Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli.

Perle di saggezza

Se vuoi correre, corri un miglio. Se vuoi conoscere una nuova
vita, corri la Maratona!


Emil Zatopek (citazione segnalatami da Giovanni Chessa)

Me medesimo in numeri

213 MARATONE corse



PB 2:36'28'' 08.10.2000 GoldMarathon Cesano Boscone (MI)







un centinaio di MEZZE corse



PB 1:13'09'' 01.10.2000 Udine







cinque 6 ORE




PB 73,096 km (Buttrio 2014)







cinque 100 km (4 Passatore)



PB 8:51'28'' giugno 2005 in pista Fagagna (UD)



PB Passatore 9:09' 2004 Firenze-Faenza







una 12 ORE



PB 119,571 km
31-08-2014 Passons (UD)







3000



PB 9'39'' San Vito al Tagliamento (PN)







5000



PB 16'27''







10000



PB 35' 36''







3 VOLTE IRONMAN FINISHER






giovedì 19 marzo 2009

Maratona di Roma - mi si è scoppiato il palloncino

Stamattina apprendo che non sarò più pace-maker domenica alla Maratona di Roma, mi si è scoppiato il palloncino. Sarò comunque presente ma libero di correre al mio ritmo. Il gruppo che cura gli assistenti di gara ha avuto qualche problema di distribuzione e mi si chiedeva di passare a condurre il ritmo delle 3:15.
Senza remore ma anche senza alcun dubbio ho rinunciato: la sfida con le 3 ore voglio che continui ancora per qualche tempo tra me e la maratona.
Indosserò quindi la mia canotta societaria con la scritta Antonio e la bandiera italiana nonchè naturalmente la mia bandana. In libertà ma sempre agguerrito ed intorno al ritmo delle 3 ore.

Festa del papà ...da leccarsi i baffi

Immancabile l'appuntamento con la Zeppola di San Giuseppe (nella foto), dolce tipico dell'Italia meridionale ed anche del Salento. Vengono preparate generalmente nel periodo di San Giuseppe (19 marzo) tanto da essere un dolce tipico della festa del papà. Gli ingredienti principali sono la farina, lo zucchero, le uova, il burro e l'olio d'oliva. Nella tradizione esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte e al forno. In entrambi i casi le zeppole hanno forma circolare con un foro centrale dal diametro di 2 cm. circa e sono guarnite ricoprendole di crema pasticciera. Anche nel Salento le zeppole vengono preparate per la festa di San Giuseppe e in alcuni paesi dove si preparano le tradizionali "Tavole di San Giuseppe" vengono utilizzate come ultima pietanza, per dolce. Tra le varianti preparate in casa vi sono zeppole intrecciate a forma di "elle" minuscola, fritte e passate ancora calde nello zucchero. Queste zeppole non hanno tipicamente la crema. Questi gli ingredienti: 500 g di farina, 1/2 litro di acqua, l0 uova, 100 g di strutto, zucchero semolato q.b., un pizzico di sale, olio per frittura, crema pasticcera q.b. Mettete sul fuoco in una casseruola l'acqua, il sale e lo strutto. Quando inizia a bollire, toglietela dalla fiamma e versate di colpo la farina. Rimettete la casseruola sul fuoco e incorporate bene il tutto, in modo da formare, sempre rimestando, una pasta consistente. Quando la pasta si staccherà in una sola massa a casseruola, spegnete la fiamma. Aggiungete le uova, una per volta, rimestando continuamente l'impasto. Lasciate riposare per mezz'ora. Con un sacco "a poche" con bocchetta a stella del diametro di circa tre centimetri realizzate su fogli di carta oleata di strutto delle ciambelle toroidali di una decina di centimetri di diametro. Per la frittura occorrono due padelle colme di olio a differenti temperature; passate le zeppole prima nella padella con olio a temperatura tiepida, onde si gonfino e si rassodino, quindi passatele nella seconda padella, a temperatura maggiore perchè finiscano di cuocere e acquisiscano un'invitante colorazione bruno dorata. Sgocciolatele, e quando si raffreddano cospargetele di zucchero semolato, quindi guarnitele, a mezzo della sacca, di crema pasticcera e spolverizzatele di cannella in polvere.
Fossi stato nel mio Salento me ne sarei "strafogato" almeno 7-8 di zeppole invece sono costretto a guardarle in foto...
...ma fussi ca fussi che anche qui a Udine qualche pasticceria le conosca?

mercoledì 18 marzo 2009

Maratona di Roma - Uno sguardo al passato

Domenica sarò a Roma per correre la Maratona più partecipata d'Italia. Per molti è la migliore, per me assolutamente no e questo giustifica il poco affetto che mi lega a questa gara. E' difficile rintracciare le ragioni ma provo a buttarne lì qualcuna: percorso accidentato, nei primi anni il tratto da percorrere sui sanpietrini era rilevantissimo ora molto meno, in alcune edizioni molto tortuoso, infine la vera ragione forse è che mi fa andare su di nervi il fatto che ogni anno ci siano un sacco di tagliatori. Ebbene si, non bisogna tacerlo: sul percorso della Maratona di Roma si può tagliare con molta facilità e tanti lo fanno. Tanti più che in ogni altra maratona d'Italia e questo mi disgusta.
Detto questo faccio un breve excursus sulle mie precedenti 5 partecipazioni:
  • 12-03-1995 3.20.41
  • 24-03-1996 3.24.29
  • 16-03-1997 2.40.27
  • 29-03-1998 3.02.51
  • 26-03-2006 3.11.57

Nel 1995 era la mia seconda maratona in assoluto e dopo la tremenda cotta di Venezia '94 fu un grande risultato portare a termine la gara senza camminare e come si può vedere dalla foto ero ancora ben lontano da essere ritenuto un atleta con il mio marsupio in vita, il cappellino da tapascione e l'andatura da podista in vacanza. Ho ancora nella mente la tremenda salita che portava su a Villa Borghese, rimarrà un ricordo indelebile per la sua durezza. Per fortuna dopo qualche anno decisero di toglierla.

Nel 1996 nonostante avessi già messo su qualche esperienza riuscii di nuovo a cuocermi percorrendo nel finale diversi tratti di passo.

Nel 1997 mi ero preparato a puntino e finalmente ottenni un grandissimo risultato arrivando anche tra i primi 50, stabilii un 2:40 di tutto rispetto che rimane uno dei "capolavori" della mia "carriera".

Nel 1998 corsi senza infamia e senza lode non riuscendo a stare sotto le tre ore.

Una lunga assenza fino al 2006 quando avevo accettato in prima istanza di fare il pace-maker ma all'ultimo momento causa un infortunio vi rinunciai, la gara andò si dalla partenza a remengo, dopo la metà fui costretto anche ad un pit-stop improrogabile (e mi trovavo in pieno centro, non vi dico la soluzione scelta per paura che qualche romano ricordi). Rientrato dai box senza ormai speranze di un risultato accettabile mi misi al fianco dell'amica Marilena Dall'Anese e l'aiutai a fare quello che ancora ora è il suo primato personale: 3.11.57

lunedì 16 marzo 2009

Maratonina di Brugnera

Di seguito tutti i podi del campionato regionale di Maratonina FVG femminile:

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e maschile

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Per le classifiche ufficiali cliccare il banner TDS sottostante

domenica 15 marzo 2009

Maratonina di Brugnera (PN)

Prima della partenza lo avrei sottoscritto ad occhi chiusi un riscontro cronometrico sotto 1:23' quest'oggi. Le sensazioni dopo la salita e soprattutto la discesa di Castelmonte di mercoledì non erano delle migliori, le coscie doloranti ed i polpacci pesanti. Probabilmente è bastato il riposo di sabato per recuperare e poi la mia solita metamorfosi da clima agonistico.
Di solito faccio un pronostico prima di ogni impegno, stavolta invece avevo rinunciato proprio perchè non avevo idea di cosa potesse succedere. Appena arrivato a Brugnera mi ha avvicinato Sonia Conceicao Lopes con la quale lo scorso anno avevo condotto gran parte della gara ed in altre occasioni avevamo diviso la fatica di mezze e maratone. Le ho subito risposto che in questa occasione i suoi ritmi per me erano proibitivi e in effetti il suo 1:17' (credo, non ho ancora la classifica ufficiale) era improponibile ed in effetti ha vinto con relativa facilità la gara.
Sono partito di buona lena anche per uscire fuori dal folto del gruppo (eravamo in oltre 800 alla partenza), all'interno dello splendido parco di Villa Varda mi sono fatto prendere la gamba correndo la frazione più veloce di tutta la gara. Davanti a me il gruppo ha cominciato a sgranarsi mentre il mio ritmo si attestava intorno ai 3'50'' al km, come di consueto i "soliti noti" a farmi compagnia, Paolo del San Martino, Cristian Gerussi, ed altri.

Dopo il sesto km ho leggermente rallentato tenendo d'occhio il gruppetto davanti e cercando di non spendere eccessive energie.
Solo dopo il ristoro verso il 13° km ho ricominciato a spingere per vedere di recuperare qualche posizione e tentare di strappare un risultato di 1:21' che mi sembrava alla portata.
Cristian è stato il mio punto di riferimento, lo vedevo ancora pimpante anche se il mio svantaggio si riduceva ma molto lentamente e quasi impercettibilmente.
Sorpassare Chiabai (vecchia volpe) mi è sembrato troppo facile per essere vero ed infatti qualche km dopo ha dato uno strappo e mi ha piantato lì.
Ho affiancato Cristian che mancavano ormai pochi km e l'ho incitato a proseguire con l'obiettivo di poter chiudere sull'ora e 20' (Cristian finirà poi in 1:20'17'').
Il finale è stato faticoso, un leggero strappo mi ha fatto "schizzare" il cuore a 160 bpm per un solo momento in tutta la gara.
Sul rettilineo finale ho guardato il cronometro che segnava ancora 1:19' ma le forze erano ormai troppo poche per tentare il colpaccio. Penso di aver tagliato il traguardo in 1:20' netto [la classifica ufficiale mi gratifica ulteriormente attribuendomi 1:19'59''] anche se sia il responso del garmin che la mia sensazione è che mancassero qualche centinaio di metri (forse 200-250). Anche se fosse si tratta sempre di un ottima prova della quale sono soddisfattissimo e che mi lancia verso il doppio impegno di maratona di Roma e Treviso con gran fiducia.
Una citazione di merito per i miei compagni di squadra Luca Pascolo e Adriano Gabrieucig che hanno terminato entrambi in 1:17'. Da loro mi aspetto un grande exploit nelle prossime maratone.

venerdì 13 marzo 2009

vesciche

Il più stupido degli incidenti che possa capitare ad un podista è quello di incappare nelle vesciche ai piedi. Molti sono predisposti e la loro convivenza con il fastidio è eterna. Per fortuna non ho mai avuto grossi problemi e mai praticamente hanno condizionato le mie gare.
Il caso ha voluto che le ultime due paia di scarpe acquistate, le Asics Cumulus 10 e le Mizuno Aero III mi stiano dando entrambe dei problemi.
La natura del problema e la cura dello stesso sono abbastanza ben descritti nell'articolo allegato a questo link:
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il problema diventa un po' più fastidioso quando le stesse vesciche si trasformano in vero e proprio "callo" duro (ci sarà una definizione medica?) che dà fastidio fino alla sua completa eliminazione-caduta.

giovedì 12 marzo 2009

La discesa ...il giorno dopo

Era inevitabile che la discesa di ieri si facesse sentire. Oggi le gambe facevano veramente male, correre in discesa anche solo per 8 km ma a ritmi elevati "fa più danni" di una maratona.
Oggi dopopranzo avevo voglia di godere della splendida giornata di sole e di digerire la salita (e la discesa) di ieri; probabilmente fossi rimasto da solo non avrei percorso più di 8-9 km molto lenti.
Per fortuna subito dopo la partenza ho incrociato le mie due di compagne di squadra Anna e Antonella Parrella con le quali il mio lento è scivolato via senza problemi discorrendo della mia maratona di Barcellona, della Belluno-Feltre di Anna e dei prossimi impegni a Brugnera per la mezza di Campionato Regionale e per il Campionato Italiano di maratona a Treviso.
Complessivamente 11 km tranquillissimi e domani giornata libera e chissa? ci inventeremo qualcosa?

mercoledì 11 marzo 2009

500 m di dislivello tanto per gradire

Avevo voglia di una corsa rigenerante dell'animo, non di un'allenamento, di partire e correre e prima o poi tornare al punto di partenza. Diversi anni fa avevo percorso una salita (classica per molti friulani) che raggiunge un Santuario molto noto in Friuli in località Castelmonte.

Ci sono diverse strade per raggiungerlo; stamattina con un po' di fatica sono riuscito a ritrovare il punto di partenza per prendere la salita dal lato che volevo io.
Poco dopo la partenza ho visto una ragazza che evidentemente aveva la stessa mia meta, raggiungere la cima e poi prendere la via del ritorno. Quando l'ho superata ho notato che andava con un passo decisamente leggero ed esperto ma non era un volto conosciuto.
Ho affrontato la salita con un passo deciso ma non spinto, con impegno ma non al massimo dell'impegno cercando di dare anche un'occhiata intorno; i 7 km e mezzo di salita sono filati lisci senza grossi problemi.
Ho optato per una via del ritorno diversa dalla salita in modo da allungare e provare una strada diversa, non correvo il rischio di perdermi perchè è la strada principale ma di allungare di un tot forse si.
Sulla discesa naturalmente il ritmo è salito di molto ed ho lasciato andare le gambe, quando ho raggiunto il piano ho sfruttato la facilità di corsa per cercare di non calare terminando poco sopra i 4' al km.
Al termine il mio Garmin segnava 17,8 km in poco più di 1:26' ad una media di 4'49'' al km ed una FC media di 138 bpm.

Sorpresa! all'arrivo chi ti ritrovo sul luogo della partenza? La stessa ragazza che avevo salutato in partenza, aveva scelto una via leggermente più breve per la discesa. Inevitabile capire se si trattava di un'atleta vera. Si tratta di una appassionata di tutti gli sport "da duri" e si è fatta in bici tantissime "salite vere" delle alpi italiane ed austriache: Stelvio, Mortirolo, Zoncolan...
La stoffa si vedeva che c'era...
Ah, dimenticavo! Tutta questa corsa con un sole bellissimo che ha illuminato la mia bellissima uscita "strana"

lunedì 9 marzo 2009

Pena del contrappasso?

Oggi giorno di riposo dalla corsa ed io ne approfitto per commentare una notizia di cronaca di quelle secondarie ma che fanno pensare.
Non è facile capire i motivi che spingono gli individui a partire volontari per la guerra. L'amore per il rischio? Il bisogno di uscire dalla routine? I guadagni facili da mercenari? [......]
Per leggere tutto l'articolo cliccare qui.
E' morto il carceriere Santos Cardona che nel carcere iracheno di Abu Ghraib aveva torturato prigionieri iracheni con l'ausilio di cani. Per questo era stato condannato. Ma non contento e forse assecondando il suo istinto sanguinario aveva scelto di tornare sugli scenari di guerra in Afghanistan.
Ebbene nei giorni scorsi scendendo da un'autoblindo con al guinzaglio il suo fido cane è esploso su una mina.
Il Sommo Poeta Dante aveva assegnato le pene ai dannati usando la legge del contrappasso, in questo caso è stato il caso a vendicare l'umanità delle atrocità che aveva commesso Santos; mi dispiace solo che insieme a lui sia morto anche il cane inconsapevole ed incolpevole vittima della cattiveria degli umani.
Fermo restando la mia contrarietà ad ogni forma di guerra e violenza, ferma restando la mia contrarietà alla tortura e alla pena di morte, il mio pensiero istintivo leggendo questa notizia è stato: ben gli sta!!!
Perdonate questa mia esternazione.

domenica 8 marzo 2009

Lunghissimo in fortissima progressione

Uno straccio, mi sento come uno straccio strizzato ben bene dopo aver svolto la sua funzione.
Perchè? Semplicemente per aver seguito la mia passione, per aver seguito il mio istinto che mi diceva che una giornata di sole come quella odierna non si poteva sprecare. Ma se avessi semplicemente corso ciò non sarebbe accaduto, ho voluto tener compagnia ai miei amici Stefano e Renato che affrontavano l'ultimo lungo prima di Roma.
In partenza con noi hanno corso anche Alessandro (rientro dopo diverso tempo) e Max, poi loro si sono defilati mentre noi avevamo come obiettivo 33 km da fare possibilmente in progressione.
Alcuni giri nel parco poi fuori, seguendo l'ippovia, in leggera salita quindi su terreno completamente sterrato tenendo il ritmo costante intorno ai 4'40'' al km.
Ai 21 km giro di boa e ritorno; sapevo che Stefano aveva intenzione di andare in progressione...è in grande stato di forma (domenica ha fatto 1:20'26'' in una mezza) ora la Maratona sotto le 3 ore non può e non deve sfuggirgli.
Mi metto in testa a tirare per avere una progressione gestibile, ho piacere che il suo allenamento proceda per il meglio ma onestamente voglio anche cercare di stargli dietro il più possibile (il vecchio leone prima di cedere le armi al giovane successore vuole vender cara la pelle).
L'ippovia offre continui saliscendi, difficile avere riscontri cronometrici attendibili nei vari laps, bisogna sentire il ritmo nelle gambe...e le mie gambe seppure affaticate dalla fatica di Barcellona ancora sanno rispondere. Percorriamo 12 km in forte progressione senza scambiare una sola parola, dandoci il cambio 3-4 volte. Gli ultimi km si "vola" a poco più di 4' al km.
Complessivamente la media finale è stata di 4'32'' al km, la FC media 133 bpm.
Riesco a tenergli testa fino alla fine, ora se non fa scelte scellerate a Roma il record è a portata di mano ed abbondantemente. Renato saggiamente ha proceduto per la sua strada completando i sui 33 km con il ritmo che aveva preventivato di tenere ed anche per lui si prospetta un miglioramento del PB.

Io porto a casa un bell'allenamento e se stasera sono uno straccio o, per essere più poetico, uno splendido fiore stretto da una bellissima mano ne sono felice...domani è un altro giorno.

sabato 7 marzo 2009

Mattinata al Parco

Oggi un assaggio di primavera, un bel sole, una temperatura intorno ai 15-16°C un venticello che disturbava un pochetto ma complessivamente una bella giornata da godere appieno. Quale migliore occasione da sfruttare per andare a trascorrere qualche ora all'aria aperta, meta facile da raggiungere è il Parco del Cormor. Anche mia moglie Gabriella oggi in vena di lasciar andare l'istinto podistico e Giulia disposta a seguirci in bici. Alle 11.30 siamo tutti al parco. Ho appena il tempo di sintonizzare il mio Garmin sui satelliti che sopraggiunge Max con il quale parto (dopo aver messo in chiaro la mia necessità di ritmo tranquillo), un saluto a moglie e figlia e si parte; anche Gabriella parte subito a girare ma in senso contrario al mio, Giulia inizia il suo giro in bici provvista anche di digitale per all'occasione fissare qualche immagine. Dopo un paio di giri si unisce a noi anche Luca, si parla di gare, della maratonina di Gorizia, della maratona di Barcellona ed intanto il ritmo sale leggermente. Concludo il quinto giro con Max che già si viaggia a 4'20'', le sensazioni sono molto differenti rispetto a ieri, le gambe vanno. Rimasto da solo opto per provare il finale in progressione: sesto giro a 4'16''; visto che siamo in ballo, balliamo.

Decido per un settimo ed ultimo giro a tutta, risultato 3'58'' al km. Sono soddisfatto! Qualche minuto di stretching ed anche Gabriella conclude la sua oretta di corsa. Anche Giulia ha fatto i suoi 7 giri del parco in bici (peraltro con un rapporto inserito alla sua mountain-bike che l'ha costretta a fare un sacco di pedalate). Il tempo di cambiarsi e si va ad occupare un angolino di parco per un picnic con pizza fatta al forno di casa, birra e Cipster.

Domani è un altro giorno, per oggi è sufficiente così. A proposito di domani...archiviate le velleità di gara farò da compagno di allenamento a Renato e Stefano nel loro lunghissimo e sono sicuro che anche altri si uniranno al nostro gruppo.

Stanchezza e Maratona di Vienna

E' trascorsa quasi una settimana dalla Maratona di Barcellona ed ora riesco ad analizzare a freddo meglio ciò che è accaduto nella capitale catalana.
Si è trattato di una delle gare da 42 km nella quale ho speso di più, sia in termini di energie nervose che fisiche.
Mi spiego:
  • energie nervose--correre per una intera maratona con la paura che da un momento all'altro potesse riemergere il risentimento muscolare mi ha portato a non staccare mai la spina dell'attenzione dalla strada, ho affrontato quasi tutte le curve della prima parte di gara in modo largo per essere tranquillo di non incocciare qualcuno davanti, ho fatto attenzione a tutti quei tratti dove il terreno fosse sconnesso, ed infine nei numerosi tratti di saliscendi ho cercato sempre di andare regolarmente senza strappi.
  • energie fisiche-- tranne i primi km ho impresso alla mia corsa un ritmo sempre sostenuto, in linea generale nelle altre maratone mi concedo sempre uno step "di riposo", 4-5 km di rallentamento (bastano anche 2-3 secondi al km) prima di ripartire; in questo caso è stato un continuum di spinta. ed infine l'ultimo tratto, che aveva una pendenza rilevante, l'ho affrontato a tutta.

Il risultato di tutto questo è che le gambe sono decisamente provate, in questa settimana ho fatto 3 uscite di scarico di 8,11 e 14 km nelle quali non ho provato alcuna sensazione di piacere di correre ma solo di pesantezza e sofferenza. Per fortuna ieri ho trovato prima Michele ad accompagnarmi e poi insieme a lui tutto il resto del gruppo di amici che procedeva "di lento".

Tutto sommato quest'esperienza è positiva, mi ridà la consapevolezza della Maratona come battaglia, da pianificare, da impostare e condurre tatticamente al meglio.

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OPERAZIONE SACHER TORTE

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Intanto ho in parte modificato i miei appuntamenti primaverili: cancellata la partecipazione a Torino (impossibile garantire in tranquillità il ritmo da pace-maker delle 3 ore) mi sono iscritto alla Maratona di Vienna dove sarò presente con molti amici. In maniera spiritosa chiamerò la spedizione viennese "OPERAZIONE SACHER TORTE". Allo stato attuale risultano iscritti 11 compagni di squadra dell'Atletica Buja (ma uno si è già dichiarato renitente), il gruppo sicuramente si infoltirà con gli iscritti alla mezza. Naturalmente terrò informati sull'evoluzione dell'operazione.

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giovedì 5 marzo 2009

Maratona di Barcellona - ancora foto

Ancora qualche foto di Barcellona.

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Andrea Marino.
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L'udinese Verardo

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Il goriziano Sergio Bregant
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martedì 3 marzo 2009

Maratona di Barcellona

La Maratona di Barcellona tenta il salto di qualità in questa 31^ edizione ponendosi l'obiettivo di raggiungere i 10.000 iscritti e per poco non ci riesce; al traguardo risulteranno transitati al traguardo 8229 concorrenti.E' la dimostrazione che la capitale catalana considerata la sua natura prettamente turistica può aspirare a diventare sede di una delle più partecipate maratone europee.Le caratteristiche ci sono tutte: ottima organizzazione, clima ideale anche a principio di marzo, entusiasmo e partecipazione del pubblico, disponibilità della città ad accettare la chiusura del traffico in tutta la città per tutta la mattinata.Expo' e location della zona arrivo sono disposti in Placa d'Espanya, a valle del Montjuic; l'expo' all'interno della fiera si trasforma in enorme spogliatoio al coperto la mattina della gara e ottimo momento di ritrovo alla fine con la disponibilità di circa 200 panche per massaggi che rendono questa operazione possibile per tutti e non solo per i pochissimi fortunati.Tutti i servizi funzionano al meglio lungo il percorso che è completamente chiuso al traffico, se proprio si vuole trovare una pecca si deve recriminare sulla consegna sacche resa difficoltosa dalla ristrettezza dell'ingresso all'Expo e dalla eccessiva comodità dei podisti che a volte sono poco rispettosi degli orari imposti.La partenza è fissata per le 8.30, orario insolito soprattutto per il fatto che la luce del mattino è venuta fuori da poco; alle 7, ora fissata per il ritrovo era praticamente buio pesto. Sono stato tra i primissimi a giungere tanto è vero che le porte erano ancora chiuse e chi mi ritrovo? Quel “gran pensatore” della maratona sulla sabbia che è Francesco Capecci; all'interno dell'Expo possiamo terminare le operazioni pre-gara ed avere l'occasione di fare nuovi incontri: il gruppo degli Amatori Velletri capeggiato da Gianluca “Hulk” Belardini, i due dell'Atletica Rotaliana Nicola e Stefano Pretto con i quali è d'obbligo la foto e l'in bocca al lupo per la gara.La strada della partenza è ampia ma è inevitabile l'intasamento nonostante sia riuscito a partire nelle prime posizioni, tutti hanno fretta...meno che me che invece mi impongo la calma per evitare spiacevoli intoppi come quelli della recente disavventura veronese (ritiro forzato dopo appena 6 minuti di gara).Ci si dirige verso uno dei monumenti meno storici ma più simbolici della città catalana, simbolico soprattutto per chi come me quarantenne ricorda con gran passione le avventure dell'Italia Mundial del 1982 quando al Camp Nou la nazionale di Rossi-Tardelli-Altobelli ci faceva sognare. Si percorre un tratto della Diagonal una delle strade principali di Barcellona, è amplissima eppure al nostro passaggio si riempie di gambe che spingono a sfidare i continui saliscendi che caratterizzano i primi km. Poco prima del 10° km decido di superare i pace-maker delle 3 ore che mi erano stati davanti, troppo intasamento, si rischia di perdere i ristori, si è costretti a far tutte le curve larghe, l'entusiasmo è pericolo, l'inciampo è dietro ad ogni angolo ed io oggi non mi posso permettere nessun passo falso.Le gambe vanno bene, diverse volte sfioro i 4' al km ma la mia FC è tranquillizzante e le sensazioni bellissime; nel passaggio in Placa Universitat trovo a salutarmi mia figlia Giulia e la moglie Gabriella, è una sorpresa, con loro avevo appuntamento più avanti.E' una ulteriore iniezione di entusiasmo, un bolo provvidenziale che si somma alla infusione continua che il pubblico posizionato in molti punti del percorso propina. La scelta di indossare la maglia personalizzata con nome e bandiera tricolore è ottima, gli incitamenti sono numerosissimi: Vai Antonio, Forza Italia (nella versione apartitica spagnola, naturalmente), Vinga Antonio, Animo, Som-hi.Scorrono i km e ai nostri lati si succedono i monumenti storici di Barcellona, transitiamo vicino alla Pedrera, all'Hospital de Sant Pau e poi senza nemmeno accorgersi ci si presenta sulla destra l'imponenza della Sagrada Familia.Il genio di Gaudì concepì questa “follia”; chissà quando verrà posta l'ultima pietra ma l'imponenza e l'architettura è al di fuori dell'immaginazione di una personale normale.Poco dopo il 20esimo km il percorso si snoda in modo da incrociarsi più volte intorno alla Torre Agbar (una costruzione simil-supposta estrosa ma ...).Il passaggio alla mezza segna 1:27'20''.Riprendiamo la Gran Via delle Corts Catalanes, lunghi viali che però non sono monotoni, i gruppi musicali ed i capannelli di pubblico si succedono.Altro tratto di andata e ritorno sulla Diagonal prima di poter fermare il cronometro sullo split del km 30.

Supero in questo tratto Paola Sanna, la straordinaria ultramaratoneta bergamasca che terminerà la sua gara al terzo posto assoluto, la incito e so che dovrò correre forte se non voglio vedermela piombare alle spalle considerata la sua esperienza sulla lunga distanza.Ci avviamo ormai verso la costa, l'entusiasmo è altissimo, l'incidente è possibile, da un momento all'altro potrebbe accadere che la gamba si rifiuti di proseguire ma intanto io spingo; i sorpassi sono molto numerosi, al 32° comincio a pensare al gran risultato, le tre ore ormai sono quasi acquisite.Percorriamo un lungo tratto di costa, alla nostra sinistra un mare calmo ci accompagna, transitiamo nel porto olimpico, la Ciutadela, si attraversa l'Arc de Triomf, poi si raggiunge Placa Catalunya.Gabriella e Giulia sono ad aspettarmi, l'opera è quasi completa, il loro sorriso e il loro saluto è il suggello per continuare nella mia “impresa”.Entriamo per un tratto sulla Rambla, in questo momento è proibito passeggiare, bisogna correre ed io lo faccio alla grande, nessun risparmio; ogni tanto guardo il cronometro, le gambe sono stanche ormai ma il ritmo non cala, l'impresa si sta concretizzando.Intorno al 40esimo km un folto pubblico ci incita, sento ripetere tante volte il mio nome, Vinga Antonio, Animo Antonio. Me lo ripeto, so che mi attende un tratto duro, il tratto rimenente è tutto una leggera ascesa verso Placa d'Espanya ma il transito tra le colonne sarà il gran premio finale.Nonostante la salita il mio ritmo è sui 4' al km, affronto l'ultima curva, il gran viale dell'arrivo è tutto per me. Vedo il cronometro che corre veloce, segna 2:53', pochi passi e scatta 2:54' ormai è fatta questo obiettivo non potrà sfuggirmi.A braccia alzate termino in 2:54'40'', sono 217esimo e 13esimo degli italiani. Pochi secondi dopo di me giunge Paola Sanna, la vado a salutare e complimentarmi con lei, riesco a recuperare anche una foto.Prima della partenza avrei sottoscritto un secondo sotto le tre ore, ne ero poco convinto; la “mia fatal Verona” è stata vendicata. Nella maratona come nella vita forse quando meno te lo aspetti ti viene restituito ciò che ti era stato tolto...basta attendere e non a braccia conserte naturalmente. La Maratona di Barcellona è una gran bella gara che sicuramente rifarò per riassaporare il calore e l'entusiasmo. Una gran prova hanno anche fatto i miei corregionali Andrea Marino, triestino che con 2:39'51'' seguito da Sergio Bregant con 2:44'19'' che sono stati rispettivamente 3° e 4° tra gli italiani arrivati al traguardo.

lunedì 2 marzo 2009

Maratona di Barcellona - Updating solo numeri e foto

  • La Maratona di Barcellona vede all'arrivo 8229 arrivi su circa 9300 iscritti annunciati.
  • Circa metà sono provenienti dall'estero.
  • Numerosissimi gli italiani (io con il mio 2:54' giungo solo 13°).
  • La bergamasca Paola Sanna 3^ assoluta.

Riflessioni statistiche sulla mia gara.

  • Il mio Garmin segna 43,11 km percorsi (in effetti ho percorso molte curve larghe in tutta la prima parte di gara.
  • partenza decisamente prudente, ecco i parziali ogni 5 km segnati dal Garmin:
  • 21'15'' 4'15'' al km 21'29''
  • 19'51'' 3'58'' al km 20'17''
  • 19'53'' 3'59'' al km 20'23''
  • 20'13'' 4'03'' al km 20'21''
  • 19'44'' 3'57'' al km 20'07''
  • 19'48'' 3'58'' al km 20'08''
  • 20'35'' 4'07'' al km 20'45''
  • 20'37'' 4'08'' al km 20'57''
  • 12'41'' 4'05'' al km 10'13''

In rosso il dato effettivamente rilevato al mio cronometro.

I dati del Garmin si differenziano di molto da quelli rilevati allo split di ogni km. Non so dare una spiegazione plausibile nè mi faccio molte "seghe mentali" su questo. Un dato è certo: gli ultimi 2,195 km li ho corsi fortissimo e non certamente nei 10'13'' che ho rilevato. Dato da incorniciare:
  • prima parte di gara in 1:27'20''
  • seconda parte di gara in 1.27'20''
  • Media complessiva 4'08'' al km (il Garmin segna 4'03'').
  • FC media 146 bpm
  • FC Max 163 bpm allo sprint finale

La pendenza indica una gara sicuramente molto difficile nella prima parte ma anche l'ultimo km non era niente male. Si tratta della mia 152 maratona delle quali 111 sotto le tre ore. La serie delle under three hours continua ed ora sono a 12 consecutive.

domenica 1 marzo 2009

Maratona di Barcellona - prime news

Dopo l'ultima disavventura veronese con il ritiro prima ancora di aver assaporato il clima della gara oggi l'imperativo categorico era terminare, portare a casa il risultato. Come si sa in tutte le trasferte che coniugano gara a turismo il sabato e' sempre una giornata campale, cosi' e' stato anche per me, sabato ho fatto moltissimi km, inoltre la cena non era il classico pieno di carboidrati, la nottata quasi del tutto insonne. Tutto deponeva verso il peggio ed invece ti viene fuori la gran giornata, la gran prestazione, le gambe che vanno come se nulla fosse stato nelle ultime settimane. Partenza prudente decisamente dietro i palloncini delle 3 ore, il clima e' buono anche se tendente all'umido con una sottile pioggerella che non disturba. Essere nel vivo di una grande maratona di 9000 partecipanti porta i vantaggi dell'entusiasmo ma anche qualche pericolo di inciampare, di rischiare di perdere qualche ristoro specie "quando si viaggia nei pressi dei palloncini". Al decimo km galvanizzato dallo stato fisico ottimale decido per il sorpasso e volo sfruttando l'entusiasmo; passaggio alla mezza in 1.27.20. Ormai c'e' solo da pregare che il fastidio non si faccia sentire, spingo sempre di piu', addirittura incremento il ritmo che ora segna pochi secondi sopra i 4 al km. L'entusiasmo mio e del pubblico che mi incita per nome leggendo sulla mia canotta ma da' energie. km 30, nessuna crisi all'orizzonte. Raggiungo qualche italiano (inconfondibili quelli dei Runners Bergamo), supero anche Paola Sanna che terminera' splendida 3 assoluta in 2:55'. Al 37esimo km so che mi aspettano Giulia e mia moglie per incitarmi, peccato che siano in curva dal lato sbaglaito altrimenti avrei volentieri gratificato Giulia di un cinque. Gli ultimi 4 km sono esaltanti, voglio il grande risultato, ci vuole un rush finale degno di questo nome; lo tento e mi viene anche meglio di quanto potessi immaginare. Riesco a tagliare il traguardo in 2:54'40'' (per chi fosse poco dotato in matematica il doppio del passaggio alla mezza:da manuale) posizione assoluta 217 e sono il 13 italiano. Sono soddisfattissimo! Per i commenti sulla gara in un prossimo post, e' una maratona che merita veramente e ci sono anche tanti italiani. Ho incontrato tra gli altri Frate Tack che ha "fallito" l'obiettivo delle under three hours per 11 miseri secondi mentre Nicola Pretto lo ha centrato di poco, 2:59'31''.