qualcosa cambi. Faccio un po’ di conti andando di passo il mio sogno andrà a finire nel sacco dei ricordi delle avventure del Passatore Pelloni, non nella mia bacheca personale. Con una forza d’animo di quelle dei momenti estremi mi dico che devo tentare di cambiare il corso delle cose, riproverò ad alternare corsa e passo; comincio con poche centinaia di metri correndo, mi guardo attorno cerco di badare alla strada buia, alle macchine che mi vengono dinanzi, guardo le colline che degradano verso la strada, le numerose lucciole che volano a pochi metri dal suolo, faccio di tutto insomma per distrarre la mia testa dalla tentazione di riprendere a camminare. Funziona!!! Dopo un paio di km tutto improvvisamente ritorno ad essere positivo, le gambe corrono, la testa cerca di precederle, bisogna sfruttare al massimo il momento positivo, evito di fermarmi ad un ristoro per paura di perdere l’attimo fuggente, il mio sogno riprende a concretizzarsi, l’ombra malefica è rimasta alle mie spalle, nel cielo stellato, illuminato da una splendida luna mi appare una stella cadente che per diversi secondi solca il cielo: non esprimo nessun desiderio, il mio sogno si sta concretizzando, lascio ad altri la possibilità di avvalersene. Il passaggio per Brisighella in 7:55’ non lascia dubbi ormai sulla possibilità di raggiungere Faenza in tempo e neppure un leggero calo nel finale può impedire il realizzarsi del mio sogno. Il cartello con l’indicazione dell’ingresso in Faenza non mi inganna, so che c’è ancora un bel pezzo di strada da fare. Un podista mi supera, lo lascio passare senza reagire, non è contro gli avversari che sto lottando, nessuno in questa gara (a parte i primissimi) insegue l’avversario, tutti sono vincitori quelli che tagliano il traguardo, se inoltre si riesce a migliorare il proprio personale è un successo. Piazza del Popolo accoglie me come tutti gli altri podisti che mi hanno preceduto e quelli che mi seguiranno. Taglio il traguardo per la terza volta, a distanza di nove anni, con un tempo da sogno 9:09’ 17’’ senza nessun rimpianto. Ho speso 5 mesi di preparazione fisica e mentale per raggiungere quest’obiettivo, ho trovato tanti amici che mi sono stati accanto nei lunghi allenamenti al Parco del Cormor, ma la gara l’ho condotta in solitudine dal primo all’ultimo km, anzi non in solitudine, ero accompagnato dal mio sogno. Ora l’appuntamento è per il prossimo anno con una certezza: partire, arrivare e crederci. Si può ancora migliorare. Sarebbe ingiusto citare solo alcuni degli amici che hanno vinto la loro gara, rischiando di dimenticarne altri: ma una eccezione va fatta per tutti quelli che hanno esordito, che hanno per la prima volta hanno provato le incredibili sensazioni di tagliare il traguardo della 100 km del Passatore.