Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






mercoledì 2 maggio 2012

Mezzo IRONMAN a Barberino

Sensazioni controverse mi agitavano prima di questa gara di Barberino del Mugello. La voglia di mettersi alla prova in gara, il confronto diretto con altri concorrenti e con il cronometro, d'altro canto la consapevolezza di essere in pieno periodo di carico (quasi 600 km di bici in 5 gg), il ginocchio sinistro che fa i capricci.
La minaccia di condizioni meteo sfavorevoli è la ciliegina che mette in forse fino all'ultimo la mia partecipazione. Per fortuna il meteo non sarà ostile al momento "di scendere in campo" confortandoci addirittura con qualche bel sprazzo di sole ma principalmente risparmiandoci la pioggia almeno fino al mio arrivo al traguardo.
Mi impongo di rimanere rilassato, di non farmi prendere troppo dalla tensione, la notte scorre tranquilla e dormo meglio di quanto non mi succeda alla vigilia di una maratona: è buon segno.
Ci prepariamo, il sole fa capolino, l'acqua è freddissima ma è scontato che almeno nel lago non prenderemo pioggia, incitamenti consueti con i compagni di squadra e si va. Quando siamo pronti al via mi ritrovo a fianco del mio amico Pasquale Musci che mi incita a seguirlo in scia.
Naturalmente si tratta di una proposta oscena che non raccolgo, troppo alto il divario ma in questa gara c'è una novità: per la prima volta parto con la consapevolezza di nuotare non solo "di uscire dall'acqua". Ho qualche problema (come tanti) nell'impatto iniziale ma poi prendo il mio passo cercando di non farmi coinvolgere dalla bolgia ma soprattutto di non capitare nella scia di quelli dopo pochi minuti arriveranno a gran velocità e travolgeranno tutti. Il primo giro di boa arriva quasi troppo presto, la seconda boa "è breve" poi rimane solo il ritorno che per definizione è in discesa. Mi accorgo che non perdo continuamente posizioni e la mia bracciata continua a rimanere regolare. Qualche toccatina ma non mi prende il panico.
Esco dalla frazione nuoto (1900 m) in 37'44'', un sogno; quasi 10 minuti meno di altre esperienze sulla stessa distanza.
Mi addormento in zona cambio lasciando minuti preziosi. Inizia la bici, saranno 4 giri di un percorso molto impegnativo che si possono sintetizzare, con margine di errore minimo dicendo: 10 km di salita e 10 km di discesa. Nel primo giro affronto tutta la salita con il 53 che riesco a spingere abbastanza bene ma capisco che dal giro successivo non è il caso. Affronto la discesa con prudenza, ho visionato il percorso ma ho paura.
Secondo giro e la fatica già si fa sentire ma cresce la fiducia in discesa per cui compenso.
Generalmente le gare (anche di corsa) in circuito mi si addicono infatti nonostante la fatica e un leggero rallentamento in salita vado sempre più veloce in discesa. La terza discesa la faccio a distanza di due atleti elite, cerco di copiare le loro traiettorie ed incremento notevolmente la media.
Inizia l'ultimo giro. E' il giro della liberazione, ogni curva in salita è l'ultima volta che la percorro, la curva a gomito del km 8 è quasi la fine. Manca solo la salita del ristoro, la più dura. Scollino e brucio tutte le energie residue nella discesa raggiungendo in un tratto di 5 km i 49,6 di media...impressionante per le mie possibilità.
Al termine della discesa raggiungo e supero Elena e Monica, un incitamento e via. Concludo la frazione bici di 80 km in 2:48:39.
In zona cambio mi addormento di nuovo e dimentico persino di togliere la salopette, saranno "le tifose accompagnatrici" a svestirmi dopo 300 metri dalla partenza della frazione corsa. In questa operazione mi supera di nuovo Monica.
E' il momento tanto temuto, il mio ginocchio terrà la distanza o si metterà a far capricci da subito? Conviene sparare tutto e incrociare le dita oppure meglio tentare la progressione.
Scelgo di non scegliere. Corro e basta.
I primi lap mi dicono che sono qualcosina sotto i 4:30. Il percorso è tutto sterrato ed a volte nasconde qualche insidia, gli incroci con compagni di squadra e amici si ripetono. Scambi di incitamenti o semplici sguardi. I più coloriti con gli amici leccesi Pasquale e Luigi Orlando, mi sono entrambi davanti.
Il ritmo continua a rimanere costante fino al termine del primo giro, individuo dinanzi a me un concorrente con la maglia rossa che raggiungo al termine del mio primo giro, lo affianco. Mi saluta e mi racconta di essere stato suo Pace-maker per la maratona del suo PB a Calderara diversi anni fa. Parliamo e corriamo, un giro intero che mi scivola via molto velocemente, lui incrementa perchè sta per finire ma anche io sento "la campana virtuale" dell'ultimo giro. Faccio un po' di conti e realizzo che l'obiettivo delle 5:10' è in tasca. Provo ad incrementare. Alzo decisamente. Vedo i concorrenti che mi sono davanti come ganci.
Ultimi due km decisamente al massimo di quello che ora posso permettermi (ma facendo attenzione a non commettere errori fatali). Prima del rettilineo finale raccolgo il cinque di Denis Del Bianco, il suo non è un incitamento normale, taglio il traguardo finale in 5:06:44 con al frazione corsa in 1:33.08.
La gara è andata decisamente bene, meglio di come mi aspettassi ma soprattutto sono le sensazioni che sono molto positive.

  1. Il nuoto è stato molto tranquillo e "veloce" per i miei standard;
  2. La bici che mi aspetta all'IRONMAN non sarà cos' difficile;
  3. La corsa potevo tenerla ancora e un ritmo anche un po' più lento potrebbe portarmi veramente in alto.


Tutto il weekend è stato ben vissuto, in buona compagnia.


sabato 28 aprile 2012

Ricognizione percorso bike IRONMAN Austria

PUBBLICO IN RITARDO MA è UN POST CHE ERA SFUGGITO


Il 28 aprile ricognizione del percorso bike dell'IRONMAN di Klagenfurt che rifarò il prossimo 1 Luglio. Ci siamo andati in 9 tutti compagni di squadra dell'UDTRIATHLON. In due lo rifaremo quest'anno, 4 "studiavano" in vista dell'esordio il prossimo Luglio, un amico forse proverà nel 2013 e altri due esperti solo come accompagnatori.









Naturalmente la ricognizione non è stata solo tecnica ma anche un ripetersi delle emozioni dello scorso anno e allo stesso tempo una acquisizione di consapevolezza che non si tratterà di una passeggiata.

Foto d'obbligo in cima al Rupert dove tanto forte battè il cuore lo scorso anno quanto tanti nostri amici ci incitavano a gran voce. Senz'altro alcuni li ritroveremo a "spremersi" di nuovo mentre altri saranno a provare l'esperienza dal vivo.

giovedì 26 aprile 2012

Pedalando in relax in Slovenia

Gradevolissima uscita in compagnia pedalando in Slovenia percorrendo strade fatte decine e decine di volte ma che mi lasciano sempre incantato. Fermarsi e rendersi conto che pur non essendo in montagna ma solo 200 m s.l.m. si ha un orizzonte indefinito e si riescono a contare tantissimi campanili o castelli su ogni colle...vedere tanti ciliegi pieni già di frutta ancora verde...amo quella zona della Slovenia.
Neblo, Dobrovo, Vipolze, Kozana, Smartno, Medana.
Ci tornerò prestissimo e il giro sarà molto più lungo.
Poter correre in completo relax mi ha fatto bene e la compagnia ha aggiunto benessere al benessere.

mercoledì 25 aprile 2012

Girobike 102 km NO DRAFT- YES WINDY

Oggi ho dovuto rinunciare al girobike con gli amici a causa del turno lavorativo da onorare. Grande rimpianto perchè è tornato il sole finalmente e il giro che hanno fatto era veramente invitante e poi in compagnia.
Però appena tornato a casa senza neanche mangiare (due biscotti al volo e una banana) sono salito in sella e via. Il cielo intanto non era più sereno, si era anche alzato un po' di vento che nei tratti in faccia era decisamente fastidioso.
L'intenzione iniziale era di andare in Slovenia ma visto che probabilmente ci andrò domani, ho optato per un giro largo del Collio.
Onestamente l'idea iniziale era di fare pianura e qualche salitina con l'obiettivo di tenere una media accettabile ma non esagerata.
Come al solito non riesco a non guardare il Garmin e non appena mi accorgo che la gamba va, nasce la sfida contro me stesso; ho quindi evitato minuziosamente ogni salita ed ogni possibile rallentamento pedalando regolare anche se non fortissimo. Dopo Cividale che ho glissato facendo il giro per Purgessimo, mi sono avviato verso Faedis con l'intenzione di raggiungere Tarcento e sarebbe stata tutta a favore di vento. Intanto dinanzi a me il cielo diventava sempre più nero e all'orizzonte un temporale non mi avrebbe certamente schivato. Decisione improvvisa all'altezza di Attimis: svolta a sinistra e via in direzione opposta alle nuvole.
...e per non rischiare di essere raggiunto dalla pioggia...pedalare a manetta.
In questo tratto finale spesso vento contro che ho fronteggiato come ho potuto stando disteso sulle prolunghe.
Ho completato il mio giro con 102 km e media finale di 32,1 km/h che tenuto anche conto della partenza tranquilla non è niente male.
La gamba continua a girare in pianura, in salita vedremo.
Ora mi attendono altri 4 gg di bici, almeno spero se il tempo tiene.

domenica 22 aprile 2012

RUN+SWIM schivando la pioggia

Torno a correre al "mio parco del Cormor". Lo faccio trovando la compagnia di un buon amico, Andrea Marchiol con il quale trascorro una quarantina di minuti a parlare dell'universo mondo.
Quando lui ha ormai terminato l'allenamento che ne sancisce il ritorno all'attività effettiva esco fuori e prendo la strada selvaggia dell'ippovia. Il clima è invernale ma la pioggia ancora mi perdona. In un tratto di strada abbastanza melmoso mi infango ma non mi dispiace, dopotutto anche in questo sta il bello del correre nella natura. Faccio il mio ennesimo incontro con un cane che a detta del padrone "voleva solo giocare"...gli ho risposto educatamente "IO NON HO VOGLIA DI GIOCARE CON LUI".
Rientro al parco, sento le gambe stanche ma incremento tanto che al termine dei 17 km il crono segna una media di 4'50'' al km soddisfacente per quello che mi aspettavo da questa giornata.
Ancora una volta purtroppo non riesco ad avere un riscontro della mia frequenza cardiaca...o il mio Garmin non legge bene oppure si fa influenzare troppo da chi mi sta vicino.
Subito dopo mi reco in piscina e a spizzichi e bocconi strappo un 2550 m con buoni tratti, in un paio sfrutto anche la scia buona.

sabato 21 aprile 2012

Pedalare cercando di sfuggire la pioggia

Pedalare cercando di sfuggire la pioggia. Questo abbiamo fatto oggi io e un altro piccolo gruppetto di compagni di squadra dell'UDTRI. Ce la siamo cavata benissimo, non abbiamo beccato neanche una goccia anche se abbiamo dovuto inventarci in corsa il giro.
Qualche contrattempo all'inizio che non lasciava presagire nulla di buono ma siamo comunque riusciti a raggiungere in 5 (dei 7 partiti) i 100 km circa.
Non avevo ben chiaro a cosa avrei aspirato nella uscita odierna che sanciva il mio ritorno attivo dopo l'incidente.
Alla domanda posta alla mia compagna di ventura: "cosa intendi fare?" la risposta è stata perentoria: "150 km".
Come controbattere?
Allora poche alternative. Mettersi di buzzo buono e tirare le cuoia per altri 50 km con la promessa (poi non mantenuta) di andare piano.
Fatto sta che al termine entrambi abbastanza provati abbiamo portato a casa 153 km che sono un nuovo tassello sulla strada dell'IRONMAN; nonostante le diverse soste e rallentamenti comunque la media finale non è stata per niente da buttare.
Domani, tempo permettendo si va di RUN

venerdì 20 aprile 2012

Quando la realtà supera il sogno

Quando mi sono avvicinato al Triathlon qualche anno fa non avrei mai immaginato di riuscire a nuotare decentemente e in effetti non lo faccio. Mai avrei comunque, neanche nella più utopica delle previsioni, riuscire a nuotare in gruppo con alcuni compagni di squadra.
Stamattina è accaduto.
Come è scritto nel motto di questo stesso blog
VOLA SOLO CHI OSA FARLO
mi sono messo in scia ed ho completato il lavoretto comune che prevedeva un lavoro sui 200.
Abbiamo fatto 11 ripetizioni delle quali 7 sono riuscito a tenere perfettamente poi ho leggermente ceduto ma sempre ripartendo con gli altri (quindi con un recupero inferiore).
Sono soddisfattissimo di questo risultato e penso che mi sarà di ulteriore stimolo.
In serata poi una bella corsa in progressione in compagnia, le gambe pesanti per tutti i lavori di questi giorni ma ritmi decisamente accettabili.
12 km in 55 minuti ad una media di 4'36'' al km.

giovedì 19 aprile 2012

Ripetute brevi in vasca

Le ripetute non sono state mai di mio gradimento quando ero solo un podista. Mi sono sempre predisposto male anche se in alcuni periodo, in particolare negli anni 2000-2004 mi hanno consentito il salto di qualità per ottenere quei risultati che rimarrano nel mio palmares di PB. Se fatte bene garantiscono quel QUID che è difficile ottenere con altre tipologie di allenamenti.
Nel nuoto la funzione è simile ma se ne aggiunge un'altra diciamo psicologica. Essendo l'ambiente monotono variare le distanze e l'impegno può essere un ottimo diversivo.
Devo ringraziare qualche amico "che mi rifornisce" di variazioni sul tema; quelle poche volte che riesco a farle in compagnia "passano" ancora più velocemente ma anche in solitudine mi piacciono.
Oggi dopo il riscaldamento solito ho impostato un lavoro PIRAMIDALE BREVE da ripetersi 4 volte
50-100-150-100-50
al quale ho aggiunto 200 metri che sarebbero dovuti essere di recupero ed invece sono stati in tutti i casi spinti.
Un totale di 3300 m davvero gratificanti che mi hanno lasciato sfinito.

TRI-allenamento con PB nell'IRONSWIM

Ieri, mercoledì, giornata dedicata completamente allo sport iniziata di primo mattino con una gran seduta in piscina. Avevo voglia di testarmi per avere un punto di confronto rispetto allo scorso anno. Non ci voleva molto a capire che i miglioramenti c'erano stati ma averli in numeri è molto importante.
Ebbene son riuscito a nuotare praticamente per 4000 metri costantemente a 2' ogni 100 metri, tempo che solo fino a pochi mesi fa sognavo di fare anche per un sol 100.
Chiuso quindi l'IRONSWIM (3800 m) in 1:16:42.
Allenamento poi proseguito con lavori più brevi fino a 5600 m.
Il dato molto interessante è che da un confronto con lo stesso test condotto lo scorso anno nelle stesse condizioni vi è un miglioramento di quasi 11 minuti. Questo mi lascia molto ben sperare.
Ad ora pranzo uscita in bike in compagnia di 55 km con diversi saliscendi in zona collinare di Tarcento con la salita di Sedilis.
In serata con le gambe abbastanza stanche uscita di corsa e un bel lavoretto in compagnia degli amici di UDTRI: 6X1000 che lascia il tempo che trova nella sua espemporaneità ma di certo male non fa.

lunedì 16 aprile 2012

Ritorno ai vecchi ritmi

Per fortuna la ripresa dall'incidente è stata rapidissima; i danni evidenti solo a livello estetico mi hanno permesso di non interrompere del tutto l'attività. Un solo giorno di riposo (mercoledì) poi già ero in strada a camminare, il fitwalking è stata spesso l'attività che mi ha accompagnato in ogni ripresa.
Domenica poi rientro con l'attività vera riuscendo ad infilare tutte e tre le specialità ...tanto per provare. Benino con la bici, decisamente meglio di come speravo di corsa e poi in serata un tentativo di nuoto cosciente che sarebbe stato complicato tenere gli occhialini e soprattutto respirare a causa del mal di collo. Con mia somma sorpresa invece ne vengono fuori 1500 m discreti anche per i ritmi.
Decisione quindi presa.
DA OGGI SI RIPRENDE.
Stamattina seduta in piscina di prima mattina:
  • riscaldamento di 500 m
  • piramide da 50 a 300 con incrementi di 50 m
  • altri lavori su 100 e 200 (un 200 splendido in scia in 3'34'')
  • 500 m finali defaticanti ma tiratini
Ad ora di pranzo prova l'uscita in bici, poco tempo a disposizione che provo ad utilizzare al meglio. Prendo la via di Cividale percorrendo una nuova strada asfaltata da poco (periferia di Buttrio) che è ottima per spingere buoni rapporti ma molto soggetta al vento.
Sin da subito mi accorgo che le gambe rendono eccome. Il contakm mi mostra velocità inconsuete, mi sento benissimo e la gamba va spontaneamente.
Rientro a casa con 42 km alla media per me straordinaria di 34 km/h ma soprattutto con la consapevolezza che l'incidente è solo un ricordo vago, la condizione è ancora ottima e ho ancora ampi margini di miglioramento.
Ora si tratterà solo di equilibrare bene gli allenamenti senza dimenticare nulla per strada, soprattutto la corsa che sicuramente sarà più gradevole con il ritorno della primavera.

domenica 15 aprile 2012

La volpe e l'uva

La volpe e l’uva

C’era una volta una volpe, furba e presuntuosa..….

Un giorno spinta dalla fame, gironzolando qua e là, trovò una vigna dagli alti tralicci. Ecco disse:” finalmente qualcosa di prelibato”. Tentò allora di saltare spingendo sulle zampe con quanta forza aveva in corpo….ma nulla.

Calma, si disse:” io così furba non posso arrendermi ma, devo escogitare qualcosa per raggiungere quell’uva”. Dopo un breve riposo riprese a saltare ma dopo alcuni balzi, non potendo neppure toccarla, così disse mentre mestamente si allontanava: “ Pazienza, non è ancora matura, non mi va di spendere troppe energie per un frutto ancora acerbo”.

MORALE:

Svilire cio’ che non si è in grado di fare è tipico del borioso…..a volte una sana umiltà aiuta a vivere meglio.

giovedì 12 aprile 2012

Lentissima ripresa

Solo un giorno di riposo e lentamente, con attività alternative si ricomincia.
PECCATO AVER DOVUTO RINUNCIARE PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO ALLA BOSTON MARATHON.
Viste le coincidenze che si ripetono sarebbe bene forse che quella mia partecipazione del 2010 rimanga unica.
Intanto oggi ho comprato una nuova citybike più efficiente così anche i trasferimenti cittadini saranno ecologici, economici e sportivi

mercoledì 11 aprile 2012

Arrivò anche la prima caduta in bici

Ieri avevo idea di una uscita "memorabile", pensavo a scalare 3 cime consecutive o magari 2 e 1/2, mettere comunque in saccoccia un bel dislivello.
Per circa 60 km l'impresa mi è anche riuscita essendo salito prima da Attimis a Subit, sceso da Bocchetta Sant'Antonio fino a Faedis e risalito fino a Valle di Soffumbergo.
Discesa fino a Campeglio e poi il buio...black out
Non so cosa sia accaduto...mi sono ritrovato in un bar completamente amnesico e confuso. Risultato: trauma cranico, escoriazioni su tutto il lato destro del viso, punti sul sopracciglio e sotto l'occhio. Una facciata in pieno. Sulla bici nessun segno se non due graffi sulle appendici segno che mi sono ribaltato. La causa? Mi resterà ignota per sempre. Solo guardando la traccia del Garmin ho potuto individuare a che altezza possa essere accaduto, infatti pensavo di essere ancora in discesa ed invece ero ormai in piano a pochi metri (150-200) dall'incocrio con la SS.
A parte i segni sul volto rimane un bel giro abbozzato che sicuramente ripeterò e che solo con 60 km mi aveva fatto accumulare 1500 m di dislivello

lunedì 9 aprile 2012

100 giorni di sport

Probabilmente pochi si sono accorti che oggi è il 100esimo giorno dell'anno. Io certamente si perchè raggiungo l'obiettivo che mi ero proposto con un gruppo di amici: fare almeno 30 minuti di sport per 100 gg consecutivi. L'iniziativa nasce dalla mente diabolica di Luca Speciani (per la verità ce n'era anche una simile nella quale bisognava correre per lo stesso numero di gg), nessun premio da assegnare nè alcuna gara a chi arriva prima ma solo la "scommessa" di poterci arrivare e se si cade si riprende. Probabilmente se non avessi avuto "quest'impegno" avrei riposato qualche giorno (e non sarebbe stato male) ma sono contento di aver inseguito questo piccolo traguardo anche per dimostrare a me stesso che con la determinazione in alcuni campi si può ottenere tutto (o quasi). Chiaramente la preparazione all'IRONMAN ne ha giovato di questa coincidenza, la possibilità di variare continuamente tra nuoto, corsa e bici mi ha agevolato e secondo me dato anche buone opportunità di miglioramente specie nel nuoto (indiscusse) e in bici, nella corsa il confronto con lo scorso anno è troppo facile da vincere (ero acciaccato). In sintesi pochi numeri:
  1. 3185 km in bici
  2. 657 km di corsa
  3. 180 km di nuoto

230 ore di attività che corrispondono ad una media di 2 ore e 18' di attività al giorno.

Visto che lo sport è la mia passione non ho proprio da lamentarmi.

domenica 8 aprile 2012

Stato di grazia

Scrivo poco ma "lavoro" tanto...e naturalmente mi riferisco allo sport. Mi riprometto di non diminuire l'intensità dell'impegno sportivo ma allo stesso tempo di ricominciare a tenere il diario. Ieri i meteorologi avevano previsto il disastro ed invece in mattinata guardando l'orizzonte la situazione non era così pessima, ho preso al volo quindi l'invito per una uscita bike tranquilla per le colline della zona Nord di Udine. Non si è trattato di un vero e proprio giro ma di "un girare" attorno all'obbiettivo Susans di Majano. E' gradevole ogni tanto concedersi una seduta relativamente rilassante, affrontare la salita senza affanno, la discesa semplicemente lasciandosi trascinare dall'inerzia, guardarsi attorno, scambiare qualche parola. D'altronde di lavoro tosto ne avevo svolto in settimana comprese due uscite con salita a Subit e Valle di Soffumbergo; venerdì poi 130 km collinari (nulla di che come dislivello) sfuggendo dalle nubi che annunciavano temporali. In serata mi pongo l'obiettivo di tentare un test sui 3000 di nuoto in condizioni di stanchezza. E' stata una settimana proficua con il nuoto, ogni giorno una seduta; ho sbaragliato tutti i miei precedenti PB dai 100 ai 2500 m. Forse finalmente ho trovato il giusto equilibrio e la tranquillità di stare in acqua. Il mio nuoto rimane scadente e brutto da vedere ma ora diventa un minimo efficiente. Il test di ieri sera dei 3000 (con muta) doveva dimostrarmi se la tenuta alla distanza è affidabile pur partendo già a ritmo "elevato" per i miei standard. RISULTATO AL DI SOPRA DI OGNI ASPETTATIVA!!! Nelle stesse condizioni ho fatto 8 minuti meglio dello scorso anno e terminando con ampio margine di prosecuzione. Tempo finale 58'59'' che fino a poco tempo fa non mi sarei neanche sognato sui 2500. Allo stato attuale sono molto ottimista in vista dell'impegno principale dell'anno, quell'IRONMAN nel quale conto di migliorarmi. La corsa? Per il momento in stand-by in attesa della Boston Marathon del 16 aprile

giovedì 15 marzo 2012

Pausa di riflessione?

Ritorno a scrivere dopo oltre un mese. Non sono stato in letargo dallo sport, mi sono preso una "pausa di riflessione" dal blog sul quale conto di tornare con più assiduità.
Questi assenza sono stati giorni di intensi allenamenti ma anche di gare:
Maratonina di Vittorio Veneto corsa con la neve e conclusa comunque in 1:25'
X-TRIM organizzato dagli amici del CUS Udine TRIATHLON (2000 m nuoto,90 km bike, 17 km corsa) nel quale mi sono proprio divertito nonostante le cattive condizioni meteo che hanno reso molto difficoltosa la bici, la corsa molto impegnativa in salita mi ha agevolato e sono riuscito a tirare fuori la miglior prestazione tra tutti i concorrenti.
Maratona di Treviso che ho corso in non perfette condizioni fisiche ma che comunque ho portato a casa con il tempo di 2:56:58 tornando così a correre sotto le 3 ore che continua ad essere il mio obiettivo da non perdere.
Per il resto un bel periodo nel quale ho "esagerato" con il nuoto sfruttando circostanze favorevoli che ahimè temo si siano esaurite; rimangono però una ritrovata fiducia e una improvvisa capacità di riuscire a divertirmi anche in piscina.
Visto che è impossibile ricostruire tutti gli allenamenti riporto quello odierno: 76 km di bike salendo su a Castelmonte senza grosse difficoltà e con una bella giornata di sole.
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lunedì 6 febbraio 2012

Mezz'ora di corsa riconciliante

Dodici ore di lavoro senza significato. Piscina troppo affollata. M'invento giretto di corsa con le mie nuove Saucony Jazz 14.
Mezz'ora in relax ma in progressione per dare significato a questa giornata. A farmi compagnia solo la luna avvolta da un vello di foschia, una luna piena che ha vegliato sul mio cammino, il termometro segna -3°C ma non ho freddo. Le gambe vanno, ho voglia di spremermi per questo breve tempo.
La differenza di risposta delle scarpe rispetto alle vecchie ormai "sgonfie" è enorme, saranno queste ad accompagnarmi per alcuni mesi, penso almeno fino all'appuntamento con l'IRONMAN del 1 Luglio a Klagenfurt

domenica 5 febbraio 2012

Cross Parco del Cormor

L'ultima esperienza di cross risaliva al 2008 quando partecipai ai C.d.S. di Cross lungo a Casarsa della Delizia, allora era una giornata piovosa e terreno pesantissimo.
Oggi invece il "terreno di battaglia" era quello di casa del Parco del Cormor e la squadra (CUS Udine) era iscritta solo al cross corto, quindi esperienza sui 4,2 km.
Considerato il mio lungo tempo di riscaldamento decido di fare bel 12 km di corsa prima di indossare le scarpette chiodate, la temperatura è bassissima, almeno 2-3 gradi sotto lo zero, ricorro anche alla crema riscaldante all'ultimo minuto.
Alla partenza il gruppo è abbastanza folto, la maggior parte sono giovanissimi. Partono sparati naturalmente e fanno subito il vuoto; il nostro tracciato prevede 2 giri piccoli e due grandi.
Cerco di entrare nello spirito e mi lancio per non perdere troppo terreno; non sono abituato ai ritmi, non sono abituato al terreno ma tutto sommato so che mi diverte. Dopo il primo km già sono più a mio agio e lentamente inizio una progressione che nel finale mi porta a recuperare ben 4 posizioni. Tutto sommato il risultato è soddisfacente e l'esperienza la considero molto positiva anche se mi rimane la curiosità di immaginare cosa avrei potuto combinare nel lungo.

martedì 31 gennaio 2012

I numeri di Gennaio

Sterili numeri? No, consuntivo che esprime un ritrovato feeling con l'attività fisica.
Una ottima distribuzione su tutte e tre le discipline del Triathlon con un occhio di riguardo alla qualità nella corsa che è quel che mi interessa in questa fase della stagione.
Nel nuoto quasi 50 km che rappresentato il massimo mai nuotato in un mese con belle nuotate lunghe e qualche seduta di qualità.
Anche in bici è aumentato il carico rispetto allo scorso anno. Nel 2011 avevo fatto una buona quantità di sci di fondo che quest'anno è mancato del tutto.
Complessivamente un incremento di attività del 22% , 69 ore rispetto alle 56 del 2011.
  1. corsa 256 km 14 sedute 4'38'' al km di media
  2. ciclismo 848 km per 29:38' ore 12 sedute
  3. nuoto 49,5 km per 19 sedute
La media complessiva indica 2 ore e 15 minuti al giorno di allenamento senza neppure un giorno di riposo.

domenica 29 gennaio 2012

Weekend di triplice impegno

Altro weekend libero dal lavoro, il meteo favorevole ed allora mi avventuro in una uscita di sabato con gli amici di Udine Triathlon di 88 km (per me, altri hanno fatto di più) percorrendo le solite strade ed integrando con qualche km risalendo da Cividale verso Pulfero "per dietro". Belle strade, bel paesaggio, poche macchine, peccato solo per il vento in faccia. Per fortuna dopo aver attraversato in ponte sul Natisone ci ritroviamo sulla statale in discesa e vento a favore che ci permette di volare.
Stamattina lunghissimo alla Marcia di San Blas a Martignacco. 33 km complessivi decisamente allenanti con quasi 400 m di dislivello complessivo.
Partito in compagnia di Denis, Marcello e Marco ho goduto dei loro stimoli per approcciare subito una media più elevata del solito che poi ho saputo mantenere anche quando son rimasto solo. Mi ha raggiunto nuovamente Marco ed
abbiamo ripreso di buona lena. Infine 5 km finali in solitario fatti addirittura in progressione.
In serata buona piscina con 2100 m tranquilli ma agili

lunedì 23 gennaio 2012

Weekend di lunghi

Si parte sabato con un allenamento lungo con gli amici dell'UDTRI, siamo veramente un gruppo numeroso, arriviamo ad essere 17 prima di iniziare a "selezionarci". Si va in Slovenia passando per Vencò, affrontiamo per la prima volta la salita di Dobrovo e proseguiamo fino a Smartno. La conosco bene ormai, non si tratta del Pordoi ma è comunque impegnativa ed a maggior ragione in principio di stagione. Inutile negare che la soffro più di quanto immaginassi (mi accorgo che la stessa cosa accade a tanti miei compagni, ma non è una consolazione), mi mantengo costantemente in coda al gruppo.
Le strade della Slovenia mi piacciono un sacco ed ogni volta che ci vado mi diverto un sacco anche se in questo caso "manca un quid". Si gira da Gorizia attraversando il centro. Sulla via del ritorno mi pongo per una decina di km a tirare il gruppo e lo faccio ad un ritmo decente ma soprattutto molto regolare che rappresenta la miglior maniera di pedalare a mio giudizio. Finiamo con 100 km giusti ai quali ne aggiungo altri 12 in solitario.
Domenica mattina un bel lunghissimo, il primo di stagione in parte nel Parco del Cormor, in parte lungo l'ippovia. 30 km in compagnia di Antonio, Andrea, Nicola e Alessandro. Ritmo tranquillo fino al 18° km e poi ritorno in decisa progressione che mi ha lasciato molto soddisfatto. Gli ultimi 5 km veramente bene.
concludo con 1600 m di nuoto in relax

giovedì 19 gennaio 2012

Collinare senza meta

Parto dal cimitero di Pagnacco. Ho voglia di correre senza meta, senza premeditare il tracciato; non so quanti km percorrerò, oggi saranno le gambe a scegliere il tracciato e determinare quando sarà sufficiente, naturalmente saranno anche loro a determinare il ritmo.
Imbocco l'ippovia ma ben presto ne fuoriesco ed intraprendo qualche breve salita...è deciso: trasformo in mio allenamento in collinare.
Da questo punto in avanti corro senza meta, con la musica di Goran Bregovic nelle orecchie ma penso alla direzione dove trovare qualche breve saliscendi. Mi muovo sempre nel circondario di Pagnacco alternando tratti sterrati a pezzi d'asfalto. imbocco di nuovo l'ippovia e faccio la salita del Zuc che è impegnativa, quasi un km che tira veramente su.
Continuo così fino alla fine: 24 km in estrema scioltezza, con un piacere di correre che non provavo da tempo.
Media finale 4:32'' al km, un ritmo molto soddisfacente per essere un collinare (non grandi pendenze ma per un amante del PIATTO ASSOLUTO quale io sono è niente male.
Durante la corsa riflettevo come l'uscita di oggi potrebbe essere metafora della vita: parti con un obiettivo e ne intraprendi un altro; alterni salite e discese; tratti asfaltati a momenti di difficoltà nascoste dietro ogni pietra sul terreno; non avendo un tracciato prestabilito non sai quanto durerà l'avventura.
Una cosa è certa: nonostante le difficoltà questa corsa come la vita merita di essere vissuta. Nonostante tutto oggi sono felice almeno per questo.

domenica 15 gennaio 2012

Maratonina di Medea

Pronostico completamente fallito e ne sono felice. Splendida giornata di sole anche se il termometro segna 0° C prima della partenza. Grazie alla gentilezza del neo compagno di club Francesco Magrini posso esordire coi nuovi colori sociali del CUS UDINE indossandone anche la canotta.
Foto di rito con l'amico Vittorio anche lui new entry e poi breve riscaldamento prima di prepararsi al via. Qualcuno mi chiede quali siano i miei intenti e non nascondo le intenzioni di andare intorno all'1:26. Partiamo e subito mi vedo circondato da "vecchie facce" di amici che n on vedevo da tanto "dalle mie parti", segno che i ritmi sono cambiati; basta uno sguardo al crono per capire che sto viaggiando già ben sotto i 4' al km e siamo in avvio. Mi staccano comunque, la partenza a freddo non è il mio forte. Li tengo a vista, non guardo molto intermedi ma sento le gambe che sono già al massimo e mi auguro solo che non mi tradiscano. Comincio a riprenderne qualcuno ed in particolare con Francesco Michelutti faccio un lungo tratto fianco a fianco. Nella media generale sono certamente sotto i 4' al km e nonostante verso il 15° mi accorgo di un lieve calo sono sicuro che il "gran risultato" in questa prima mezza dell'anno possa venire. Corso con la testa ormai, le gambe non ne vogliono sapere ma corro anche con rabbia. Riassaporo le brutte sensazioni dello scorso anno, fisiche e psicologiche. A Medea raggiunsi il punto più basso a causa del mio malanno. Ho saputo riprendermi con pazienza ed ora sono FELICE di poter di nuovo correre sotto i 4' al km. Il cronometro segna 1:23'03'' sul traguardo. Forse alla misurazione ufficiale mancano un 200 m (lo segnano quasi tutti i garmin) ma sarebbe stato comunque un 23 pieno. Ora avanti tutta e nuova linfa vitale per i miei allenamenti soprattutto di corsa

sabato 14 gennaio 2012

Maratonina di Medea: previsione

Domani prima gara del 2012 ed esordio con la nuova maglia del CUS UDINE. Questo post solo per buttare lì una previsione.
La giornata di oggi è stata impegnativa: in mattinata 110 km di bici in compagnia dei compagni dell'UDTRI, ho tirato per molti km senza spendere tantissimo in verità (per fortuna mancavano i cavalli pazzi). In serata un bel 1500 in piscina, così senza riscaldamento per vedere l'effetto che fa.
Domani mattina vediamo come saranno le condizioni meteo (speriamo non troppo freddo), e le sensazioni dei primi km. Alla luce di quello che ho detto sopra un tempo intorno a 1:26' (minuto più, minuto meno) penso ci possa stare.

giovedì 5 gennaio 2012

Chi ben inizia...

"Chi ben inizia è a metà dell'opera" dice il proverbio. Non è questo il caso ma sicuramente è di buon auspicio. Innanzitutto la fortuna di poter principiare questo anno in salute senza acciacchi di alcun tipo, ricordo che lo scorso anno ero invece in pessime condizioni in particolare per la corsa. Inizio scoppiettante il giorno di Capodanno con tripla seduta soddisfacente sia dal punto di vista dei risultati che da quello delle emozioni: si inizia con 20 km di corsa al Parco che abbiamo "aperto" io e l'amico Antonio Sette, si prosegue con un bel giro in bike delle colline a nord di Udine sempre in compagnia a ritmo molto tranquillo ma portando a casa comunque 57 km, infine si chiude nel pomeriggio con 2400 m di nuoto frazionato anche questo da godere seppure leggermente affaticato. Il 2 gennaio ancora nuoto alternando l'uso anche delle palette, si fa sentire ancora la stanchezza della seduta precedente. Il 3 gennaio in serata 16 km di corsa in progressione iniziata in compagnia di Max che dopo pochi km mi ha abbandonato, ho sfruttato la partenza allegra per completare una buona progressione girando per le strade intorno all'Università che percorrevo nei primi anni del mio arrivo a Udine. Al termine breve transito in piscina per un 1000 propedeutico alla doccia. Il 4 Gennaio splendido girobike in compagnia sul solito percorso Nimis-Faedis passando anche per la salitella di Raschiacco. Nonostante il cielo nuvoloso è stato veramente bello. Oggi in mattinata combinato con 9 km di corsa in progressione spintissima (primo km a 5'15'' e finale in 3'50'') seguito subito da 1850 m frazionati a ritmi che non vedevo da tempo.
In serata anche un bel 1500 secco in piscina in crescendo e senza grossa fatica. SODDISFATTO!!!!

sabato 31 dicembre 2011

Resoconto 2011

Un anno iniziato in modo pessimo con un infortunio alla chiappa che mi ha impedito di potermi esprimere al massimo soprattutto nella corsa e in particolare nei primi mesi dell'anno.
I primi sei mesi dell'anno sono stati tutti finalizzati alla preparazione dell'IRONMAN, anche le Maratone spesso sono state condizionate nel risultato da un pesante allenamento sostenuto il sabato, nonostante ciò la forma è cresciuta costantemente.
Dopo il 3 Luglio ho abbandonato l'agonismo sulla triplice disciplina continuando comunque ad allenarmi ma concentrandomi di più sulla corsa con qualche allenamento finalizzato.
La forma è cresciuta costantemente da Berlino fino al bel risultato di Reggio Emilia dove ho raggiunto il tanto agognato UNDER THREE HOURS.
Ecco il resoconto delle gare corse:
  1. 9 Maratone (più quella dell'IRONMAN) con migliore risultato il 2:56 di Reggio
  2. 1 30 km
  3. 1 50 km
  4. 2 Mezze maratone entrambe a buon ritmo
  5. IRONMAN in 11:01:11
  6. 1 Triathlon lungo a Candia (secondo me migliore gara dell'anno)
  7. 2 Triathlon Olimpici discreti
Più interessante forse il mio resoconto degli allenamenti o come preferisco definirle io: le USCITE, spesso infatti non si tratta assolutamente di ritmi da allenamento.
  1. RUN 2572 KM in 208 ore
  2. BICI 11470 KM in 410 ore
  3. NUOTO 333 KM
Complessivamente 775 ore di allenamento che corrispondono ad una media superiore alle 2 giornaliere. Inutile sottolineare che si tratta di grossi numeri, difficili da ripetere, ma posso affermare senza ombra di dubbio che non mi sono pesati e sono pronto a ripeterli il prossimo anno sperando che la salute mi accompagni.

mercoledì 28 dicembre 2011

Feste natalizie nel Salento

Quest'anno il breve periodo natalizio da trascorrere in ferie è caduto a cavallo di Natale e come al solito sono andato nel Salendo a trascorrerlo con i parenti. Viste le previsioni meteo che erano buone e per non rischiare di annoiarsi troppo ho portato con me anche la mia Ljuba.
Sono stati solo 4 giorni ma li ho impiegati molto bene.
  1. 24 Dicembre giro sulla litoranea adriatica di 66 km fino a Torre dell'Orso godendosi il mare pienamente ma spingendo anche bene sui pedali. Le nuove ruote a profilo alto (Mavic Cosmic SL) danno proprio soddisfazione quando le lanci ad una certa velocità. Episodio strano sulla via del ritorno: mi si è attaccato un ciclista dietro senza farsi accorgere, è stato in scia per 15 km circa senza dare neppure un cambio ed arrivati a Lecce si è defilato senza ringraziare e nemmeno salutare...alla faccia della correttezza.
  2. Il giorno di Natale prima di pranzo breve corsetta in progressione su via Vecchia Frigole di soli 8 km terminando in ottima spinta e staccando un buon 4'26'' di media finale.
  3. Santo Stefano si presenta con una giornata soleggiata, fresca ma con un vento forte di tramontana che mi infastidisce non poco nel mio girobike al mare, questa volta sullo Ionio. Parto da Erchie e raggiungo Porto Cesareo dopo esser passato da Avetrana, San Pietro, Torre Lapillo; il rientro diventa arduo perchè nella risalita verso l'entroterra nel tratto in
  4. direzione di Veglie ho vento contro e leggera salita, riesco a recuperare quando la direzione del vento è laterale anche se imparo che la tenuta della bici è molto compromessa in queste situazioni e bisogna fare veramente attenzione. La media finale comunque si attesta poco sotto i 30 km/h
  5. Il 27 altro girobike sempre partendo da Erchie e transitando per tutti i luoghi di culto della
  6. zona. Tanto è vero che l'ho definito Girodei Santuari (Santa Lucia, San Cosimo, Oria, Madonna di Cotrino a Latiano). Il vento è leggermente meno forte per cui riesco in alcuni tratti a far andare veramente bene la mia Ljuba e rientro soddisfattissimo con una media ben oltre i 31 orari.
  7. Oggi dopo il rientro a Udine e 1100 km di guida un bel giretto di corsa disintossicante, breve ma molto tirato in Baldasseria.

mercoledì 21 dicembre 2011

Mercoledì all'insegna delle RIPETUTE

Doppia seduta oggi:
  1. Mattina dedicata al nuoto con 5000 m suddivisi in frazioni da 400 e 450 m utilizzando le palette e non. Si tratta di lavori noiosi se svolti in solitario e difficilmente ipotizzabili per me ma fatti in comunità riescono.
  2. Serata dedicata alle ripetute in pista con gli amici di UDINETRIATHLON. Loro 2 volte 4x1000 mentre io accompagnandoli nel loro mille ho fatto 10x1000 con recuperi sostenuti che mi hanno permesso di concludere un'ora a passo maratona.
Soddisfattissimo!!!!

martedì 20 dicembre 2011

Passeggiata al mare

Giornata soleggiata oggi in Friuli, cielo sereno, aria freschissima, appena 1° C alle 10.30.
Come si fa a dicembre a rinunciare a questa opportunità?
Prendo la bici e dopo aver raggiunto in macchina Palmanova mi avvio per un rapido ANDATA-RITORNO da Grado. 50 km di benessere, una foto a testimoniare la presenza e poi di corsa al lavoro.
In questi giorni di assenza dal blog è cambiato qualcosa.
Ho montato le mie ruote con profilo più alto alla mia Ljuba, oltre che belle speriamo che siano anche performanti ma questo forse starà a me verificarlo.

lunedì 12 dicembre 2011

Maratona di Reggio Emilia

A Reggio Emilia lo scorso anno raggiunsi il punto più basso dell a parabola e conclusi la maratona solo per onor di firma: l'infortunio alla chiappa richiedeva provvedimen ti drastici.
Lo stop, la lenta ripresa, l'alternanza della corsa con bici e nuoto mi hanno aiutato in questa risalita. Una primavera alla ricerca esclusiva del ritmo tranquillo dei 5' al km, poi qualche sollecitazione. Da settembre la consapevolezza che forse ri poteva ripensare a quello che da sempre è stato il mio obiettivo principale ogni volta che approcciavo una Maratona: scendere sotto le tre ore.
A Berlino su un percorso straordinario e agevolissimo strappo un 3:06, a Lubiana 3:05, a Valencia due settimane fa 3:01. Un miglioramento voluto, cercato con pochi allenamenti
indirizzati soprattutto alla progressione, alla tenuta della distanza.
L'allenamento più importante è stato quello interiore, quello della mente, quello del cuore.
Il cuore innanzitutto: la Maratona è il mio amore più importante (sportivamente parlando), la compagna fedele che non ho quasi mai tradito e che mi è rimasta fedele sempre. Riuscire a terminare i 42,195 km sotto le tre ore il raggiungimento del piacere più grande. L'ho voluto veramente questo traguardo senza forzare le tappe, senza fare sciocche scelte ma riprendendomelo poco alla volta, centellinando i miglioramenti.
La mente: la gara di Maratona non si inventa, ogni azzardo lo si paga caro, una partenza troppo veloce significherà sicuramente sbattere contro il muro, esaurire le forze; viceversa perdere tempo in partenza, anche pochi secondi, costringeranno a recuperi che spesso si rivelano impossibili (vedi la mia Maratona di Valencia). Gestione ragioneristica del ritmo quindi, assecondata dalla determinazione massima nel volere l'obiettivo, non un
obiettivo qualsiasi ma quello che sapevo essere alla mia portata.
Forse il destino aveva scelto, oppure il mio cuore meglio, che l'occasione giusta fosse proprio in quella Maratona italiana che più di tutte amo, della quale tante volte ho tessuto le lodi: Reggio Emilia.
Qui sono a casa mia, ci sono tanti amici, il percorso lo conosco passo dopo passo. Posso chiedere a Paolo Manelli (il Patron) il pettorale personalizzato, sò di avere tutti i servizi al massimo livello.
La vigilia della gara è segnata da una grande concentrazione, silenzio e determinazione; cerco di non sprecare alcuna energia, di massimizzare la carica agonistica senza estremizzare per non correre il rischio di far diventare questa carica tensione e rischiare di passare la notte insonne.
Ottima cena, riposo tutto sommato tranquillo e colazione come si deve (non come a Valencia).
Sulla linea di partenza incontro tanti amici, mi chiedono cosa farò: gli vendo un ritmo intorno alle 3 ore ma dentro di me sono certo che sarà SOTTO LE 3 ORE.
In tutti questi anni non ho seguito mai i pace-maker, molte volte sono stato io in quelle vesti. Mi ritrovo nel gruppone molto numerosi di quelli che seguono i palloncini delle 3 ore: ci ragiono un momento e decido di provare a starci, provare a risparmiare qualche energia mentale almeno nella prima parte. Mi lascio portare, il percorso di Reggio non è pianeggiante, è muscolare ma i pacers gestiscono molto bene bisogna riconoscere. So che nella seconda parte se mi rimarranno energie c'è da andare, si può far bene.
Ai 13 km la "salita degli zingari", la prima difficoltà superata con agilità, le gambe sono calde, corro più sciloto che nei primi 10 km; la tappa successiva è il cartello 17 di Montecavolo, lo speaker che ci accoglie, lo stesso di tanti anni, la curva a destra, il rettilineo, la signora che ci incita con il megafono: scene già viste.
Si va verso la mezza, le gambe fremono ma la mente dice:PAZIENZA.
Km 18, la strada è larga, tagliando bene le due curve si guadagnano metri, mi ritrovo in testa al gruppo, siamo già qualche secondo sotto il ritmo. I pacers lo fanno notare. Cartello 19: qui nel 1997 fui costretto al ritiro per infortunio, quando lo supero mi libero come di un incubo.
Imbavaglio per un momento la mente e lascio libero sfogo al cuore...voglio, voglio, voglio quel mio obiettivo e non intendo rischiarlo al secondo, ho bisogno di un margine e poi le gambe danno segnali molto positivi.
Il passaggio alla mezza è in 1:29'05''.
Se non succede l'irreparabile a Reggio lo split negativo lo faccio. L'obiettivo è nelle mie mani.
La mente non lavora come a Valencia in difesa: qui si attacca.
La media che mi avrebbe portato all'obiettivo era di 4'16'' al km. Dopo la mezza sfruttando anche un po' di discesa (ma si tratta sempre si saliscendi) viaggio tra 4'08' e 4'00'' al km.
Prendo fiducia, ora spingo decisamente, non sono assolutamente in difesa: attacco le salite, mi lancio nelle discese recupero amici che trovo lungo il percorso. Aspetto con impazienza quel cartello dei 31 km che segnerà la fine delle asperità: dopo sarà tutta "discesa mentale" fino al traguardo.
Per un momento mi chiedo come mai mi sto esaltando tanto per un traguardo che ho già raggiunto 118 volte, ci sono centinaia di podisti davanti a me che faranno meglio. Ma non è questo che conta: oggi ho ritrovato il feeling perfetto con la Maratona. Corro con il piacere di correre, soffro per raggiungere il traguardo ed alzare le braccia al cielo.
Guardo il crono: posso azzardare tempi ancora migliori. Faccio due conti e mi rendo conto che 2:58 è tranquillamente alla mia portata basta proseguire regolarmente.
Mi esalto. L'adrenalina moltiplica le energie residue, riesco a strappare ancora ottimi split e anche l'obiettivo 2:57 diventa mio. Entriamo nel parco, si va sullo sterrato e qui spingo ancora di più. Ormai restano poco più di 3 km. Sono due giri del Parco del Cormor dove mi alleno sempre. Ho il dovere di spremere tutto, recupero posizioni.
Al 40° km vedo Simone Grassi che al lato della strada mi fotografa, un pensiero a lui e la migliore maniera per ringraziarlo è andare ancora più forte. Guardo il tempo totale. C'è anche la possibilità di scendere sotto le 2:57' ma dovrei correre gli ultimi 2 km e 195 m a 4'al km.
E' una follia.
Ma se è una follia val la pena di lasciarsi tentare. vedo davanti a me Amedeo Bonfanti che sapevo essere in condizioni fisiche di difficoltà. Lo punto e lo raggiungo, un saluto e volare via verso la mia meta.
Spingo spingo. Split del 41° pochi secondi sopra i 4' al km.
Bisogna andare ancora più veloce. Corri Antonio che un utopico 2:56 lì davanti ma si deve andare sotto i 4, questo dice il mio cuore, la mia mente risponderebbe: ma che cazzo dici, non puoi chiedere questo alle gambe dopo 41 km.
Ma il cuore non ammette ritrosie: bisogna spendere fino all'ultima energia. Viale finale prima del rettilineo: split al 42° kmin 3'56''.
I miei muscoli sono al limite ma ho il dovere di tirare anche gli ultimi 200 m.
Lì davanti ai miei occhi il crono mi sorride, c'è Paolo Manelli (l'organizzatore) che lo guarda è mi presenta il cinque che batto con gran vigore.
Concludo la mia 180^ maratona abbondantemente sotto le 3 ore.
Il tempo ufficiale segna 2:56'50''.
Ci sarebbero dediche, ci sarebbero rivincite ma non è tempo per questo. C'è solo da godersi questa ennesima emozione e la consapevolezza che son tornato quello d'un tempo.

martedì 29 novembre 2011

Maraton Divina Pastora Valencia

L'approccio a questa ennesima Maratona fuori degli italici lidi è sempre particolare: c'è il viaggio da smaltire, c'è una colazione spesso improvvisata, il percorso completamente sconosciuto. In questa occasione ad appensantire il peso psicologico, le attese di una prestazione cronometrica che attendo tra troppo tempo. Dopo l'1:24:30 alla mezza di Palmanova la possibilità di scendere sotto le 3 ore è ormai una realtà che però va conquistata sul filo di lana.
Si parte quindi con buone attese ma anche con la consapevolezza che lo avrei mancato per poco. Siamo in 7000 alla partenza e questo già sacrifica una ventina di secondi alla partenza, il fiume
umano è enorme e si fatica a farsi spazio; il mio riscaldamento è al solito lento. Mi ritrovo così
dopo 4 km con già una quarantina di secondi di svantaggio sulla media. Le gambe non sono fresche come al solito; sensazioni negative mi accompagnano anche se il gruppone che mi è davanti ispira buoni auspici di non rimanere solo. Mentalmente già al decimo km ammaino bandiera, mi dico di puntare in tranquillità a finire bene. Purtroppo la pressione psicologica non si allenta, non riesco a correre sciolto, non mi godo il percorso. Transito alla mezza in 1:31:45.
E' scritto: SCORDATI LE 3 ORE.
Questo dovrebbe tranquillizzarmi invece una coincidenza di fortunati eventi, il percorso favorevole e un bel gruppetto mi porta a correre intorno ai 4'08''. Si riaffaccia l'idea del miracolo.
5-6 km lungo i quali mi galvanizzo ma subito dopo gli split tornano ad essere buoni ma non ottimi inoltre avverto una sensazione di fame che mi ricorda la scarsa colazione...
Finalmente realizzo che il tempo finale sarà buono ma non quello sognato. Non guardo più il crono per qualche km, punto gli amici che mi sono davanti, ne aggancio un sacco. Cerco di raccogliere gli incitamenti del pubblico lungo il percorso, raccolgo le energie, chiedo uno sforzo supplementare alle gambe. Raggiungo Claudio Cettolo anche lui partito con obiettivi "bellici" che manca in un certo senso pur realizzando comunque il suo PB.
COMPLIMENTI Claudio di vero cuore e l'appuntamento con l'UNDER THREE HOURS è solo rimandato di poco.
Rallento inesorabilmente. Al cartello del 39° km ho un sussulto e negli ultimi due km dò il meglio di me infilando un bel 4'11'' di media negli ultimi 2,195.
L'ultimo km all'interno della Città della Scienza è da ricordare, supero un sacco di amici tenendo il passo di una ragazza che mi aveva raggiunto.
Rettilineo finale da ricordare su un palco in legno sospeso sulle acque.
Il tempo finale accreditato è 3:01'49'' con 3:01:21 di real time.
A distanza di 48 ore apprezzo di più questa Maratona che rappresenta la migliore prestazione da un anno a questa parte e mi proietta direttamente verso una ottima prova a Reggio. Ne sono certo.
Un ringraziamento agli amici del Gruppo Marciatori Udinesi che mi hanno fatto compagnia in questa trasferta ed in particolare a Andrea Marchiol che comunque ha raggiunto il suo obiettivo minimo, anche per lui un "tempo degno dell'impegno" è vicino.
In archivio anche questa 179^

lunedì 21 novembre 2011

Maratonina di Palmanova

Solo poche parole per celebrare questa ennesima partecipazione alla Mezza maratona di Palmanova che ha fatto quasi 2800 arrivati (100 + del doppio di quella di Udine) confermando di essere la migliore manifestazione regionale ed una delle migliori d'Italia.
La mia gara? Splendida!!!!
Lo schemino sopra ne descrive la bontà. Non me lo aspettavo ma le condizioni meteo e la compagnia trovata in corsa mi hanno galvanizzato riportandomi a correre a 4' al km per 21 km. Ci sono tutti i buoni auspici per le prossime maratone

martedì 8 novembre 2011

Domenica di lunghissimo

Fine settimana con grandi dubbi di maltempo quello appena trascorso. Sicuramente noi podisti non ci facciamo intimidire dalla pioggia ma quando in previsione c'è un lunghissimo con la prospettiva quindi di stare fuori per più ore un occhio al meteo non guasta. A coinvolgermi in questo allenamento in compagnia è Andrea Marchiol anche lui in preparazione come me per la Maratona di Valencia, l'accordo è per le 8 e il percorso scelto è l'ippovia che dal Parco del Cormor risale il torrente in direzione Buja.
Non ci sono dubbi che questo sia il mio allenamento preferisco, che mi permette di tenere ritmi tranquilli, di godere dell'ambiente che mi circonda senza chiedere troppo in termini di sforzo fisico al mio corpo. L'estensione non mi fa paura anche perchè l'aspetto mentale con l'approccio al Triathlon è diventato ancora più agevole.
Si parte allora, non ci sono speranze di trovare altri amici ed allora parlottando dei soliti argomenti il Rosso e il Nero si avviano lungo questa strada che coloratissima costeggia il Cormor. Nonostante le "nostre tendenze" siano agli antipodi sull'argomento politica riusciamo a discutere e concordare su molto (quasi tutto), l'unico problema è che quando Andrea si incazza aumenta il ritmo e così l'impresa di tenerlo a freno diventa ancora più complicata. Lo richiamo più volte e lui mi ringrazia ma inevitabilmente dopo poche centinaia di metri riprende a mulinare le gambe. Cambiamo argomento...e qui la concordanza è totale!!!!
Le malcapitate nei nostri discorsi avranno le orecchie che ronzano ma almeno questo immagino serva a calmare i bollori agonistici di Andrea; macchè.
A frenarlo un pochino ci pensa il percorso che intorno al 10° km sale leggermente e c'è qualche bivio che non conosce perfettamente. Incontriamo diversi podisti sulla nostra strada, tanti amici in mtb che ci superano. Viene a farci compagnia anche il sole. Procediamo fino al km 16,5 fino al cimitero di Vendoglio che diventa la nostra seconda sosta-acqua. Ripartiamo con la promessa che Andrea mi sarebbe stato accanto affidandosi al mio ritmo. Al giro di boa la media segna 4.55. Facciamo forse 1/2 km e parte. Mi arrendo, lo lascio andare incontro al suo destino. Non ho una frusta, le redini le ho dimenticate e altre forme di tortura non mi si addicono. Mi distanzia di una trentina di metri che decido di non recuperare procedendo con il mio ritmo già in progressione.
Intorno al ventesimo km incontriamo un podista che non conosco che mi saluta e mostra invece di conoscermi alla perfezione citando i miei post su questo blog, si chiama Sandro Banelli, è in preparazione per la sua prima maratona che lo vedrà esordiente a Firenze nella stessa data della nostra Valencia, naturalmente a lui va il mio in bocca al lupo per questa gara che sicuramente non dimenticherà facilmente.
Incontriamo di fronte un amico che corre a ritmo decisamente più allegro che dopo pochi minuti inverte la rotta e ci supera. Siamo ormai in zona Tavagnacco, km 26, improvvisamente vedo Andrea che si ferma, lo raggiungo e lo incito a riprendere, mi dice che è affaticato ma riprende. La logica avrebbe voluto che si accodasse ed invece riparte tenendo la testa per gli altri 2 km che ci separano dalla fontana (3° punto acqua); qui mi invita ad andare dicendo che avrebbe rallentato. So che non posso insistere, inutile forzarlo con il rischio che si fermi del tutto meglio che proceda come crede e porti comunque a termine il suo allenamento. Infatti così sara con 35 km messi nel sacco. Io riprendo la mia solitudine e provo ad affrontare lo spazio che mi separa dal parco con aggressività, alzo il ritmo, pochi secondi ma costantemente. Ogni split me lo dimostra ma me ne accorgo nel ritmo delle gambe che vanno senza sentire eccessivamente la fatica. Rientro al parco con 33 km abbondanti. Incrocio qualche amico che corre e decido quindi di completare il mio allenamento con altri 2 giri del parco completando a 37 km. Progredisco, pochi secondi ma sempre leggermente più veloce e quando sento lo split del 37° km fermo il mio cronometro che in quel momento segna 2:59'. Che sia un segno del destino questo? Sicuramente un buon auspicio. Sicuramente uno splendido allenamento che da solo non avrei fatto, un allenamento che mi sarebbe piaciuto portare a termine con l'incorregibile Andrea che ha promesso nella prossima occasione di provvedersi di redini. Una domenica mattina splendida, in compagnia che si chiude con una bibita presa insieme ad altri amici anche loro a completamento di un allenamento di corsa.

sabato 5 novembre 2011

Resoconto allenamenti Ottobre

Mese di ottobre ricco di allenamenti ma anche di riscontri in gara.
Due Maratone corse a Manzano in 3:13 e a Lubiana in 3:05 ed una ottima mezza a Pordenone in 1:26. Nonostante ciò non ho allentato per niente la morsa degli allenamenti senza concedermi nel mese neppure un giorno di riposo.
Il tempo dedicato alla corsa se escludiamo le gare è stato molto poco e di questo ho già disquisito in un post precedente; bene il nuoto con un incremento sostanziale dei km percorsi e con qualche bella seduta di soddisfazione e di qualità; in bici TANTISSIMI km approfittando di tutte le giornate in cui il sole ha fatto capolino. Sedute tranquille (poche) ma anche altre tirate.
Questo lo schema riassuntivo:
  1. NUOTO 35.500 m
  2. BICI 1132 KM in 38 ore
  3. CORSA 225 KM in 17:26'
Complessivamente 70 ore e 31 minuti che sono certamente un volume altissimo in questa stagione. La nota fondamentale è che mi sono veramente divertito non lasciandomi condizionare dalla fatica.