Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






giovedì 6 dicembre 2007

Maratona di Bruxelles 2006

BRUSSEL MARATHON Bruxelles 27-8-2006 Dopo un lungo digiuno, ormai quasi in crisi di astinenza da “lunghe”, mi ripresento ai nastri di partenza di una 42 km. Alla ricerca di un clima tollerabile in agosto mi sono spinto fino a Bruxelles, maratona che avevo già corso l’anno passato.La manifestazione che prevede anche percorsi alternativi (5-10-21.097 km e una mini run per i più piccoli) è ben organizzata in tutti i suoi aspetti ma non è senz’altro tra quelle che si possono dire indimenticabili: una maratona di terza fascia delle italiane con la “colpa” di avere un grande sponsor alle spalle (la ING che sponsororizza anche NY e molti altri grandi eventi).Si tratta di una gara con meno di mille partecipanti dove tutto si svolge in tono minore: centro maratona piccolo e poco affollato, partenza molto tranquilla anche se il luogo che la ospita è imponente e ti fa sentire piccolo piccolo, fino a pochi minuti prima dello start taceva anche il timido speaker.Il percorso si snoda dopo un breve passaggio nella zona centrale della capitale belga lungo amplissimi viali e si porta in direzione del sobborgo fiammingo di Tervuren, il ritorno ancora sugli stessi vialoni, fiancheggiati dal verde dei prati; passaggio anonimo di nuovo dall’Arco a tre fornici posto nel parco del Cinquantenario e picchiata verso il cuore di Bruxelles: la Gran Place.Lo scenario d’arrivo è straordinario, una delle più belle piazze del mondo, peccato che il tutto si svolga in un frastuono assordante dei gruppi musicali che allietano (???) gli astanti (e negano la veduta della piazza ai turisti).Ristoro finale striminzito, deposito borse e spogliatoi situati a oltre un km dall’arrivo e per chiudere medaglia ricordo da dimenticare:un pezzo di metallo dorato o poco più.Nonostante questi aspetti critici questa gara mi piace e ci ritornerò perché la città merita, perché si corre in tranquillità e si affronta uno tra i percorsi più difficili tra quelli da me corsi, ideale per testare le gambe per l’autunno.La mia gara.Sensazioni negative alla partenza: oltre agli ormai cronici problemi tendinei (a quando l’intervento?) non riesco a trovare il quid che mi sblocchi.In attesa dello start vedo, intento ad immortalare il grande monumento del Parco del Cinquantenario, Mario Liccardi e una combriccola di bolognesi.Pochi minuti prima della partenza il clima è freddo , una leggera pioggia infastidisce, tira vento, lo sparo dello starter giunge liberatorio per riscaldarsi un pochino.Primo km in discesa per uscire dal Parco immergersi nel quartiere sede della Commissione Europea e puntare verso il Parlamento.Mi sono ripromesso di partire tranquillo a 4’30’’ al km, non è semplice mantenere costante l’andatura perché è un succedersi continuo di salite e discese, lunghissimi sottovia che rompono il ritmo; prima della partenza ho visto un italiano in canotta rossa, mi è davanti ma riesco a scorgerlo ripetutamente e inquadrarlo meglio nel passaggio verso il 9° km all’interno di uno stupendo parco che percorriamo più volte incrociando gli altri podisti.Continuano i saliscendi, per fortuna non piove più, il clima è ideale, il cielo è coperto. Poco prima di transitare alla mezza ci aspetta una salita di 2 km che ricordavo interminabile e durissima dallo scorso anno.Quest’anno che sono meno in forma lo è ancora di più e molti mi sfilano approfittando dalla mia scarsa attitudine alle salite.Transito alla mezza insieme ad un podista di Brescia in 1:36’21’’, sono in 103^ posizione; subito dopo lui mi riferisce di non riuscire a tenere questa andatura, viceversa io so che adesso comincerà la mia corsa.Una serie di lunghi viali in un parco immenso ci porta nella città fiamminga di Tervuren nel centro della quale al km 25 corono l’inseguimento dell’amico italiano in maglia rossa.Ancora una asperità da affrontare per raggiungere la sede del Museo dell’Africa all’interno del parco poi si imbocca un rettifilo di 4 km che sembra interminabile anche e soprattutto perché dal 30 al km 32 è tutto in salita e controvento.Le gambe girano benissimo, nei pressi di una rotonda vedo un segnale che indica la direzione per Waterloo, opto per il centro di Bruxelles per oggi, la debacle clamorosa la lascio a Napoleone e a qualche suo odierno estimatore. Fino al 35° km si va in leggera discesa, sto costantemente sotto i 4’ al km, supero tantissimi concorrenti, ognuno è un obiettivo parziale.Ormai lo spento plotone dei maratoneti è confluito nel fiume dei “mezzi”; lì davanti ricompare l’arco sede della partenza e dove è posta la tabella del km 39. Vado, vado a tutta, un rapido saluto alle mogli degli amici bolognesi e via in picchiata verso la Gran Place.Taglio il traguardo in 53^ posizione col tempo finale di 3:07’09’’ percorendo una seconda parte di gara in 1:30’50’’ quasi 6 minuti meglio della prima avendo recuperato ben 50 posizioni: una vera e propria iniezione di fiducia.Arrivederci Bruxelles, alla prossima.